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Le accuse rivolte a Google riguardano l’eccessiva facilità con cui, sin dal 2011, è stato possibile effettuare acquisti in-app su Android: l’assenza di adeguati meccanismi di protezione ha infatti permesso, in numerosi casi, che tali acquisti fossero effettuati da bambini, con i genitori completamente all’oscuro.
Come sappiamo, da allora le cose sono cambiate e oggi è più difficile assistere a casi del genere. Edith Ramirez, Chairwoman FTC, dichiara:
Milioni di famiglie americane utilizzano quotidianamente smartphone e tablet . Con la tecnologia mobile che raggiunge un numero sempre maggiore di americani, è importante ricordare alle aziende che le collaudate tutele per i consumatori restano valide, compresi quei consumatori che non dovrebbero pagare acquisti mai autorizzati.
Dopo i 32 milioni versati da Apple a Gennaio, la FTC porta a casa un altro scalpo prestigioso nella sua battaglia contro gli acquisti in-app. Resta in campo solo Amazon, che ha però promesso battaglia in aula.
[…] (…)Continua a leggere Gli acquisti in-app costano 19 milioni di Dollari a Google su Androidiani.Com […]
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Della serie: “Chi sbaglia paga!”.
Per non parlare del fatto che nel 90% dei casi nessuno chiederà il benché minimo rimborso…
Della serie: “Più che giusto!”.
Ma perché si lamentano? Come facevano i figli a sapere il numero ed il pin della carta di credito? Ecco cosa succede a lasciare telefono, internet, carta di credito e soldi ai propri figli. Che cogoglioni. (Spero di non aver detto baggianate, in tal caso spero che il saccente mi corregga)
Beh ,,non mi pare che serva il pin
Qualunque pingone puo fare acquisti dallo smartphone.
Scarica i dane` dalla card associata all account google .
E senza chiederti nulla.
Fin poco tempo fa.
Ora mi pare chieda la passw, ma non il pin.
I figli vanno istruiti, non è che gli dai lo smartphone in mano sperando di sbarazzartene per un po’. E se proprio non vuoi istruirgli e dirgli di non fare acquisti in-app, togli l’associazione con la carta di credito.
Ma ormai si sa… Google ha i soldi ed è più facile chiederli a loro piuttosto che farsi un po’ di autocritica e dire “si, effettivamente non ci ho pensato, avrei dovuto/potuto far così/cosà”
Concordo. Una sentenza quella della FTC surreale!
E’ come se un genitore avesse in casa un Modello 929, calibro 9mm, carica e a completa disposizione dei propri bambini.
E qualora uno di questi si sparasse in un piede ? Si fa causa alla Smith & Wesson ??
Ma andiamo.
Non so se hai dei figli, ma ad un bimbo di 4 anni come fai a spiegare di non fare acquisti in app? Potresti non dargli lo smartphone, ma prima o poi glie lo darai
E se gli dovessi dare lo smartphone a 4 anni (cosa che dubito), mi guarderò bene di lasciargli usare il mio account. Sul tablet è già possibile creare un account guest e specificare le applicazioni che è possibile usare. Soprattutto non lo farei mai andare in internet da solo, specialmente a quell’età.
Ma soprattutto direi: ‘Ignorantia legis non excusat’
Ma perché.. Ogni volta che compri su playstore inserisci la carta di credito? Oppure hai mai sentito parlare di Google wallet ?
Hai ragione… Non avendola usata mai non mi è venuto in mente
Infatti, anche se la si mette solo una volta, resta in memoria. Rispondendo ad Ettore, in linea di principio hai ragione, ma non bisogna esagerare neanche con questa linea di pensiero. Io non posso stare dietro a mio figlio per spiegare tutto il funzionamento di google con tutte le sue varianti che neanche io conosco. Ho acquistato wathsapp anche per mio figlio con la mia carta prepagata associata a PayPal, dal suo telefono. Purtroppo google ha memorizzato il numero della carta e tutte le cazzate che mio figlio faceva, con sicurezza perche’ sapeva di non avere alcun conto aperto, le addebitava a me. Non sta bene!
Sai che puoi andare in google wallet e cancellare la carta di credito?
Ragazzo mio.. Installati modalità bambino e hai risolto il problema.. Ho abbandonato Apple perché ogni volta chiedeva la pwd è ad oggi che è così comodo installare un app senza mettere pwd vogliamo ritornare indietro.. GENITORI RAZZA DI RIMBAMBITI NON ASSOCIATE LE CARTE DI CREDITO CON PLAYSTORE PERFAVORE..
