La Russia vuole le chiavi crittografiche di Telegram

21 marzo 201811 commenti

Telegram ha ricevuto dall'FSB l'intimazione a consegnare le chiavi necessarie per decriptare i messaggi degli utenti, pena la messa al bando dell'app dal paese.

Già lo scorso anno le autorità russe avevano formulato a Telegram la richiesta in oggetto.

La motivazione è da ricercarsi in una legge antiterrorismo emanata nel 2016, la quale impone a tutti i servizi di messaggistica istantanea di fornire al governo gli strumenti necessari per decriptare le conversazioni degli utenti.

Telegram aveva deciso di non adeguarsi a quanto disposto, ritenendola una violazione della privacy, mentre l’FSB aveva sosstenuto che il problema non si ponesse, in quanto sarebbe stata necessaria un’ordinanza del tribunale per poter raccogliere e utilizzare tali informazioni.

Il rifiuto da parte di Telegram LLC è stato punito con una sanzione pari a 14.000$ e il ricorso della società è stato respinto proprio ieri.

Ora i fratelli Durov hanno 15 giorni per adempiere alla sentenza, altrimenti l’app sarà bloccata su tutto il territorio russo.

Possibile a questo punto un nuovo ricorso, ma il tempo stringe.

Stanti così le cose, ne approfittiamo per chiederci quanto un simile provvedimento potrebbe influenzare la seconda fase dell‘ICO (Initial Coin Offer) programmata dalla società per raggiungere quota 1.6 miliardi di dollari al fine di lanciare il suo ecosistema TON (Telegram Open Network), che dovrebbe includere app, servizi e uno store di contenuti digitali e non.

 

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