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Come sappiamo, Xiaomi ha già fatto un primo test in questa direzione: investendo in Leadcore, l’azienda è riuscita a dotare il suo Redmi 2A di un chip dalla prestazioni simili a quelle di Snapdragon 410 ma con un prezzo sensibilmente più basso, cosa che ha permesso di portare il device sul mercato ad appena 499 Yuan (circa 75 Euro).
Secondo indiscrezioni, Xiaomi avrebbe ora intenzione di cominciare a produrre da sè i chip da utilizzare nei propri smartphone: l’azienda avrebbe acquisito tutte le licenze ARM necessarie e assoldato l’ex presidente di Qualcomm Cina Wang Xiang, le cui competenze sarebbero certamente d’aiuto alla causa.
A quanto pare, Xiaomi si concentrerà inizialmente su chip destinati ai device entry-level, lasciando per il momento i SoC Qualcomm sui suoi top di gamma.
Sarà il SoCmi, da non confondere con soc’mel della ziaomi, vez!
ma straLOL!
Un paio d’anni a Bologna andrebbero passati per legge!
?
Praticamente è simile a quella che ha fatto Huawei con HiSilicon, con l’unica differenza che Huawei la ha comprata interamente mentre Xiaomi detiene il 51%.
Se ho ben capito xiaomi vuole proprio portarsi il lavoro in casa , e progettarsi da se i chip , piuttosto che farlo fare a LeadCore.
Penso più che altro per motivi di immagine.
Capito.
Slurp , notizia ghiotta ma non inaspettata . il manovorone con leadcore era gia nell’aria.
Ottima scelta! Scegliere i propri chip per il basso mercato e il “popolare” Qualcomm per i top trovo sia la scelta migliore per convincere il mercato