Ecco l’idiota che vuole il suo momento di gloria. E come fai ad acquistare qualcosa senza la carta?
oramai mi sono “bruciato”.
a parte la questione google wallet che ha ricordato giustamente mirko, sono un po in difficoltà, perchè l’articolo parla di acquisti in app, (se ho capito bene) , non parla degli acquisti fatti direttamente sul play store, ma quelli “nidificati” all’interno delle app (che però dipendono sempre da google), ora… io non ho mai fatto acquisti in app, quindi non so che tipi di accessi richieda.
per l’acquisto nello store io personalmente ho impostato la richiesta della password.
Concordo con te. Nemmeno io ho mai fatto acquisti in app, ma se un genitore lascia lo smartphone in mano al figlio, dovrebbe al minimo istruirlo un po’ e guardare cosa fa, non lasciargli fare tutto quello che vuole. Ormai siamo arrivati al punto in cui i genitori non educano più i figli, e quando fanno danni, la colpa va sempre ad altri: scuola, Google, stato, …..
GENITORI, PRENDETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITÀ E GUARDATE COSA FANNO I VOSTRI FIGLI!!!
E aggiungo: se l’avessi fatto io, i miei mi avrebbero tolto i soldi dalla paghetta.
eh! … si l’appello a vigilare sulla prole lo prendo sul serio sicuramente
io in primis…
però quì la notizia è che google è stata condannata dal Federal Trade Commission ente governativo indipendente, per definizione terzo … quindi suppongo che sia stata rilevata una mancanza, nel migliore dei casi “colposa”…
Negli USA c’è gente che ha fatto causa alla McDonalds perchè si era ustionata mettendosi la tazza di caffé (caldo) tra le gambe per pagarlo, al Drive-in. E ha vinto.
Oppure quelli che mettono il gatto nel microonde e poi fanno causa al costruttore perchè nelle istruzioni non c’era scritto di non farlo.
se non ricordo male… FTC è quella che ha condannato Apple per la violazione di non ricordo cosa ai danni di Samsung, sanzione poi “obliterata” per veto da Obama (è sua facoltà farlo).
non è proprio “pizza e fichi”, io non voglio prendere “parti”, rilevo solo i fatti.
non ho “difeso” apple quando è stata condannata, non difendo google ora.
Infatti, non credo che il punto sia la difesa ad oltranza di apple o google. Credo che il punto sia la difesa ad oltranza di un massa di idioti la cui unica prerogativa è di essere considerati da FTC ‘la controparte debole’. In buona sostanza e giusto per esemplificare: mia moglie mi fa le corna, le chiedo la separazione con addebito, ma il giudice le concede la casa matrimoniale perchè ‘parte debole’. Questo è cio che succede negli USA nelle controversie tra multinazionali e consumatori.
non entro nel merito della questione… non ne ho la competenza ne per formazione scolastica ne per quella lavorativa.
se c’è una sanzione parto dal presupposto che ci sia una norma violata, non posso dire altro fino aprova contraria.
in questo caso non sono daccordo sull’individuazione del “soggetto debole” da tutelare o “idioti” come dici tu, non sono i genitori, ma i minori.
Esattamente :)
E’ disciplina ricorrente negli USA l’adozione del principio che definisce il titolare della tutela con il criterio del consumatore medio, il quale è identificato dalle caratteristiche di istruzione e di attenzione; ad esempio, il consumatore tipico di una macchina utensile, di uno smartphone o di un giocattolo. E’ in virtù di tale principio che l’istanza di rigetto motivata dalla Apple fu respinta.
La disciplina Europea sta da qualche anno recependo tale principio, pertanto aspettiamoci sentenze insulse come quella della FTC anche dall’Agcom. :)
Alt!… sospendi ogni giudizio prima d’aver letto l’articolo che luca tubiello linka in calce.
..
L’avevo letta anche prima.
Guarda, in questa frase verso la fine c’è tutto il senso di ciò che google pensa delle sentenze populiste della FTC.
“We’re glad to put this matter behind us so we can focus on creating more ways for people to enjoy all the entertainment they love,”
La tutela vera dei consumatori è altra cosa, credimi. Così come la tutela dei minori che non può essere camuffata da una pseudo sentenza che li affida letteralmente ad un accozzaglia di idioti informatici ed immaturi che li abbandona a se stessi alla mercè di uno smartphone e poi vuole anche esser risarcita! Ho figli anch’io, per cui la cosa mi prende. Niente di personale :)
ok… ci siamo… ma questo è una condanna per google!… e tutti gli altri… siamo alla loro mercè.
No. Dillo meglio. Questa è una condanna a coloro i quali mettono figli al mondo e poi li lasciano alla mercè di questi.
