Dopo iOS ora ci spia anche Android

22 Aprile 201117 commenti
Come molti di voi avranno letto in questi giorni, è stato rilevato un database nel sistema operativo Apple iOS 4  in grado di memorizzare la posizione del dispositivo basandosi sulle celle agganciate e alle connessioni Wi-Fi effettuate. Ora sembra essere arrivato il turno di Android.

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La notizia arriva dal ricercatore Magnus Eriksson, il quale ha dichiarato che anche nei dispositivi Android esiste un file simile a quello di Apple, con la differenza che vengono memorizzate “solo” le ultime 50 celle a cui il dispositivo si è connesso e le ultime 200 connessioni WiFi rilevate, l’infrazione pare quindi essere ridotta rispetto ad iOS dove il file viene continuamente aggiornato ed espanso senza limiti di tempo.

Inoltre il file non è facilmente accessibile in quanto richiede elevate competenze per poter essere recuperato e letto, al contrario di quello di iOS che è libero da protezioni.

17 risposte a “Dopo iOS ora ci spia anche Android”

  1. Antonio Zagaria ha detto:

    Eh.. domanda retorica… cosa se ne fanno della nostra posizione? Non parlatemi ancora di pubblicità, per favore!

  2. M & M ha detto:

    In entrambi i casi si tratta molto probabilmente di una cache. Su iOS semplicemente si sono dimenticati di cancellare le posizioni più vecchie

  3. BiGAlex ha detto:

    Sì, ma android, quando accendi il cellulare, ti chiede se vuoi consentire a google di ottenere dati anonimi a riguardo (e vien spiegato chiaramente!!).
    Se dici “no”, non lo fa. Ed oltre questo, non tiene traccia della storia del telefono.
    Apple invece non avvisa e non nasconde neppure i dati. Ora resto in attesa di commenti di fanboy apple…

    • Marco Carta ha detto:

      Il rilevamento iOS è anonimo, quello di google chi lo sa..

      • Tobia ha detto:

        Non è anonimo per definizione, visto che si trova sul device. Sarebbe da indagare meglio il come e se viene spedito a server esterni. Di fatto se puoi accedere con una app fatta apposta a quel file e la app spedisce i dati salvati hai già di conseguenza identificato il soggetto.

    • Dragondevil ha detto:

      è vero, non posso che quotarti, ma non è pur vero che se su qll schifo di iphone il file si può tranquillamente leggere e se si vuole anche eliminarlo, accederci le bistecche o altro, mentre su android questo non è neanche lontanamente possibile??

  4. Tambu ha detto:

    nel caso di IOS c’è una app per dimostrarlo, la può usare chiunque, qua siamo al “c’è un tale che dice che…”

    • Luca Marra ha detto:

      Semplicemente (come al solito su androidiani) l’articolo è scritto senza spiegare nulla ma è un semplice copia e incolla di una news sensazionalista e generalista che non mi aspetterei su di un sito specializzato (ma questo è un altro discorso).

      I file in questione sono cache.wifi e cache.cell presenti in

      /data/data/com.google.android.location/files

      e non bisogna essere sedicenti “esperti” per trovarli ed aprirli…

  5. Oryz ha detto:

    solo col gsm si è spiati a partire dai gestori, quindi… la colpa di fondo non è nè di iOs nè di android…

  6. Interbios ha detto:

    Siamo tutti spiati e poi quando si cerca di sfruttare questo genere di cose a fin di bene, magari per arrestare un criminale, alla fine gli “esperti” non riescono mai a capirci un caxxo!!

  7. Gattestro-ridicolo ha detto:

    file protetto e non tiene conto di tutte le posizioni, inoltre ti viene espilicitamente chiesto se volere che registri tutto.. che vuoi di piu?

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