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Avete mai pensato, ad esempio, se al posto del classico nome utente e password, ogni volta, bastasse una semplice “strisciata di pollice“? Ebbene tutto ciò non solo è possibile, ma è anche semplicissimo da realizzare, grazie ad alcune app appositamente pensate. E no, non avrete bisogno del root.
[app]com.lastpass.lpandroid[/app]
L’app che analizzeremo, segnalata dai colleghi di PhoneArena, è LastPass, decisamente user friendly e poco complessa. Le immagini in basso dimostrano come sia semplice crearsi un vero e proprio database, che però, purtroppo, per poter essere condiviso su ogni dispositivo posseduto, necessiterà dell’acquisto della versione premium dell’applicazione.







Però, guida molto completa ed App analizzata molto in dettaglio…O_o
Si per esempio spiega bene come non sia una semplice versione premium ma un abbonamento da 12$ l’anno…..
Non è che esiste un’app simile free?
Ci vorrebbe proprio, perché questa fi free ha ben poco. E sarà un flop al botteghino! :)
Veramente LastPass esiste da parecchio tempo e non la definirei un flop al botteghino.
La versione free è usabilissima ma, ovviamente, con delle limitazioni e 12 $ all’anno non sono poi una cifra impossibile, visto anche l’ottimo servizio.
L’app di base è free però, e di questa abbiamo parlato. Se scorrete le immagini in galleria vi diventa chiaro come utilizzare l’app (d’altronde è scritto nell’articolo) :)
Sarà parente di inuso ??
no, i parenti di inuso stanno su hwupgrade
Complimenti per la guida… il metodo è sopratutto utile per raccogliere informazioni “modello schedatura” anche da terze parti?
Non chiamatemi paranoico, però mi chiedo cosa accadrà alla mole di tutti questi dati raccolti?
Foto, carte di credito, impronte digitali, abitudini varie… se da un lato presentano alcune sicurezze o vantaggi, dall’altro potrebbero divenire utili per molti malintenzionati, ci avete pensato?!
bhe,ma il sistema Android stesso è pensato e realizzato per tenere l’utente sotto controllo…..o per la sicurezza dell’utente stesso….o per frodarlo….lo scopo sempre quello è.
Se non vuoi piu queste grane o rischi , ti conviene tornare ai vecchi S.O. proprietario. :) :)
Sto facendo di meglio… ho messo le ruote ad una vecchia cabina telefonica, con alloggiato al suo interno “oltre il telefono di serie” un laptop con docking station e monitor… ??!
Sei sempre legato al SO ?
No se ne sta compilando uno tutto suo…
Condivido sempre l’ironia, ma la mia domanda era ovviamente diversa.
Nessun sistema è sicuro, ma proprio questa insicurezza “raccogliendo così tanti dati e molto personali” potrebbe generare guai seri, alcune cose già accadono, ultimamente qualcuno ha deliberatamente divulgato dati sensibili di n mila utenti, accusando un loro interno di hackeraggio… quindi ripeto, sarebbe opportuno riflettere su ciò che si mette o si debba fare, non fare in rete.
Non si evitano tutti i rischi ma si possono limitare in parte.
Non credi?
No, sull’utilizzo indiscriminato di app posso anche essere d’accordo, un minimo di attenzione bisogna anche farla; per quanto riguarda “la paranoia” della raccolta di dati non ci vedo nulla di che, le aziende raccolgono dati e li utilizzano per pubblicità mirate, sinceramente non ci vedo nulla di cosi “scandaloso”, la pubblicità arriverebbe comunque l’unica differenza è che ad una persona di sesso maschile sui 20/30 anni che passa il tempo a guardare siti di tecnologia magari mandano pubblicità riguardanti smartphone, pc e altre cosi simili al posto di una pubblicità sull’ultimo nuovissimo assorbente con le ali (tanto per fare un esempio).
Ah ma allora qualcuno di voi lo sa :-)
Una bella guida direi
Scusate ma perché dovrei condividere l’impronta su più dispositivi attraverso una versione a pagamento dell’app, quando il mio pollice é sempre lo stesso e l’app la riscarico free sul secondo telefono…
Perchè chi ha sviluppato l’app dovrebbe darla via gratis dato che ha speso tempo e amgari anche altri tipi di risorse per realizzarla?
Mettere a pagamento un’app é giusto, oppure si può optare per una versione free limitata ed una a pagamento completa, main questo caso non vedo la necessità dell’itente di pagare un abbonamento per una funzione che non necessita, a meno che per registrare l’impronta collegata agli account su di un dispositivo, necessiti di una e-mail; in tal caso il produttore ti obbliga ad abbonarti altrimenti non ppotrpotresi impostare la stessa impronta collegata alla stessa e-mail su un altro dispositivo… Comunque non la vedo come un’acquisto di funzioni apparte a completare il tutto, quindi non condivido, nel caso di questa specifica app, il fatto di imporre la sottoscrizione annuale. Ovvio poi che chi sviluppa debba pur guadagnare in qualche modo
LastPass ha la maggior parte delle funzioni, le più usate, gratuite.
Con la Premium hai la possibilità di sincronizzare tutta la tua cassaforte con più fispositivi, anche di varie piattaforme, più un altro paio di funzioni che al momento non ricordo.
l’abbonamento lo paghi perchè forniscono un servizio cloud based, quindi con dei costi di gestione.
Ma se non hai esigenze di multi piattaforma, allora la free va benissimo.
