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Questo pomeriggio, Durov ha condiviso sul suo canale Telegram un nuovo post in cui, oltre a festeggiare il raggiungimento dei 10 milioni di utenti premium e descrivere le novità dell’ultimo aggiornamento, ha messo nero su bianco alcune precisazioni tutt’altro che fraintendibili.
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Di seguito, riportiamo i passaggi più significativi del suo messaggio:
“Mentre il 99,999% degli utenti di Telegram non ha nulla a che fare con la criminalità, lo 0,001% coinvolto in attività illecite crea una cattiva immagine dell’intera piattaforma, mettendo a rischio gli interessi dei nostri quasi miliardi di utenti. Ecco perché quest’anno ci siamo impegnati a trasformare la moderazione su Telegram da un ambito di critica a uno di lode.”
Come è facile intuire, il punto cardine del discorso è senza dubbio la moderazione. I controlli diventeranno sempre più stringenti rispetto al passato, anche in relazione alle chat private e mettendo a disposizione degli utenti ancora più strumenti per segnalare contenuti inappropriati ai moderatori.
Pavel Durov sembra quindi intenzionato a fare in modo che Telegram si scrolli di dosso l’appellativo di “paradiso anarchico” che, allo stato attuale, è diventato fin troppo scomodo: manterrà la promessa nel lungo termine?

Se stringe troppo e cede alla polizia perderà una delle caratteristiche che distinguono telegram, a quel punto non vedrei molta differenza da Whatsapp e quindi ci si sposterebbe dove ci sono più contatti ed al momento non sarebbe Telegram almeno per me. Come anche gli utenti del 0.001% si sposterebbero su altre piattaforme che sicuramente nascerebbero per prendere il posto di telegram o evolverebbero in quel senso.