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E’ difficile immaginare Facebook senza i suoi contenuti multimediali come foto e video eppure, per quasi un milione di user non vedenti e ipovedenti, questa è stata fino a oggi la normalità quotidiana. Ma le cose stanno per cambiare, il social network infatti inizierà a descrivere le foto e le immagini che appariranno sul news feed dell’utente. La funzione si chiama “automatic alternative text” e permetterà a ciechi e ipovedenti, non solo di sapere chi ha condiviso il contenuto come accadeva in passato grazie allo screen reader, ma anche di sapere cosa è stato condiviso.

L’automatic alternative text è quindi in grado di riconoscere e descrivere dettagliatamente gli elementi di una foto. Se ad esempio l’utente non vedente si imbatte in un’immagine che raffigura un gruppo di amici, la funzione saprà identificare i soggetti presenti nella foto e l’user potrà ascoltare la descrizione del contenuto. Attualmente l’automatic alternative text è disponibile per il sistema iOS in inglese, ma Facebook ha intenzione di estendere il servizio e garantire la sua presenza su altri sistemi.
Facebook e intelligenza in una stessa frase?????
Il problema più grande sarà quello di riuscire a non mettere in imbarazzo nessuno con il messaggio “visualizzato alle”
Salve,
io sono una persona non vedente e utilizzo iPhone da sei anni. impostazioni – generali – accessibilità – voiceover. Ultimamente ho tra le mani anche un telefono android, impostazioni – accesso facilitato – talkback
detto questo,
mi permetto di dirvi che il titolo è fuorviante. “facebook sarà visibile anche ai non vedenti”, detta così pare quasi che noi finora non avessimo mai potuto leggere niente su facebook… non vediamo le foto, ma commenti, contenuti testuali e quant’altro li si legge comunque; confermo, in ogni caso, il fastidio e disagio di quando mi trovo ad avere davanti un post testuale lungo chilometri del quale non si capisce niente perché il vero contenuto è la foto; dopo aver perso tempo per non capir niente poi arriva pure l’arrabbiatura.
Tipo:
“questa gente che continua a parlare al muro quando mai succederà che la persona alza la testa e capisce che il mondo intero la sta prendendo in giro, ma commentate voi che io ho finito le parole” e la foto in questione è uno screenshot di qualche commento stupido.
Ecco. Questo meccanismo di facebook, uscito in questi giorni per la lingua inglese, in una situazione come quella appena descritta, rimane assolutamente inutile; infatti, se becca l’immagine di una schermata, anziché leggerti lo screenshot ti dice “this image contains text”
E grazie al … A quel punto oltre ad arrabbiarti ti senti pure preso in giro, perché tocca fare come si fa di solito ovvero salvare la foto nel rullino foto, aprire un’app OCR esterna sullo smartphone e importarci dentro la foto sperando che la scansione abbia successo, il che, non sempre è garantito. Dipende dallo screenshot.
Se questa intelligenza artificiale non viene ampliata con un OCR, la sua utilità è a dir poco parziale, è il proverbiale diavolo che fa le pentole e non i coperchi.
Secondo me è la classica trovata del marketing di Zuckerberg che per rispondere alla mossa di twitter che fa mettere il testo alternativo agli utenti, loro hanno voluto uscire subito e dire “siamo superiori”, ma che sia una tecnica non matura, è assolutamente palese; se aspettavano ancora un paio di mesi facendo un roll-out della funzione piano piano, raccogliendo i feedback degli utenti, non avrebbero certo sbagliato, ci avrebbero fatto miglior figura; per me che sono un tecnico, e seguo molte pagine tecniche in cui vengono postati screenshot, anche pubblicassero la versione italiana domani, senza metterci un OCR, facebook sarebbe inaccessibile come prima… del selfie di mio nonno che si fa il bagno, me ne può fregare fin là; per carità posso sempre aver piacere che mi venga descritto, ma, se si fa 30, perché non fare 31?
Credo che si tratti di un buon punto di partenza, ma non è un punto di arrivo, difatti questo sistema ti può DESCRIVERE una foto, ma non renderti partecipe, il che, non è affatto una sfumatura; non è che, da ora in poi, tutti i vedenti dovranno pensare “no, tanto, posso anche metter le foto e non descriverle, i non vedenti si arrangiano con le macchine”, l’inclusione sociale è un approccio che deve andare ben oltre e deve partire dalla spontaneità della persona.
Esempio: un tizio pubblica la foto su facebook del suo cane sdraiato lungo sul divano.
L’intelligenza artificiale mi potrebbe leggere: “cane su divano” o “cane sdraiato su divano”
Oppure, un utente che fa le cose così perché deve, giusto per far piacere a qualcuno, potrebbe scrivere: “per i non vedenti nei miei contatti – questa è la foto del mio cane steso sul divano”
Si, va be’, ma e allora?
Converrete con me che c’è una bella differenza tra le due descrizioni di qui sopra, e questa:
“Che vita da cani. Guardate Argo. Quando lui decide di occupare il divano, per noi umani non c’è più posto a sedere: si mette a pancia all’aria, stende le zampe e non si sposta nemmeno a pagarlo”.
Ben venga l’intelligenza artificiale, ma, va sempre e comunque presa per quello che è.
Elena Brescacin