Google e Mattel presentano il nuovo View-Master

14 Febbraio 201524 commenti
Ne avevamo parlato alcune settimane fa e proprio durante le scorse ore Google, in collaborazione con Mattel, ha dimostrato ancora una volta il proprio interesse nei confronti del mercato dei più piccoli. Anche i bambini di oggi potranno utilizzare il mitico View-Master, ovviamente più moderno, uscito sul mercato nel lontano 1939.

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Durante il World Toy Fair di New York le due aziende hanno svelato il nuovo View-Master, che aggiorna leggermente la tecnologia sfruttata da BigG nella realizzazione della Cardboard.

Questo nuovo prodotto funziona come un qualsiasi sensore per la realtà virtuale, infatti presenta un vano per l’alloggiamento di uno smartphone, una cover in plastica per la copertura ed un’apposita applicazione dedicata i divertimenti.

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Non mancheranno i dischi fisici con piccole diapositive da poter visualizzare con View-Master, proprio come accadeva nel lontano 1939. Purtroppo l’arrivo di questo prodotto è atteso per l’autunno, ad un prezzo di 29$, invece per ogni pack con 3 dischi il prezzo sarà di 14$.

24 risposte a “Google e Mattel presentano il nuovo View-Master”

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  2. mrs92 ha detto:

    idea carina, come il prezzo

  3. bartweb mitiko ha detto:

    Inserire qualche dettaglio in piú su questo articolo, riguardante il funzionamento e l’applicazione, no?.. Non é che mon sono in grado di fare una ricerca su big g ma mi sembra doverpso inserire tutti i dettagli in un articolo.

    • Jhonny ha detto:

      Ehi ragazzo… È pur sempre un articolo di Inuso…. È già tanto che non c’è scritto “se io avrei”

      • Dino ha detto:

        Perché tutto questo astio verso una persona che ti sta comunque offrendo un servizio? Se non ti piace come o cosa scrive, apriti un blog tutto tuo così coloro che, come te, criticano questo sito saranno ben felici di raggiungerti, nella contentezza generale, vostra e soprattutto nostra.
        Inuso può anche scrivere in dialetto, ma, più che fargli notare le nostre preferenze, dovremmo semplicemente apprezzare il suo servizio.

        • OMAR❗ ha detto:

          Bravo!

        • Pignolatore ha detto:

          Non sono d’accordo per vari motivi:
          1. l’italiano è la lingua del paese in cui vive e la cui grammatica si impara alle elementari, non serve laurea né diploma, neanche la licenza media…
          2. il servizio che offre è un servizio fondato sulla comunicazione: lui scrive, noi leggiamo. Quindi chi legge deve avere le basi per leggere e chi scrive… anche. Funziona così, di solito. Se uno fa fatica a leggere, si tiene accanto un abbecedario, se uno fa fatica a scrivere si tiene accanto una grammatica (e un abbecedario).
          3. offrire un servizio gratuito non vuol dire non avere un guadagno e non legittima a fare le cose male. (Soprattutto le cose di base come la grammatica, che si impara alle elementari, ribadisco).

          Sono d’accordo che nessuno sia obbligato a leggere, ma non è neanche obbligatorio scrivere se non si è in grado di farlo o se non si ha voglia di farlo correttamente.
          Non stiamo parlando di scrivere opere d’arte, non è obbligatorio scrivere bene . Sarebbe il minimo scrivere correttamente

      • Pignolatore ha detto:

        Il bue che da del cornuto all’asino, belin!
        Già che sollevi una vena sul puntiglio grammaticale…
        È già tanto
        1.che non ci sia
        2.se non c’è:

        che -> congiuntivo
        se -> indicativo

        Almeno coerenza nelle critiche!

        • Jhonny ha detto:

          Sul congiuntivo hai ragione

          • Pignolatore ha detto:

            :-)
            Se ti riferisci al punto due della mia risposta a Dino, ecco qua:
            chi sceglie di comunicare in una determinata lingua, sempre ma soprattutto se lo lo fa professionalmente, sono convinto debba farlo in maniera adeguata. Quindi mi sta bene un linguaggio senza fronzoli, ma la correttezza deve essere alla base.
            In maniera più accurata: il linguaggio è, per sua natura, una convenzione. Le convenzioni sono fatte di piccole regolette comuni a tutti, che sono alla base del linguaggio, quindi della comunicazione, e per questo vengono insegnate il prima possibile. (Elementari)
            Riassumendo con parole non mie: chi parla male, pensa male.
            Questo perché le due strutture mentali sono profondamente interconnesse e vivono l’una dell’altra.

  4. Damn! ha detto:

    Ma è possibile usarlo come un normale visore Cardboard o funziona solo con l’applicazione dedicata?

    • androidk ha detto:

      Da quanto riportato da altre fonti suppongono che view master sarà compatibile con altre app sviluppate appositamente su visore di cartone e questo è già possibile con oltre 200 app nel playstore.

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  7. falcom ha detto:

    Ottimo, da un po di giorni sono possessore del colorcross ( identico all’Archos vr) e posso dire che i visori vr sono il futuro. Con 20€ ho potuto toccare con mano e rendermi conto che questi visori sono spettacolari. Ho provato circa 150 app e son sicuro che ne usciranno molte altre, alcune sono sempliciotte, altre spettacolari, giochi… esplorazione… film 2d… 3d… 180° o 360° semplicemente come essere al cinema o in un luogo lontano. Provato con lg g2 ma mi rendo conto che con schermi 2k o 4k i risultati sarebbero più maggiori. Consiglio l’acquisto di un visore vr a tutti.

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