Google, altri 17 milioni da pagare per violazione della privacy degli utenti di Safari

19 Novembre 201319 commenti

Dopo che nell'Agosto dello scorso anno Google versò 22.5 milioni di Dollari alla Federal Trade Commission per aggiramento dei meccanismi della privacy di Safari, si riaprono i rubinetti di Big G, che ha concordato il versamento di 17 milioni complessivi a 37 stati USA.

[ad#ad-tubiello]

L’infrazione che i 37 Stati più il Distretto di Columbia hanno contestato a Google è identica alla precedente: l’aggiramento, tra il giugno 2011 e il febbraio 2012, delle impostazioni sulla privacy degli utenti di Safari, il browser web di Apple, e l’installazione di cookie per il monitoraggio della pubblicità.

L’azienda di Mountain View ha patteggiato dunque il pagamento di 17 milioni di dollari per chiudere il caso, impegnandosi a non utilizzare codice atto ad aggirare le impostazioni dei browser e a fornire maggior chiarezza sull’utilizzo dei cookie nei prossimi cinque anni.

19 risposte a “Google, altri 17 milioni da pagare per violazione della privacy degli utenti di Safari”

  1. Google, altri 17 milioni da pagare per violazione della privacy degli utenti di Safari - WikiFeed ha detto:

    […] (…)Continua a leggere Google, altri 17 milioni da pagare per violazione della privacy degli utenti di S… […]

  2. […] (…)Continua a leggere Google, altri 17 milioni da pagare per violazione della privacy degli utenti di S… […]

  3. biscottino ha detto:

    wtf?

  4. asdrubale ha detto:

    Cosa?? O.o

  5. skjsabvs ha detto:

    e gli altri browser???? cos’è sta storia c’è qualcosa che non va :/

  6. gens ha detto:

    Ma ke kazz??

  7. Andrea Malachin ha detto:

    Google=Merd@

    • Nexx ha detto:

      Google = Android = tutto

    • albxd98 ha detto:

      Google=intero world wide web
      Se navighi sicuro, se navighi veloce, se cerchi una parola che non conosci e te ne viene spiegato il significato in 10sec. e parecchie altre cose è grazie a google.

      • Golfirio Masturloni (ex Tizio) ha detto:

        vero… ma non ti nascondo che questa storia dell’aggiramento delle impostazioni utente (tra l’altro safari pessimo), è veramente “oltraggiosa”, questo è uno dei motivi per cui non uso chrome (nonostante sia molto veloce).
        anche se… penso che la privacy sia un bene “perduto” per sempre a prescindere dallo strumento utilizzato.

      • ppalla ha detto:

        Falso. Ci sono altri motori di ricerca, ormai quasi tutti negletti, che sono capaci di darti risposte più precise e soprattutto meno pilotate. Un tempo, se confezionavi attentamente la query, google ti beccava la url giusta nei primi due o tre posti; ora ti fornisce centinaia di risposte non rilevanti con la query, ma dipendenti dalla tua posizione o dalle tue precedenti ricerche. Che mi frega di una trattoria a Reggio calabria se sto cercando un negozio di scarpe a Padova? Prova a fare una ricerca per immagini su nome e cognome di uno sconosciuto, che magari ha pure un nome strano e poco diffuso. Se va bene ne trovi una foto dopo altre 200 che non c’entrano nulla. E nel frattempo Google ti ha appestato di pubblicità. Lo stesso atteggiamento di Apple: non perdere tempo con le tue idee su quello che pensi di voler fare, so io cosa va bene per te e lo faccio per te, al posto tuo, senza permetterti di fare quello che pensavi di voler fare.

        • Il pignolo ha detto:

          Concordo ma, se ci sono altri browser che vanno bene o meglio, ti prego di citarne almeno un paio, per favore… Non te lo chiedo come prova della tua affermazione, ma credo nella condivisione del sapere.
          :-)

          • Damiano ha detto:

            un buon browser è dolphin ;) reattivo e con possibilità di scaricare anche degli add on ;)

  8. Ikaro ha detto:

    Dall’articolo non si capisce molto, dunque Google ha sfruttato un bug di Safari per salvare i suoi cookie?

    • theadam ha detto:

      Proprio così, a mio avviso l’azione in sé non è molto grave se confrontata ad altre azioni fraudolente, diciamo, di spionaggio il volume di dati non è molto significativo. La cosa veramente grave è l’intenzione fraudolenta che evidenzia la voracità di dati da procurarsi anche in modo poco lecito, stessa logica perpetrata anche nel caso della catalogazione delle reti wireless durante la creazione di steet view

  9. veritiero ha detto:

    praticamente quello che guadagna in 1 ora?

  10. jackmatt ha detto:

    Ennesimo articolo scritto alla ca**o di cane (con rispetto verso i redattori)

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com