Ah ok non avevo compreso la possibilità di usare la versione free. Avevo erroneamente capito che fosse gratuita ma con un abbonamento da sottoscrivere.
Guarda… io ne conosco tante che la danno via gratis!
Condividere l’impronta? Ma si può essere più fessi di così?
Certo che si può! Basta criticare aspramente senza fornire all’altro gli elementi per capire: se ha fatto un commento fuori luogo è perché non ha capito. Il tuo messaggio in cui gli dai del fesso non gli da dei mezzi in più.
Quindi oltre a esser maleducato, risulta pure inutile.
Tra chi non sa e chiede e chi sa ma risponde senza dire, chi è il vero fesso?
Io un’idea ce l’ho
Hai ragione, chiedo scusa. Provvedo una risposta.
L’impronta non va assolutamente condivisa, perché è un dato biometrico: significa che solo tu hai la tua impronta e nessun altro la dovrà mai avere. È proprio tale caratteristica che permette l’utilizzo dell’impronta anche nelle questioni legali più importanti, come i casi di omicidio.
Per Apple l’impronta è talmente importante che non viene nemmeno condivisa nella memoria stessa del dispositivo, che è pur criptata. Infatti l’impronta è custodita da un chip intelligente apposito, che risponderà solo si o no quando interrogato sul confronto con atre impronte. Quindi l’impronta non uscirà mai dal chip dove è stata memorizzata.
Ora rileggo bene l’articolo, ma mi pare di aver capito che c’é la possibilità di condividere il database delle credenziali d’accesso con un altro dispositivo; davo per scontato (forse un po’stupidamente in effetti) che insieme ad esse si sincronizzasse automaticamente anche la mia impronta sul secondo device. Ora comprendo che non é così, ma in questo caso ad esempio, se in famiglia io ho messo a disposizione un account col quale ad esempio ho attivato un serizio a pagamento, (che ne so, streaming di film) e lo usa pure mia sorella per dire, in questo modo posso impostare la mia impronta sul mio telefono e accedere al sito con questa app, poi condivido SOLO le credenziali d’accesso col telefono di mia sorella, e lei sul suo potrà abbinare la sua impronta alle mie credenziali per loggare sullo stesso sito??
Può essere come hai detto, ma non vedo il nesso con l’impronta digitale.
In ogni caso è molto pericoloso fornire una lista di accessi ad uno sconosciuto, in questo caso l’autore dell’app. Se poi è gratuita, allora non è pericoloso, è “morte certa”.
Ero convinto che dopo le foto iniziasse l’articolo ??
Inb4 la gente che dice che il sensore di impronte e’ inutile :P
Ma come, noi col sistema “castrato” abbiamo il portachiavi che ci logga automaticamente in tutti i siti (tra l’altro sincronizzato con tutti i dispositivi, Mac compresi) e voi dovete star lì a strisciare ogni volta il dito nella speranza che l’impronta venga letta?
Ah, per la cronaca il portachiavi tiene pure le password delle reti Wi-Fi e le carte di credito.
Hai ragione. Il problema dell’ifonzi però è un altro. E’ che ha le funzioni di un tostapane… ma non fa i toast!
Nemmeno io so cosa sia “la LOG IN dell’app da settare”.
Però so cos’è un login.
E riguardo l’esempio del cane, cosa c’entra?
Il verbo “settare” lo trovi in tutti i dizionari italiani. “Login” o “Log-In” (come sarebbe corretto), altro non sono che la contrazione di “LOG IN” (to log logged/logged). Infatti in inglese ha una pronuncia atipica rispetto alla normale fonetica.
Per quanto riguarda l’esempio del cane… un po’ di elasticità mentale, suvvia! ;-)
Veramente, il dito sul lettore d’impronte lo devi mettere comunque.
Non certo per accedere ad un sito web!
Anche qui.
L’impronta serve per accedere a siti dove ti serve il login.
Come anche su iOS.
Non serve alcuna impronta, in iOS, per accedere ai siti Web dove è richiesto il login.
Vero, hai ragione, perché viene salvata nel portachiavi.
Cosa che fanno anche gli altri SO.
Chiaramente su iOS ce li scambio tra quest’ultimo ed OSX, perché sono la stessa “famiglia” e lo stesso produttore.
Ma, ad esempio, se già decidi di non usare Safari questa interconnessione non c’è più.
Ah, per la cronica, non sto criticando o elogiando nessuno.
Il vantaggio del portachiavi Apple è appunto la sua disponibilità attraverso tutti i dispositivi. E questo vale anche per altri tipi di dati. Solo Microsoft potrebbe fornire un servizio analogo.
Riguardo Safari, perché mai non dovrei usarlo, visto che rappresenta il vantaggio principale in iOS rispetto la concorrenza? Posso capire chi usa altri browser in ambito desktop, ma su iPhone resta il migliore in assoluto.
Personalmente su iPhone usi Safari per la sua integrazione con il SO, che sia il migliore non sono poi cosi d’accordo.
Ma è una questione di punti di vista.
Certo che il portachiavi ha il vantaggio che dici, è fatto in casa!
Ma, vedi, se uno utilizza iPhone ed un PC Windows (e sono bla maggior parte degli utenti a parere mio) che se ne fa del portachiavi?
Questo sistema permette di sincronizzare tutto via cloud e sui browser principali.
Non dico che è meglio, neanche che sia peggio.
Permette però una maggiore flessibilità.
Tutto qui.