Altroconsumo prepara una class action contro Apple a causa dell’obsolescenza programmata

2 Dicembre 2020Nessun commento

Guai in vista per Apple: l'associazione di consumatori Altroconsumo ha infatti in cantiere una class action contro l'azienda di Cupertino. Il motivo del contendere? L'obsolescenza programmata dei suoi dispositivi.

Per comprendere al meglio la vicenda occorre andare indietro di qualche anno. Nel 2018 Apple era stata sanzionata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per 10 milioni di Euro per pratiche commerciali scorrette ed aggressive, anche grazie alle segnalazioni raccolte da Altroconsumo. Diversi utenti, infatti, lamentavano un decadimento delle performance dei propri iPhone 6, 6 Plus, 6s e 6s Plus in seguito all’installazione dell’aggiornamento ad iOS 10 e 10.1.2.

Apple si è difesa sostenendo che gli aggiornamenti in questione fossero necessari per prevenire lo spegnimento improvviso dei suoi smartphone, ha offerto ai suoi clienti la possibilità di sostituire le batterie degli iPhone ad un prezzo scontato ed ha presentato ricorso al TAR del Lazio, respinto lo scorso maggio.

Altroconsumo spiega che in Italia i consumatori danneggiati dall’azienda non hanno potuto beneficiare di alcun risarcimento, a differenza degli utenti statunitensi, ai quali sono stati riconosciuti complessivamente 500 milioni di dollari.

Per assicurare anche agli utenti italiani lo stesso trattamento, l’associazione, in collaborazione con Euroconsumers, ha annunciato oggi di voler lanciare una class Action contro Apple con lo scopo di ottenere un risarcimento minimo di 60€ per ogni consumatore. Si tratta di una azione giudiziaria coordinata a cui parteciperanno utenti non solo dall’Italia, ma anche dal Belgio, dalla Spagna e dal Portogallo.

A questa iniziativa si aggiunge anche l’avvio di una indagine volta a misurare l’indice di riparabilità di diversi dispositivi, ovvero la possibilità di riparazione senza l’intervento di un tecnico. Ad essere analizzati sono stati 10 smartphone e 4 tablet di diverse marche ai quali si è provato a sostituire display e batteria.

Il risultato è stato piuttosto chiaro: pressochè tutti i dispositivi esaminati non sono stati progettati per poter essere riparati con facilità. Si tratta di una situazione che costringe gli utenti a cambiare smartphone o tablet sempre più frequentemente, con una maggior produzione di rifiuti tecnologici e, ovviamente, una maggior spesa.

indice riparabilità

A tal proposito Altroconsumo ha lanciato alla fine del 2019 il progetto PROMPT che permette agli utenti di segnalare i dispositivi elettronici la cui vita utile è terminata troppo presto, con lo scopo di avere una panoramica più chiara sul fenomeno e “sensibilizzare le aziende verso politiche più corrette e sostenibili“. Finora le segnalazioni raccolte sono oltre 700 e la metà riguarda uno smartphone.

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