Megaupload e Megavideo: i primi di una lunga serie

19 gennaio 201288 commenti
Dopo numerosi scioperi dovuti alle leggi statunitensi SOPA e PIPA compaiono negli le prime vittime: Megaupload e Megavideo sono chiusi. I siti risultano irraggiungibili e il fondatore è stato accusato di racket, violazione del copyright, riciclaggio, violazione del copyright (a causa distribuzione di video, immagini, audio e altro) per un totale di 500 milioni di dollari.

 

 

Le società accusate sono in realtà due: “Megaupload” e la più sconosciuta “Vestor” Quest’ultima veniva utilizzata da Kim Dotcom (conosciuto anche come “Kim Schmitz” e “Kim Tim Jim Vestor”), fondatore di Megaupload per controllare gli interessi sui siti affiliati a Megaupload.

Quattro dei sette componenti di Megaupload sono già stati arrestai in Nuova Zelanda, mancano all’appello Finn Batato, Mathias Ortmann, Bram van der Kolk.

I proprietari rischiano fino a 20 anni di carcere e sono accusati per 4 capi d’accusa differenti:

  • McLEAN, Virginia (AP) — Federal prosecutors have shut down one of the world’s largest file-sharing sites, Megaupload.com, and charged its founder and others with violating piracy laws.
  • The indictment accuses the company of costing copyright holders more than $500 million in lost revenue from pirated films and other content. The indictment was unsealed Thursday, one day after websites shut down in protest of two congressional proposals intended to thwart the online piracy of copyrighted movies and TV programs.
  • Megaupload.com has claimed it is diligent in responding to complaints about pirated material.
  • The indictment says at one point, Megaupload was the 13th most popular website in the world.

Il sito contata 150 milioni di membri registrati per un totale di 50 milioni di visite al giorno, portando Megaupload al 13° posto nella classifica dei siti più popolari al mondo occupando il 5% del traffico di internet.

l’F.B.I. ha dichiarato che Megaupload “promuoveva l’upload dei contenuti protetti più popolari per la distribuzione verso il maggior numero di utenti e scoraggiava l’utilizzo del sito come storage on-the-cloud legale, tramite pulizie dei contenuti non popolari“. Megaupload offriva inoltre ricompense agli utenti abbonati (che tra l’altro non riceveranno alcun rimborso) che reindirizzavano il maggior numero di utenti al sito, favorendo la nascita di migliaia di siti appositi per il linking di file protetti da copyright.

Ma le accuse non si esauriscono qui, un’altra infatti è stata formulata: una volta individuati i contenuti illegali, i proprietari degli stessi contattavano Megaupload il quale procedeva alla rimozione di un solo file delle centinaia o migliaia che componevano il materiale “rubato”. Così facendo gli utenti erano in grado di scaricare i file desiderati tramite i sopracitati siti di linking, incaricati di creare mirror per i singoli download.

Megaupload e Megavideo sono state le prime vittime delle nuove leggi americane, con tutta probabilità presto vedremmo chiusi tutti gli altri siti di freehosting illecito (Mediafire, 4Shared, Zippyshare, Hulkshare per citarne una minuscola parte), possiamo augurarci soltanto che siti come XDA e simili non chiudano e che in Italia non arrivino MAI queste leggi.

Vi lasciamo con un’immagine un po di satira che gira in questo momento su Facebook

 

 

 

  • Gvpd

    Io vorrei acquistare film in divx su internet legalmente, a prezzi ragionevoli, e potendo scegliere in un catalogo vasto. Mi pare che ciò sia impossibile almeno in Italia. Allora rendiamo legali i siti come Megaupload, magari potrebbero pagare delle royalties.

    • MurruLone

      …..sono daccordo con te….ma spenderei al max un euro x avere il film o 20 cent x noleggiarlo…..sarei anche disposto a un mega-forfait da 10 euro al mese/vedi tutto quello ke vuoi….

  • Mitiko78

    A parte Schettino….
    Ma come la mettiamo con Cosentino ??? In Italia non arrivano no queste leggi….

  • Kat

    A voler essere precisi i dirigenti di Megaupload hanno sul loro capo numerosi capi d’accusa: affiliazione alla mafia,
    evasione fiscale, riciclaggio di denaro, diffusione di materiale pedopornografico e altre “inezie”. Il discorso della violazione del copyright relativo al materiale sui loro server è solo una delle tante infrazioni. A tale proposito sarei curioso di sapere se verrà attaccata anche Google/YouTube visto che anche lì di materiale protetto da copyright ce n’è non poco (basti pensare ai tanti software che permettono di scaricare gli mp3 dei video musicali presenti sul sito…)

  • Liradiapollo

    Mi dspiace che nessuno si renda conto di una realtà triste. Premetto che non solo sono a favore della tutela dei diritti d’ingegno ma sono iscritto alla SIAE e in attività musicale. Detto questo immaginerete quanto mi convengano leggi repressive che tutelino il mio lavoro. Eppure non la vedo cosi, come non la vedono cosi molti di quelli che come me hanno opere da tutelare ma conoscono il sistema marcio. Voi pensate davvero che le multinazionali come la Universal siano in crisi perché noi non compriamo abbastanza dischi? Voi pensate che queste leggi tutelino il povero autore che dopo aver venduto centinaia di migliaia di dischi se ne vede pagare 1/10 per i sapienti raggiri che le multinazionali sanno fare? Oltre alle lobby che hanno creato che oggi impediscono di fatto la carriera artistica perché sono in 3 o 4 al mondo a decidere se sarai conosciuto o no. Proprio in questi giorni è stata tolta la pensione agli autori che tramite la SIAE hanno versato 35 anni di contributi. Soldi pagati per aver diritto alla pensione (si parla di 500 euro/mese) e persone che hanno dovuto rinunciare a quella dell’INPS perché non può essere cumulabile. Oggi senza una ne l’altra. Non ci sono i soldi povera SIAE che conta 1400 dipendenti con stipendio medio di 65,000 euro? E gli 85 milioni di euro raccolti con i contributi pagati dagli autori tutti gli anni? Commissariati dal governo! Noi autori ormai siamo quasi contenti che i nostri lavori siano circuitati in certi canali, almeno ci regalano un po di promozione, quelle che la radio ci fa pagare 70.000 euro per radio per 15 giorni di passaggi! Non si ruba, ma prima di prendersela sempre con il consumatore la pulizia andrebbe fatta in alto, con tutto quello che non dichiarano loro! Ma noi continuiamo a fare i perbenisti. Saldiamo i debiti fucilando chi non fa uno scontrino per il caffè, per provare a riuscire a non chiudere l’attività e non curiamoci di tutte le multinazionali che sono esentasse in Italia perché sono con sedi in paradisi fiscali…

  • JJ

    Alzi la mano chi, come me, crede che a tratti la linea che separa l’”essere libero” e l’”essere un pezzente furbetto” diventi molto sottile….

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