[ad#ad-sarnacchiaro]
Accedendo con le proprie credenziali a Le mie attività sarà possibile visionare molte utili informazioni in merito all’utilizzo del nostro account Google. Eccone un riepilogo:
- Attività web e app: in questa scheda si possono visualizzare le ricerche effettuate e le pagine visitate dalle app o da browser
- Cronologia delle posizioni: come suggerisce il nome, una lista dei luoghi visitati trasmessa dai nostri dispositivi
- Informazioni del dispositivo: vengono memorizzati i contatti, calendari, app e altri dati del dispositivo
- Attività vocale e audio: ricerche effettuate tramite input vocale che vengono di volta in volta immagazzinate anche per riconoscere meglio la nostra voce
- Cronologia YouTube: avremo la possibilità di controllare ricerche e visualizzazioni dei video su YouTube
- Impostazioni legate a Google+ e altri dati
L’aspetto interessante non si esaurisce nel poter visualizzare la cronologia del nostro account, ma anche di poterla gestire, eliminando le ricerche o visualizzazioni che non desideriamo mantenere, andando a scavare tra le nostre attività o addirittura interrompendone la registrazione. Questo si traduce in una proposizione migliore dei contenuti suggeriti da Google.
Lo sappiamo, la quantità di dati e informazioni personali che ci riguardano e che sono in mano a queste multinazionali sono enormi. Se date un’occhiata tramite Le mie attività a quello che avete cercato, vi renderete conto della minuziosità con cui sono catalogate ricerche che probabilmente non ricorderete nemmeno di aver fatto. Ovvio, grazie a tutto questo Big G sarà agevolato nell’offrirci o proporci solo annunci che potrebbero realmente interessarci, tuttavia avere il controllo e la possibilità di gestire questi dati da parte dell’utente è una cosa rassicurante.
addirittura c’è un elenco di tutte le volte in cui ho usato la funzione vocale di google now, persino la funzione vocale di whatsapp ( ed è possibile riascoltarsi!).
Quasi pauroso…
Rimuovi il quasi, lo è
Anche se indiscutibilmente utile.
bah… quanto ingiustificato allarmismo. IMAO : “Puoi eliminare facilmente singoli elementi o interi argomenti. Modifica
le impostazioni per decidere quali dati associare al tuo account”
Infatti è buono che si possa cancellare e gestire.
Beh, sparisce dalla tua vista. Ma non saprai mai se il tutto non è conservato e accessibile a altri soggetti.
L’informatica è così, un dato è un dato, talmente immateriale che uno volta che è uscito dalla stalla il proprietario può pure essere convinto di averlo ancora sotto gli occhi, quando ormai è stato clonato 1000 volte e memorizzato su altrettanti dispositivi.
L’uomo moderno ha un dilemma … comodità o la proprietà della propria personalità, dei propri ricordi e della propria storia con potere di esclusione altrui?
Decidete voi. Io so solo che la normativa sulla privacy italiana è ridicola, si preoccupa di dettagli e gli sfugge la sostanza del problema, è solo una spesa inutile.
Perdonami, non vorrei offendere ma questa rasenta la paranoia è come temere che quando cambi la serratura qualcuno possa clonarti le chiavi e comunque, tutto ciò che Google vuol sapere di te l’hai già autorizzata a saperlo accettando i termini di servizio. Se si tiene alla propria privacy non ci si fa un account Google e si naviga con Tor… facile facile IMAO
Be’, in Facebook se cancelli i dati vengono comunque conservati. Per esempio, se cerchi una persona non nelle tue cerchie e poi cancelli la cronologia ricerche, quando la ricercherai te la suggerirà nonostante non ci siano amicizie in comune.
Però comunque concordo con te e non mi faccio paranoie.
Purtroppo ho perso i riferimenti alla notizia. Ma recentemente delle persone sono state arrestate dopo che Yahoo ha fornito alle autorità delle conversazioni che avvenivano in questo modo: un utente si collega alla casella di posta, salva un messaggio sulle bozze, l’altro si collega allo stesso account, legge e sostituisce il testo con la risposta. Yahoo conservava tutte quelle conversazioni.
