Si chiama Ampy, un nuovo progetto Kickstarter, che è stato concepito per immaganizzanare tutta quell’energia che fino ad oggi abbiamo inutilmente disperso: l’energia cinetica. Ogni nostro passo, ogni pedalata, ogni movimento del braccio o della gamba, ogni sessione sportiva (soprattutto), in pratica ogni movimento, di fatto, produce energia. Con il piccolo accumulatore di energia cinetica Ampy, avremo finalmente la possibilità di immagazzinare, conservare e successivamente rilasciare nel momento del bisogno l’energia elettrica di cui il nostro smartphone (o tablet o altro) si nutre.
Facendo conti abbastanza “spiccioli”, Ampy è in grado di mantere acceso il nostro smartphone (statistica media) per 3 ore semplicemente con 30 minuti di passeggiata. Con altrettanto tempo di camminatà potrà far rimanere acceso uno SmartWatch per 24 ore o un tracker (SmartBand per esempio) per ben 3 giorni interi. Non male per qualcosa che non ha bisogno di essere connesso alla rete elettrica o di essere esposto a fonti rinnovabili di energia (sole).
Accanto ad Ampy, viene fornita un’app che tiene traccia delle calorie bruciate e della potenza generata attraverso il movimento effettuato in fase di accumulo. Oltre all’applicazione, esso è accompagnato da una serie di accessori utili per l’alloggiamento del dispositivo in diverse parti del corpo: fascia da braccio/gamba, clip per cintura, astuccio da tasca.
Arriverà sugli scaffali per la vendita il prossimo giugno ad un prezzo inferiore ai 100$ (95$). Il progetto Kickstarter ha raggiunto l’obiettivo fissato a 100.000$ per far partire la produzione, ma per chi crede nel progetto e vuole partecipare alla raccolta fondi di Amp, la possibilità di contribuzione è ancora aperta.
Fin in qui la notiza può sembrare piacevole, ma ciò che davvero dovrebbe sorprenderci e farci davvero piacere è che la stessa società è a lavoro per trovare una medesima soluzione ma di dimensioni notevolmente ridotte, in modo tale da poter integrare tale sistema di produzione di energia direttamente in smartphone e SmartWatch, così da farci dimenticare totalmente che tali accessori funzionano con dell’elettricità. Spero vivamente che i ricercatori non trovino grossi scogli da superare e che tale ricerca dia presto i suoi tanto attesi frutti. Voi?
Ecco il video di presentazione del progetto.
httpvh://youtu.be/vis3IxkkuPM

[…] La tecnologia fa passi da gigante, si parla di ricarica wireless ambientale (ricaricare dispositivi a qualche metro di distanza senza fili), di batterie sempre più prestanti e “capienti”, di hardware sempre meno assetato di energia, ma di fatto la realtà ci dice che ancora oggi la maggior parte degli smartphone non riesce ad arrivare acceso alla mezzanotte. L’alternativa a tutto ciò potrebbe essere finalmente arrivata! (…)Continua a leggere Batteria mai più scarica! Ampy caricherà i devices con l’energia cinetica… […]
3 ore di smartphone acceso con soli 30 minuti di camminata non è poco…se evolveranno la tecnologia ancora di più probabilmente i caricabatterie ammuffiranno!
La tabella dice 30 minuti di corsa per 3 ore di smartphone. Oppure un ora di bici o 10.000 passi (che si fanno mediamente in un giorno).
Hai ragione,non l’avevo notato!
Non l’ha notato neanche l’autore dell’articolo :)
[…] La tecnologia fa passi da gigante, si parla di ricarica wireless ambientale (ricaricare dispositivi a qualche metro di distanza senza fili), di batterie sempre più prestanti e “capienti”, di hardware sempre meno assetato di energia, ma di fatto la realtà ci dice che ancora oggi la maggior parte degli smartphone non riesce ad arrivare acceso alla mezzanotte. L’alternativa a tutto ciò potrebbe essere finalmente arrivata! (…)Continua a leggere Batteria mai più scarica! Ampy caricherà i devices con l’ener… […]
[…] […]
30 minuti di corsa dice l infografica® non di camminata ;)
Finché non misurano l’energia prodotta in mah anziché fantomatiche ore di accensione di chissà quale apparecchio, ci credo poco.
Il beneficio del dubbio comunque glielo concederei
Condivido, mi sembrano mooooolto ottimistici come dati
Metti che 3 ore di smartphone acceso equivalgano al tenerlo in standby con il 10-15% di batteria…però se mettessero i mA sarebbe sicuramente più realistica la stima.
1000 mha. Sembrerebbero pochini, ma dato che si può caricare continuamente anche mentre lo smartphone è collegato, la soluzione sembra più che buona.
Hai sbagliato a scrivere. 1000 mah (nn mha) sono 1/2 o 1/3 di una normale batteria da smartphone. Magari sto coso generasse tanta corrente!!
Esatto, inoltre c’è scritto smartphone accesso e non schermo acceso.
Calcolando che io faccio 2 gg pieno con 3200 mAh, nel mio caso potrebbe essere circa 250 mAh. Nel caso del mio vecchio telefono sarebbe 350 circa.
Finché sono stime e non danno i mAh possiamo tirare in ballo tutte le ore che vogliamo.
Subito che la quantità detta supererà i 400 mAh. Comunque per curiosità guarderò su kikstarter per approfondire.
Dove hai preso il dato?
Se è la capacità della batteria interna a questo apparecchio, è un dato inutile, se non ci dicono quanto ci vuole per caricarlo (quanti minuti di camminata, corsa ecc…)
o è il valore da riferire alla tabella?
