Anker AK-A2010311: arriva su Amazon il primo caricabatterie Quick Charge 3.0

12 Dicembre 201510 commenti
Qualcomm durante il mese di Settembre ha svelato il nuovo standard Quick Charge 3.0 che troveremo a bordo di molti smartphone nel 2016 ed ovviamente anche sui dispositivi con Snapdragon 820. Questa tecnologia, Una tecnologia che permette di ricaricare l’80% di batteria in appena 35 minuti, può essere sfruttata tramite il primo caricabatterie già disponibile su Amazon al prezzo di 16€.

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Parliamo dell’Anker AK-A2010311, il primo accessorio di terze parti ad introdurre il supporto al Quick Charge 3.0. Con questo caricabatteria da muro lo smartphone potrà scegliere automaticamente il voltaggio per la ricarica scegliendo tra i 3.5V ed i 20V, tramite il nuovo algoritmo INOV (senza dover appoggiarsi agli step della precedente tecnologia).

Inoltre è stata aumentata del 27% la velocità di ricarica ed è stata ridotta del 45% la dissipazione energetica.

Un accessorio molto utile che potrete acquistare tramite il seguente link:

 

10 risposte a “Anker AK-A2010311: arriva su Amazon il primo caricabatterie Quick Charge 3.0”

  1. RedhooK ha detto:

    Il problema è: nonostante i metodi di caricamento sempre più veloci, ivi compresi questi dispositivi accessori, la tecnologia delle batterie non ha fatto passi in avanti in termini di materiali di costruzione.
    Questo tipo di ricariche rapide, influirà negativamente sulla vita della batteria.

    • Jojo ha detto:

      Potresti spiegarmi meglio? (non sono contro di te eh, ma è solo semplice curiosità)

      • RedhooK ha detto:

        Attualmente le batterie, sono quelle agli ioni di litio, in questo senso come tecnologia sono rimaste indietro.
        Il loro punto debole è dato dal surriscaldamento, cioè patiscono questa condizione, quindi più si ricarica velocemente una batteria maggiore sarà la temperatura raggiunta durante la ricarica, questo velocizza il degrado delle celle, facendola durare sempre meno.
        Chiaramente mi riferisco ad una pratica quotidiana di questo tipo di ricariche, le peggiori sono quelle eseguite a dispositivo in uso.
        “sarebbe meglio caricare lo smartphone da spento”
        Per cui, quelli che acquisteranno un dispositivo di ricarica rapido magari su uno smartphone non proprio attualissimo, vedranno peggiorare le prestazioni della batteria in poco tempo. :=)

        • Michel Bianchi ha detto:

          Come darti torto ,con questo sistema molto spesso la gente caricherà il dispotivo più di una volta al giorno ,stressandolo specialmente con uso intesivo mentre è sotto carica aumentando cosi la temperatura della batteria ,cosi che dopo un anno avranno dimezzato l’autonomia.

          Io comunque non sono contro questa tecnologia ,bisognerebbe non abusarne

        • SPAstef ha detto:

          Ma I nuovi dispositivi (2016) che avranno ancora batterie al litio, nonostante la stessa capacità della batteria stessa, avranno anche gli stessi problemi di caricamento? Cioè, si surriscalderanno come quelle attuali o almeno in questo campo la tecnologia è migliorata?

          • RedhooK ha detto:

            È migliorato il sistema di ricarica, non la batteria, comunque basta non abusarne, e sopratutto non usare il dispositivo mentre è collegato al caricatore… ;)

        • Gianluca Pertosa ha detto:

          si ma tanto i dispositivi più datati non hanno lo snapdragon 820 e quindi questi problemi non ci sono

    • Valandir ha detto:

      La batteria si rovina se viene caricata con un voltaggio troppo alto rispetto a quello che dovrebbe sopportare. Se il caricabatterie e le batterie “parlano” attraverso chip e decidono in base a loro parametri il voltaggio ottimale non ci sarà degrado anomalo (oltre quello causato dal numero limitato di cicli).

      • RedhooK ha detto:

        Ho spiegato nel post sotto, quali sono i rischi a seconda del tipo di hardware.
        In ogni caso, anche in presenza di un chip che ottimizza il dialogo, una ricarica più veloce rispetto ad una classica lenta, determina un maggiore surriscaldamento, le attuali batterie patiscono questa condizione.
        Cioè il numero dei cicli scenderà repentinamente.

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