Peeple: ecco una nuova piattaforma che potrebbe distruggere la tua privacy

5 Ottobre 201526 commenti
Con l’avvento dei social network e l’espansione della rete, i nostri momenti privati, i nostri spostamenti, foto e video, sono di pubblico dominio e di conseguenza la nostra privacy viene quotidianamente intaccata. Nonostante ciò, attualmente ci viene ancora lasciato un briciolo di libertà nel decidere cosa rendere pubblico e cosa nascondere alla vista dei nostri “amici”, ma purtroppo l’arrivo di una nuova piattaforma potrebbe toglierci anche questo privilegio.

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Parliamo di Peeple, un nuovo servizio di recensioni online che non riguarda ristoranti, bar, pub o prodotti, bensì le persone. Questo nuovo servizio è stato realizzato negli Stati Uniti da due donne, Julia Cordray e Nicole McCullough, le quali sono anche riuscite a raccogliere investimenti per 7.5 milioni di dollari.

Purtroppo, una volta inseriti nel database di Peeple non potrete essere eliminati e di conseguenza non potrete far valere quel briciolo di privacy che vi spetta.

Per poter inserire una recensione dovrete essere almeno in possesso del numero di cellulare del soggetto e successivamente potrete definire la relazione che vi lega. Dopo questi passaggi potrete essere recensiti da chiunque, magari con tanto di foto ed altri elementi privati che non avreste mai voluto divulgare.

Attualmente sembra che il futuro di Peeple non sia come le due fondatrici se lo aspettano, seppur ancora sembrano abbastanza ottimiste. Voi come reagireste nel trovare il vostro nome all’interno di questo nuovo sistema?

 

26 risposte a “Peeple: ecco una nuova piattaforma che potrebbe distruggere la tua privacy”

  1. RedhooK ha detto:

    Come se non bastassero tutti i social, su cui la gente si impegna ad apparire per ciò che non è ?!

  2. martanote ha detto:

    Credo non avrà vita lunga, le denunce a queste due signorine saranno innumerevoli

  3. andreoroma76 ha detto:

    Babbamia mo recensisco la mia ex che é na stronza immane!!

    • golfirio masturloni saccénte ha detto:

      ecco!… appunto!… la dimostrazione di quanto sia invadente la rete, passi se uno si mette alla gogna con le proprie mani, ma subirlo a tua insaputa é diabolico.

      • Ale ha detto:

        Prevedo tanto lavoro per i tribunali di mezzo mondo…..

        • steinge ha detto:

          o giustizia fai da te, perchè non ce nè già abbastanza….

          • Ale ha detto:

            A beh di sicuro la giustizia fai da te é più celere!

          • steinge ha detto:

            già vengono ammazzate donne dai loro ex solo perchè si lasciano, già si sputtatano su fb, immaginiamoci su un sito fatto apposta per quello

          • Ale ha detto:

            Le azioni che hai descritto sono l’altra faccia della medaglia…..in alcuni casi la giustizia “fai da te” servirebbe, ma spesso viene “applicata” per dei motivi veramente stupidi! Comunque, secondo il mio modestissimo parere, queste due donne rischiano di scoperchiare il vaso di pandora! Buona giornata

          • alex ha detto:

            Non capisco nemmeno come sia possibile? Su millemila siti chiedono cmq conferma per la privacy anche per una misera email, e faceboock da anche mille mila opzioni per la privacy.

            Mi suona strano :S

  4. Luca Natale ha detto:

    Ci tengo a segnalarvi che l’app linkata nel play store è uno scherzo di un utente che (giustamente) vuole dimostrare alle geniali imprenditrici che significa essere recensiti. I risultati sono esilaranti, ma non è l’app originale e dovreste correggere l’articolo

  5. robottino verde ha detto:

    Denunce a nastro, per gli avvocati è natale tutto l’anno

    • MJ ha detto:

      Sento già i fuochi d’artificio che sparano dall’ufficio di avvocati qui vicino

  6. DxDen1004 ha detto:

    Che cazzo di idea, che provino ad inserirmi che li trascino tutti in tribunale.

  7. jacksp ha detto:

    “i nostri momenti privati, i nostri spostamenti, foto e video, sono di pubblico dominio”

    Se sono di pubblico dominio è perchè le persone stesse li hanno resi tali. Mi sono rotto il catso di gente che posta quando va al cesso e poi si lamenta che non esiste più la privacy..

  8. Alessandro Pellizzari ha detto:

    Se ho visto bene le condizioni d’uso, c’è il trucco: basta non iscriversi, e anceh se qualcuno ti “recensisce”, verranno pubblicati solo i commenti positivi.

    Il problema è: quanti resisteranno alla tentazione di iscriversi solo per poter sputtanare qualcuno e appena dopo averlo fatto vedranno le decine di commenti negativi nei loro confronti? :P

    • robottino verde ha detto:

      Sicuramente! Ci saranno migliaia di “Anna Pannocchia”, “Bruno Liegibastonliegi”, “Herbert Ballerina”, “Topolino”, “Thomas Turbato” ecc…a buttare giu recensioni negative in incognito

  9. teob ha detto:

    Siamo allo sbando più totale….uno prende ti inserisce su sta merda di roba, magari ti sputtana anche, e tu NON PUOI ELIMINARTI ??? Ahahaha fantastico…

  10. lallo29 ha detto:

    1) i titoli che solo androidiani può fare, che onore poterli leggere
    2) ripeto che rido solo quando leggo di gente che si lamenta per la privacy e poi mette tutte le foto su facebook o instagram, quindi.
    Se tutti sanno le vostre cose è perché anche voi mettete le vostre informazioni sui social

  11. Damiano Tancredi ha detto:

    Ma questa è una cosmica minchiata

  12. nutci ha detto:

    è come lamentarsi che hai la casa in fiamme quando sei tu che hai aperto il gas!
    Se non vuoi che la gente si faccia i fatti tuoi non metterli online!

  13. italba ha detto:

    Come idea è geniale, dare alla gente comune lo stesso trattamento che fanno i giornali scandalistici ai vari “vips”: Zitella 3000 in formato social, pettegolezzo globale su chiunque e per qualunque cosa. Non credo proprio che potrà partire, comunque, la prima volta che qualcuno subisce una molestia telematica può tranquillamente denunciare il sistema con buone probabilità di vederlo condannato. Ancora peggio se qualcuno dovesse essere vittima di stalking, bullismo, odio razziale politico o religioso, sono reati penali gravi e Peeple potrebbe essere citato per complicità, figuriamoci poi se a seguito dovessero esserci delle aggressioni o qualcosa di più grave.

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