Non è la stessa cosa ;-)
non puoi pretendere che tutti sappiano usare le tecnologie al meglio, non chiedo la cianografia dell’aereo sul quale salgo in sieme alla mia famiglia, o l’emissione dell’apparecchio per le radiografie etc… quindi sono un pessimo genitore.
sei troppo severo… l’ignoranza non è mai una colpa.
certo non posso delegare l’educazione di mio figlio a terzi…
Confucio disse ‘l’ignoranza non è mai una colpa… ma una sfiga terribile’ :)
Scusami non volevo offendere la tua sensibilità. Veramente :)
Ma sbagli. Non è quello il tipo di educazione di cui parlo io per esser giudicati dei buoni genitori. Nessuno pretende che tu conosca la cianografia dell’aereo (a proposito, che cos’è ?)
E’ sufficiente che tu stia vicino a tuoi figli e che trasferisca loro I valori per cui vale la pena di esser figli e genitori.
In tal senso io sono certo che tu sei un ottimo genitore.
la cianografia è … una cosa antica, che non si usa più da tanto tanto tempo… credo.
… vorrei tanto che fosse vero…
:-)
Può essere che una volta non ci fosse la richiesta di password, e quindi bastasse un tap per fare un acquisto. Non ho mai fatto caso se (e quando) sia stata introdotta, o se ci sia da sempre. Un mio conoscente si è trovato 50 euro di acquisti tra in-app e app a pagamento. Ha tolto il telefono al figlio, non ha mica fatto denuncia alla codacons.
si è possibile, l’ho ipotizzato anch’io.
sono “solidale” col “collega genitore” tuo conoscente.
Si questo è vero ma loro sono in America…. ;-)
Quando io faccio un acquisto in app dal play storie mi basta inserire la password e basta, solo la prima volta ho dovuto inserire i dati.
Dopo aver effettuato un pagamento pero per 30 minuti non chiede password per farne altri
questa è solo una delle tre opzioni.
io non ho mai visto 3 opzioni, ma solo 2:
chiedi password:
ogni 30 min
mai
io ho anche :
“Per tutti gli acquisti con Google Play su questo dispositivo”
http://oi62.tinypic.com/i6kzza.jpg
Da un lato hai ragione ma dall’altro no perché si può pagare semplicemente con un click scegliendo di pagare con la sim e in quel caso non viene richiesto alcun Pin. Considera che io x sbaglio ho pagato whatsapp
Non sempre c’è un pin o un numero di carta. Amazon ad esempio ha inserito “compra con un clic”. Se premi per errore, ordini. Senza conferme.
è successo a me, che non sono né cieco, nè incapace; ho viso in tempo reale l’addebito su carta, ho chiamato e bloccato l’ordine.
Senza contare le pubblicità che ti abbonano a servizi inutili: ho “pulito” il cellulare di mia suocera, e le ho bloccato gli addebiti su carta. Quindi non si tratta solo di bambini, ma anche di adulti poco preparati. I quali a loro volta magari non sono in grado di spiegare le cose ai bambini…
Sono troppe le app “furbe”, e il cellulare è un bene si massa, va in mano a tutti. Ci facciamo tanti problemi con la privacy, e lasciamo che si faccia legalmente il gioco delle tre carte…
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Google ha messo a disposizione una tutela…da tanto tempo…ossia dovere mettere la password ogni volta che si vuole fare un acquisto sia dal play storie che acquisti in-app se poi i genitori lasciano ai figli i telefoni e non si preoccupano di prendere utili precauzione…l errore é loro..non di google.
Se i genitori non sono capaci di tener d’occhio i loro figli Google non ne ha colpa
e ma non citare solo google, leggi alla fine dell’articolo sembra che per lo stesso motivo siano stati condannati apple (per 32 milioni non 19) ed amazon.
quindi è solo FTC che è incompetente.
Apple Google ed Amazon, non hanno colpa alcuna…
p.s. io non condivido il tuo pensiero lo sto solo “completando”.
Io ho detto Google perché questo articolo è incentrato su di lui, poi il tuo completamento è giusto
Hai figli ?? Hai filgibche usano smartphone tablet ?? Se li avessi capiresti quanto son veloci a fare danni.
E aggiungo l acquisto in app è una presa per il cu.o
Sono un ragazzo neanche maggiorenne, spero di non avere figli :’)
Comunque su molti telefoni ce la modalità “bambini” “ospite” o quello che è, mentre sui telefoni in cui non ce scarichi un App che fa ciò. E se i genitori non conoscono questa funzione non è colpa di Google.
Oltre che basta non salvare i dati della carta di credito sul playstore.
Oppure ce anche la funzione nelle impostazioni del play store che chiede la password per gli acquisti.