Ora va bene non essere paranoici, ma da qui a fare come l’autore dell’articolo che giudica tutto questo “rassicurante”…
mmm… mi permetti di dubitare? non di te ma dell’attendibilità della notizia
Permesso accordato; purtroppo non riesco più a ritrovare la fonte, ma mi sono tenuto a mente il fatto dopo averlo giudicato attendibile. Se ritrovo qualche informazione la aggiungo al commento.
anche se la notizia è strana a prescindere, prima di dubitare, ho cercato in rete più volte senza trovare nulla tranne questo: http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/09/12/news/datagate_yahoo_minacciata_dalla_nsa_per_fornire_dati_sugli_utenti-95553508/
Sono passate un paio di settimane ma… L’ho ritrovato! https://www.engadget.com/2016/06/22/drug-trafficker-gets-20-years-thanks-to-emails-he-never-sent/
Nell’articolo citano Motherboard come fonte. La notizia di oggi sempre su Engadget è che Yahoo dovrà spiegare alle autorità come ha (tecnicamente) fatto.
grazie.
Nessuan paranoia. Sono i fatti. E già l’uso di TOR implica una certa scomodità, certo però che TOR è solo un tubo (a zigzag) ma le due estremità fanno la “conoscenza”, e esistono pure alcuni paper su cosa si riesce a fare anche contro TOR. Quindi se visiterò un sito avrò un pò di cookie, se voglio un indirizzo di posta allora lì avrò accumulato un bel pò di conversazioni, se voglio un backup sul cloud …. E non parliamo del fatto che a questo punto un cellulare Android o qualsiasi smartphone a questo punto è impensabile … O le app (tipo Whatsapps, provato a guardare i permessi che bisogna concedere e quindi che cosa sanno???).
Quindi no, a sapere di cosa si parla non ci sono soluzioni facili per proteggere la propria privacy, a non averne minima idea si può fare facile tutto, esempio se giocavo io con la nazionale battevamo la Svezia 12 a zero e la Germania minimo 3 a 0, che ci vuole? Dai un calcio e la metti in rete, è semplicissimo … Quello che stabilisce una netta differenza tra un professionista e un peracottaro è il fatto che il peracottaro a 0 esperienza fa tutto facile, il professionista che ne ha pozzi vede le faccende sempre di una certa complessità …
so di cosa sto parlando almeno più di quanto non possa fare un peracottaro, tanto è vero che ho scritto che se proprio uno tiene alla privacy non si fa un account gratuito su google (hai letto i termini di servizio?)
l più delle volte i permessi che si concedono alle app è per permettere a queste ultime di comunicare con altre app,
per es permettere ad un navigatore di avere accesso alla tua linea telefonica fa si che tu possa chiamare direttamente dall’app senza dover copiare il numero ed incollarlo nel campo di composizione
per es concedere a wa il permesso alla tua rubrica fa si che tu possa sincronizzare la tua rubrica personale a quella di wa… e a parte il fatto che di recente le conversazioni posso essere criptate e a parte che l’app è gratuita e nessuno ti obbliga ad installarla…
quindi la soluzione più sicura sarebbe quella di non usare la suddetta ed altre app simili, oppure come suggerisci giustamente tu non comprarsi uno smartphone e neanche un cellulare, dato che triangolando la posizione delle celle potrebbero risalire ai tuoi spostamenti, non avere una residenza, una bolletta, un codice fiscale, una carta di credito, un conto corrente, non fare acquisti sul web e… quindi … chi sei?
Appunto:-) Come dicevo la quadratura comodità/privacy è piuttosto difficile da ottenere. E’ questione di sensibilità. Non ci sono soluzioni semplici di nessun genere. Stiamo parlando di dispositivi fatti per produrre, condividere, stivare dati con un tubo sempre attaccato che conduce ovunque (e permette a chiunque di venire a farti visita). L’informatica consumer ai tempi delle reti relazionata alla privacy è un pò come pretendere di tuffarsi in piscina ma uscirne asciutti.
Questo gli utenti devono sapere, poi decidono che fare, e magari il secondo step è imparare qualche misura di mitigazione della propria esposizione (e meno ne vuoi di esposizione e più stai scomodo, cose che non puoi usare, o che puoi usare ma devi settare in una certa maniera, cambi profili, cancellazioni di dati ecc. ecc. na scocciatura).
Invece siamo pieni di gente che non sa nemmeno che esiste un problema e quanto alle misure di mitigazione parlano sottovoce in casa perchè il vicino non senta e poi raccontano delle loro performance erotiche su FB … Siamo messi male.
Tipo c’era da più di un anno (?)