Letta incontra Huawei, confermati investimenti nel bel paese

3 Settembre 201318 commenti
Oggi, 3 settembre, il presidente del consiglio Enrico Letta ha incontrato Sun Yafang, presidente del gruppo Huawei, per delineare la situazione dell'azienda in Italia.

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Durante il meeting, avvenuto a Palazzo Chigi, l’azienda ha manifestato la volontà di continuare a investire nel nostro paese tramite programmi di assunzione di neo laureati e di interscambio fra Italia e Cina. Huawei è presente sul suolo italiano dal 2004 e ad oggi conta più di 700 dipendenti.

Grazie alla sua economia aperta,  alla sinergia con le istituzioni centrali e locali e alla presenza di un ecosistema storicamente favorevole allo sviluppo del settore dell’ICT, l’Italia è tra i primi mercati a livello europeo e mondiale per Huawei e costituisce un’area strategica e di elevata importanza nel suo sviluppo. Confermiamo il nostro forte impegno a investire e a collaborare con le istituzioni, le università e le aziende locali

Queste le parole di Yafang, che afferma inoltre di stare collaborando attivamente per lo sviluppo delle rei LTE di quarta generazione in Italia al fine di rendere sempre più concreta la tanto acclamata “Agenda Elettronica“.

sunyafang

Intendo inoltre ringraziare formalmente il Governo italiano e le istituzioni per il costante supporto che hanno offerto all’azienda in questi anni, con l’auspicio di poter proseguire questa ottima collaborazione anche in futuro.

La competenza dei giovani italiani finalmente viene presa in considerazione dalle grandi aziende, e speriamo che Huawei sia solo l’apripista di una lunga serie di investimenti nella qualità che il nostro paese può offrire.

18 risposte a “Letta incontra Huawei, confermati investimenti nel bel paese”

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  2. Daavide Magni ha detto:

    Speriamo in bene. Anche se al primo posto dovrebbero mettere la velocità della connessione internet, tra gli investimenti da fare. Ovviamente IMHO

  3. Yellowt ha detto:

    Zelig!
    La dichiarazione è la stessa che fa in tutti i paesi dove va ma forse avrebbero dovuto dirgli che questa è l’Italia della burocrazia, delle mazzette e soprattutto del “i primi 5 anni ti facciamo crescere e appena sei troppo grande per andartene ti massacriamo con le imposte”…

    Ma forse essendo conesi sono abituati a pagare mazzette ad ogni funzionario quindi da noi si trovano bene…

    • mr verdicchio ha detto:

      Se sapessi cosa succede alle aziende italiane che aprono stabilimenti in cina, come minimo augureresti loro di pagare oltre alle tasse anche il pizzo!

    • PRRRRRRRR ha detto:

      mi hai letto nel pensiero

  4. kina ha detto:

    Huawei preferisce far arrivare i propri dipendenti dalla Cina altro che
    assumere giovani Italiani. A Roma (Parco dei medici) c’è un intera
    palazzina di 7 piani con i suoi dipendenti cinesi.

  5. and1 ha detto:

    Io ho l’ascend p6 … che contributo all’umanità…

  6. Lorenzo ha detto:

    “A me, me pare ‘na strunzata” (cit)
    Cinesi che portano lavoro in Italia agli Italiani ?!

    • Azz00 ha detto:

      Magari

    • PRRRRRRRR ha detto:

      certo. delocalizzano il lavoro duro ai paesi in via di inviluppo

    • Il gelataio ha detto:

      a torto o a ragione è la seconda potenza economica mondiale, a brevissima distanza dagli USA.

      Detto questo la scienza, la tecnica e la tecnologia, a mio parare, non hanno nazionalità, albergano nelle migliori menti (e spesso nelle più frizzanti economie…).

      Se l’Italia favorisse la circolazione di tecnologie, tecnici e scienziati… finalmente si diventerebbe un paese moderno!

      • danymally ha detto:

        infatti l’italia negli anni 80 era la 3° (o la 4°) potenza mondiale, scomoda (soprattutto alla germania), infatti l’euro e lo scorporo della banca di’italia dal tesoro del governo (cioè bloccare i finanziamenti della banca d’italia riempiendo i conti in rosso nel bilancio del governo) sono stati effettuati perchè eravamo, appunto, scomodi… qualsiasi parte del mondo in cui tu vada troverai sempre qualcosa di italiano, il nostro tricolore o scritto italian quality, anche se di italiano in quel prodotto non c’è nulla; Questo perchè il prodotto italiano una volta era realmente di qualità, dall’abbigliamento alla medicina, adesso ci hanno superato in tutto (o quasi), e siamo poveri e pazzi con lo sconto! (nel senso che ormai la crisi ci sta ammazzando così tanto che un lavoro che negli anni ’00 o negli anni ’90 lo facevi pagare 80€, adesso lo fai anche a 30/20€ pur di guadagnare…) e non ditemi che è così perchè questa, ahimè, è storia.

      • Lorenzo ha detto:

        Verissimo!
        E’ una potenza assoluta, probabilmente a breve scalzerà gli USA che ormai hanno fatto il loro tempo.
        C’è da dire che spesso fanno concorrenza sleale di tipo parassitario.
        Copiano i prodotti di tutto il mondo per poi rivenderli a bassisimo prezzo facendo fuori chi quel prodotto l’ha inventato e studiato..!

        Detto questo la colpa è tanto loro quanto “nostra” quando andiamo a comprare ciarpame elettronico a 2 lire o kili di vestiti a 9,99€ che dopo 2 anni buttiamo..

        Mi fa molto strano che vengano ad investire su R&D quì in Italia quando hanno TONNELLATE di ingegneri che gli costano un decimo.
        Oggettivamente dubito che siano così scarsi visto che sono anni che i cinesi sono ovunque per il mondo a studiare nelle migliori università.

  7. […] (…)Continua a leggere Letta incontra Huawei, confermati investimenti nel bel paese su Androidiani.Com […]

  8. Paolo ha detto:

    Huawei in questi anni ha semplicemente fatto concorrenza sleale in Italia mandando i cinesi a lavorare con permesso turistico eludendo il fisco. Se sono interessati che mettessero in Italia sede di ricerca e sviluppo e non facessero solo mercato per piazzare i loro prodotti

  9. Anonimo ha detto:

    Huawei è già presente in Italia tramite gli armadi per Internet della Telecom (i DSLAM ed altri), se non sono Huawei sono dei Siemens

    The more you know

  10. gion ha detto:

    Per degli investimenti seri… devono fare i camion più grossi
    Massimo Troisi

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