Come molti di voi avranno letto in questi giorni, è stato rilevato un database nel sistema operativo Apple iOS 4 in grado di memorizzare la posizione del dispositivo basandosi sulle celle agganciate e alle connessioni Wi-Fi effettuate. Ora sembra essere arrivato il turno di Android.
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La notizia arriva dal ricercatore Magnus Eriksson, il quale ha dichiarato che anche nei dispositivi Android esiste un file simile a quello di Apple, con la differenza che vengono memorizzate “solo” le ultime 50 celle a cui il dispositivo si è connesso e le ultime 200 connessioni WiFi rilevate, l’infrazione pare quindi essere ridotta rispetto ad iOS dove il file viene continuamente aggiornato ed espanso senza limiti di tempo.
Inoltre il file non è facilmente accessibile in quanto richiede elevate competenze per poter essere recuperato e letto, al contrario di quello di iOS che è libero da protezioni.
Eh.. domanda retorica… cosa se ne fanno della nostra posizione? Non parlatemi ancora di pubblicità, per favore!
Credo che bisogna pensare in grande qui…ci saranno sicuramente fatti nascosti per i quali a qualcuno fa comodo spiarci…e in questa era aspettatevi di tutto…
Evvai, paranoia allo stato brado…..
Evvai, paranoia allo stato brado…..
è vero…ahhaha
Se si potessero allegare dei Link o allegati a questo file, sono disposto mettere una foto di tutti i posti dove cago magari ci fanno delle ricerche di mercato
è tutta colpa di Berlusconi.
In entrambi i casi si tratta molto probabilmente di una cache. Su iOS semplicemente si sono dimenticati di cancellare le posizioni più vecchie
Sì, ma android, quando accendi il cellulare, ti chiede se vuoi consentire a google di ottenere dati anonimi a riguardo (e vien spiegato chiaramente!!).
Se dici “no”, non lo fa. Ed oltre questo, non tiene traccia della storia del telefono.
Apple invece non avvisa e non nasconde neppure i dati. Ora resto in attesa di commenti di fanboy apple…
Il rilevamento iOS è anonimo, quello di google chi lo sa..
Non è anonimo per definizione, visto che si trova sul device. Sarebbe da indagare meglio il come e se viene spedito a server esterni. Di fatto se puoi accedere con una app fatta apposta a quel file e la app spedisce i dati salvati hai già di conseguenza identificato il soggetto.
è vero, non posso che quotarti, ma non è pur vero che se su qll schifo di iphone il file si può tranquillamente leggere e se si vuole anche eliminarlo, accederci le bistecche o altro, mentre su android questo non è neanche lontanamente possibile??
nel caso di IOS c’è una app per dimostrarlo, la può usare chiunque, qua siamo al “c’è un tale che dice che…”
Semplicemente (come al solito su androidiani) l’articolo è scritto senza spiegare nulla ma è un semplice copia e incolla di una news sensazionalista e generalista che non mi aspetterei su di un sito specializzato (ma questo è un altro discorso).
I file in questione sono cache.wifi e cache.cell presenti in
/data/data/com.google.android.location/files
e non bisogna essere sedicenti “esperti” per trovarli ed aprirli…
solo col gsm si è spiati a partire dai gestori, quindi… la colpa di fondo non è nè di iOs nè di android…
Siamo tutti spiati e poi quando si cerca di sfruttare questo genere di cose a fin di bene, magari per arrestare un criminale, alla fine gli “esperti” non riescono mai a capirci un caxxo!!
file protetto e non tiene conto di tutte le posizioni, inoltre ti viene espilicitamente chiesto se volere che registri tutto.. che vuoi di piu?