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Da kickstarter:
AMPY contains a 1000 mAh battery, giving you enough juice to get through the day while keeping AMPY light and small.
Praticamente sarebbe un powerbank da 1A che si ricarica ad energia cinetica…
Esatto. Però c’è da capire un paio di aspetti importanti:
– qual è l’amperaggio di uscita (cioè di ricarica dello smartphone)?
– con quella capacità, la reale carica immagazzinata dallo smartphone sarà di 700-800 mAh.. Ma quanto si impiega a ricaricare completamente questo Ampy?
L’idea mi piace molto, ma accipicchia è veramente troppo cara ed inefficiente.
se è vero che con mezz’ora di passeggiata stai 3 ore in più, altro che se è efficiente!
“3 ore” non è un dato quantificabile. Sono 3 ore in standby? 3 ore di schermo acceso (sto volutamente sparandola grossa!)?
Quello che vorrei sapere. A parte il cellulare che non c’entra un fico, perché sono tutti diversi, quanto ci mette sto coso a ricaricare completamente la sua batteria?
Da lì capiamo pure cosa vuol dire, ad esempio, camminare tenendolo attaccato al cellulare, riusciamo a farci un’idea della corrente che genera nelle varie situazioni
Dico la mia per come l’ho capita io leggendo la pagina e approfondendo il prodotto.
Di per sè, per la logica con la quale è stato concepito il prodotto, NON CONTA NULLA quanti MAH riesce ad incamerare, poichè il suo utilizzo è quello di metterlo in una borsetta/marsupio, direttamente collegato al telefono con il cavo, per cui anche se cammino 10 secondi, in quei 10 secondi starò caricando il mio telefono!! Non nasce come power-bank “normale” per intenderci.
Condivido invece le domande relative all’amperaggio, quelle sono effettivamente informazioni determinanti.
Se nel giro di qualche anno riusciranno ad ottenere una tecnologia simile nelle dimensioni di un braccialetto o comunque qualcosa di potenzilamente piccolo, sarà la svolta
Guarda, a me anche se non riuscissero a farlo più piccolo di una barra da 1x1x5 cm piacerebbe sia implementato negli smartphone, anche se appunto dovessero abbandonare le loro linee sottili, sti cavoli! L’importante sarebbe iniziare lo sviluppo, poi si sa che quando una cosa va per la maggiore, tutti i produttori comincianp a dare il loro contributo allo sviluppo
Più o meno quello su cui pensavo si basasse la bufala di viro ai tempi, visto che, come detto, in giappone c’è un palazzo che si auto-alimenta incamerando l’energia dei passi dei dipendenti… è una cosa IN TEORIA fattibile, stiamo a vedere se questo sarà un progetto realizzabile o se i kickstarters si sono fatti 100.000 $ facili facili…
[…] La tecnologia fa passi da gigante, si parla di ricarica wireless ambientale (ricaricare dispositivi a qualche metro di distanza senza fili), di batterie sempre più prestanti e “capienti”, di hardware sempre meno assetato di energia, ma di fatto la realtà ci dice che ancora oggi la maggior parte degli smartphone non riesce ad arrivare acceso alla mezzanotte. L’alternativa a tutto ciò potrebbe essere finalmente arrivata! (…)Continua a leggere Batteria mai più scarica! Ampy caricherà i devices con l’energia cinetica… […]
ok, appena esce é mio! (se veramente ricarica come minimo i 1000mhA che dice)
anche se potesse garantire un’oretta aggiuntiva di uso effettivo (se tre ore sono lo stand by, non significano nulla) per fronteggiare un’emergenza, sarebbe già un buon risultato, ma a quel prezzo, è semplicemente un device inutile sotto il profilo prettamente pratico. a quel punto meglio spendere un quinto e portarsi appresso un normale caricatore portatile, che assicura oltretutto maggiore autonomia, oppure direttamente una batteria sostitutiva, che pesa e ingombra molto meno. restano interessanti comunque le prospettive a livello di sviluppo futuro, sempre che questo progetto non si riveli una bufala
Si, in effetti lo sviluppo futuro è ciò in cui realmente sperare in maniera maggiore. Immagina di avere uno smartphone che si ricarica con il movimento, non sarebbe mai scarico!
..e violerebbe qualche legge della fisica :)
L’evoluzione del ciclismo… ” MOBILE CYCLE ” connect the world around you!
Una dinamo sarebbe utile solo in bici e andrebbe a modificare la quantità di energia impiegata dal ciclista. Ampy pesa pochi grammi, non appesantisce la pedalata e può essere messo anche in tasca. Sono due concezioni completamente differenti. La dinamo produrrebbe sicuramente una quantità di energia assolutamente maggiore a parità di sforzo.
Era proprio il quantitativo energetico quello a cui mi riferivo, “trattandosi di un mezzo (bicicletta) appunto”, certo per agonisti sarebbe un dispendio, ma per chi usa questo mezzo senza la pressione di un cronometro potrebbe essere utile e sopratutto più redditizio…
Ma una batteria a fissione nucleare?
quelle a fissione sono troppo pericolose, meglio quelle a fusione, che inoltre forniscono maggiore energia
Si ma l’energia a fusione nucleare purtroppo ancora è poco sperimentata
magari tra 10 anni riusciranno a realizzare la fusione nucleare e la bolletta della luce la pagheremo la metà….
Chi lo sa se questo sogno si potrà mai realizzare.
Comunque è molto meno pericolosa la fusione della fissione