Le soluzioni ci sono, ma non sta a Google istruire l’utente medio e (a volte) irresponsabile a usare queste funzioni
Guarda per metà sono d accordo con te le soluzioni ci sono. Pero:
L acquisto in app era impostato in modo da far sembrare gratis un app e alla fine se fai acquisti per finire un giochi (ragazzini presi dalla scimmia) spendi anche 20 euro.Se prima di installare l app ti dicono la spesa massima nessuno la comprerebbe.
E poi i sistemi di sicurezza da te citati dovrebbero essere attivi di default.
Detto questo sono americani e idioti, io se facevo cazzate prendevo sonori sberloni non andavo dalla avvocato
Il ragionamento della publicità ingannevole ha senso nel caso di individui ‘presenti a se stessi’, adulti o adolescenti.
Ma quando si ha a che fare con ragazzini, bambini, allora non scherziamo; non c’è alcuna forma di tutela che tenga se non quella dei genitori.
La verità sai qual’è ? E’ che certi ‘sedicenti’ genitori non dovrebbero avere né pc, né smartphone e nemmeno tablet e probabilmente neanche figli. Se il genitore lascia incustodito il pc ed il figlioletto entra nel sito delle donnine con le tette di fuori, mi chiedo se sia più biasimabile il sito in questione (magari lo è per sfruttamento della prostituzione) o è quel genitore che è un po’ pirla!
Io credo che per mera incapacità di educatori taluni trasferiscano ad altri responsabilità a loro unicamente attribuibili, e ciò che è peggio trovano in alcune istituzioni terreno fertile.
Anch’io se avessi fatto cazzate del genere mi avrebbero consumato la pelle del lato B a calci. :)
Io credo che tu abbia ragione al 100% sul discorso genitori/figli. Io ho figli e se mi spendono soldi per app senza il consenso primo li per do a sberle poi mi faccio un esame di coscienza sulla poca attenzione che ho dato al problema. E sono d accordo che ci sono genitori che sono bestie per quanto seguono i figli. Pero queste situazioni esistono ed è li che loro puntano.
un azienda sana e pulita dovrebbe prima di tutto mettere alto il livello di sicurezza per stare tranquilla.invece inventano questi giochwtti , fregano i soliti cogli.ni che ci cascano incassano 100 e pagano multe per 19. Fanno tutte cosi Telecom con 144 o 800. App con banner che partono da soki . la tre con addebiti “strani” e se li beccano pagano poco o niente
allora… la “musica” è leggermente diversa, mi sono andato a leggere (nel limite delle mie conoscenze linguistiche), l’articolo che Luca Tubiello ha linkato in fondo all’articolo.
ed è uscito fuori che,
1) la FTC fa riferimento ad acquisti in app presenti su giochi destinati all’infanzia (BAMBINI), acquisto di monete ed altri utility all’interno del gioco,
2) all’inizio del 2012 google non chiedeva nessuna password per acquisti in app. NESSUNA PASSWORD.
Grande golfie dai un lume di speranza a questo blog ;-)
eh allora … è la fine.
Non è 1 ti cambia la vita, ma comunque non va mai fatto, ne io ne mia sorella lo abbiamo fatto.
E per i banner truffaldini non si fa niente? Qualche tempo fa mi sono ritrovato un abbonamento ad un servizio di suonerie mentre usavo l’applicazione Zedge. Eppure sono sicuro di non aver cliccato su nessun banner ed anche se lo avessi fatto non ho dato nessun consenso esplicito. La Tim non mi ha rimborsato i cinque euro rubati e si è limitata a inserire uno sbarramento sul mio numero per gli sms a pagamento. Solo in Italia succedono queste cose…Ovviamente ho rimosso l’applicazione e dato una stella come valutazione a quei morti di fame. Avrei preferito pagare in modo volontario per l’app piuttosto che farmi fregare dei soldi in quel modo da una software house per spaccia per gratis programmi che in realtà non lo sono.
Ahahahahahaha non ho parole… Ma dai, sarà un altro scherzo tipo google nose! Ahahaha vero? Vero?? Ditemi che è così e che nessuno ha denunciato google perché è troppo facile fare acquisti… Vi prego ne ho necessità… Io credo, si…credo morirò ubriaco entro domani mattina… Sono depresso..
ben vengano queste regolamentazioni, in questo caso a pagare sono google, apple e amazon (anche se l’importo della sanzione è solo una goccia nell’oceano per queste aziende), ma il loro coinvolgimento serve da deterrente per tutto il resto del mercato, in troppi se ne sono approfittati e continuano ad approfittarsi. un esempio su tutti quello dei finti quiz trasmessi in tv dove a mandare la risposta giusta per sms si finiva abbonati a oltre 5 euro la settimana ad un servizio di suonerie che nessuno sano di mente avrebbe mai sottoscritto
Gli acquisti in app no,ma le armi a 8 anni si! Americani….strana gente….