Nexbit Robin: lo smartphone Android che punta sul cloud

3 Settembre 201525 commenti
Dalle menti di Tom Moss e Mike Chan, ex dirigenti Google, e la mano di Scott Croyle, ex capo design di HTC, è nata una nuova azienda che è già riuscita a catturare l’attenzione degli utenti grazie ad uno smartphone Android attualmente alla ricerca di fondi su Kickstarter. Parliamo di Nexbit Robin, lo smartphone che punta tutto sul cloud.

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Il Nexbit Robin colpisce certamente per un design molto insolito, squadrato e con particolari colorazioni, ma non solo. Infatti, oltre a portare in dotazione un display Full HD da 5.2 pollici, un processore Qualcomm Snapdragon 808 e 3 GB di RAM, è dotato di una memoria interna da 32GB accompagnata da uno spazio cloud di 100GB. Quest’ultimo è opportunamente riportato sul retro dello smartphone tramite quattro piccoli LED, che segnalano lo stato del servizio.

Le altre caratteristiche tecniche di questo smartphone comprendono:

  • Fotocamera posteriore da 13 megapixel con PDAF e dual-tone flash
  • Fotocamera frontale da 5 megapixel
  • Batteria da 2680 mAh
  • Dual front facing stereo speakers
  • Sensore biometrico
  • NFC
  • Quick charging
  • Bluetooth 4.0 LE
  • GPS
  • WiFi A/B/G/N/AC
  • GSM 850/900/1800/1900
  • WCDMA 850/900/1800/1900/2100
  • LTE Bands 1/2/3/4/5/7/8/12/17/20/28
  • Dimensioni: 149mm x 72mm x 7mm

Ciò che differenzia il Nexbit Robin dagli altri smartphone è proprio l’anima cloud, infatti quando il sistema (Android Lollipop con personalizzazione Nexbit) individua un’applicazione inattiva da molto tempo effettua automaticamente il backup dell’APK sulla nuvola lasciando sullo smartphone solamente i dati dell’applicazione. Quest’ultima sarà ancora visibile sul device ma con un’icona grigia.

All’apertura di questa app verrà richiesto di scaricare nuovamente i dati che verranno posizionati velocemente al loro posto.

Ecco alcune foto ed un video di presentazione:

httpvh://youtu.be/JypHBmAnnys

Vi ricordiamo che potrete acquistare il Nexbit Robin tramite la campagna Kickstarter ad un prezzo di partenza di 299$ (già terminati e si parte da 349$). Per maggiori informazioni vi lasciamo all’indirizzo della campagna.

 

25 risposte a “Nexbit Robin: lo smartphone Android che punta sul cloud”

  1. infinity ha detto:

    Device interessante

  2. Nicola Guerrera ha detto:

    Ottimo ,cosí l’ NSA e gli illuminati sapranno cosa faccio ogni secondo

    • nutci ha detto:

      Anche se fosse non mi importerebbe… il mio pensiero fisso sono le scie chimiche!

    • teob ha detto:

      Lo sanno stai tranquillo…;-)

    • lallo29 ha detto:

      Già lo sanno tanto

    • Doc74 ha detto:

      si spera si possa criptare i dati.. si spera

      • Aron Sordi ha detto:

        …sul client si spera… sul client.
        In finale parlano root nativo e supportare altre rom come la
        cyanogenmod, poi dicono (io stento a crederci… e infatti non ci credo)
        che vorrebero garantire anche il software brik (hai diritto di
        esplorare!).
        A parte gli scherzi, approfondendo il progetto è interessante.
        Penso possa essere “upgradato” insieme alla comunità per permettere ad esempio ad un deposito casalingo o altre sciccherie come “cloud ibrido”… (scusate proprio non mi piace il termine cloud in questi casi). Parlano esplicitamente di (copiare via rete su uno storage remoto) cloud per i soli dati applicativi. A discapito di velocità nelle operazioni in teoria potrebbe essere abbastanza privato e “””sicuro””” se si criptasse in locale con un meccanismo simile ai filesystem che cifrano i singoli file.
        Per i dati utente, invece, si potrebbe avere un (pozzo casalingo) nas come hanno tutti i cristiani, che permetterebbe anche di salvare veramente i dati in un posto sicuro. casa tua. una firma dei file potrebbe anche garantire l’inalterabilità sullo storage remoto che li tiene sincronizzati tra i vari dispositivi, magari ognuno con le sue policy (la tv non dovrebber avere il mio account per installare applicazioni… nono!)
        Insomma per un sistema così quanto saresti disposto a pagare… se poi fosse integrato… alla “google” ma non fosse così spione? no, non mi pare una fesseria…

        • Aron Sordi ha detto:

          ah dimenticavo. prima o poi le generazioni digitali (i ggggiovani) avranno diritto di prendersi delle responsabilità, forse questi ragazzi ci stanno provando. io spero riescano nel progetto e spero di vederne fiorire tanti altri del genere. E’ incredibile come in pochi anni si stiano perdendo diritti così basilari come la fiducia.

        • Doc74 ha detto:

          molto brevente che sono un po’ brillo .
          per le app non me frega molto che siano criptate tanto sono file pubblici.
          Mi interessa poco se “scopri” che sto reinstallano fruit ninja
          Il problema sono sempre i dati personali, ma quelli ( si presume ) rimangono il locale.

          Nel caso di cloud di dati personali gia esistono sistemi quali boxcryptor .
          Tutto sommato è solo questione di implementazione in quanto esistono gia strumenti validi.
          ( sul mio fisso uso truecrypt + boxcryptor )

          Un interessante tentativo è quello fatto da turing phone.

          • Aron Sordi ha detto:

            mhhh rileggendo ora anche io ero un po’ brillo ieri sera.. :)
            ad ogni modo hai ragione, esistono modi un po’ hackish per fare qualche cosa di simile, ma non è la stessa cosa di progettare un sistema che nasca integrato, e sopratutto che ti dia quel grado di flessibilità che permetta alla comunità di estenderlo. non so se il progetto turing segua questa filosofia.

  3. giruzzo ha detto:

    Questa si che è un’idea originale e soprattutto utilissima.

  4. Stefano Minuto ha detto:

    Aspetta ma usa internet quindi molto probabilmente in Italia non cia riva

  5. FP ha detto:

    Di quanto giga di contratto necessita un smartphone così per sfruttare il cloud al meglio? Con i 2 giga italici la vedo dura.

  6. brutus ha detto:

    Interessante se abbinato a un piano dati illimitato (negli Usa ce ne sono tanti)

  7. Doc74 ha detto:

    cellulare interessante ma non in italia dove il traffico dati costa un botto

  8. pazzokli ha detto:

    Interessante, dopo aver fatto una gara spasmodica a chi apre le applicazioni in 0,02 secondi in meno ecco che questo terminale deve scaricare la dal web, magari in umts e in roaming !!

  9. alex ha detto:

    Pensano a questo e ancora sono permesse applicazioni che una volta disinstallate perdono i tuoi dati per sempre….
    Pensate a sistemi di backup integrali e di backup parziali (app, dati e file) in cloud piuttosto.

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