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Le lenti sono state prima di tutto testate sui conigli, per le somiglianze con l’occhio umano, ed i risultati sono stati più che soddisfacenti. I ricercatori hanno notato che gli animali non hanno tentato di strofinarsi gli occhi, ne erano iniettati di sangue, dopo ben 5 ore di test.
“Il nostro obiettivo è quello di rendere un display a lenti a contatto indossabile e permettergli di realizzare le stesse funzioni dei Google Glass“, questo è quanto ha affermato il capo della ricerca Jang Ung-Park, ingegnere chimico presso l’Istituto Nazionale di Ulsan della Scienza e della Tecnologia.
I ricercatori sono fiduciosi, voi che ne pensate invece?
[…] Ricercatori presso varie istituzioni sparse per tutto il mondo hanno in questi giorni realizzato una tecnologia che sarà il futuro delle lenti a contatto intelligenti. Il team di ricercatori ha infatti sviluppato “un altamente conduttivo, ed elastico mix di grafene e nanofili d’argento trasparente” che, fissati ad un obiettivo off-the-shelf, permettono di realizzare un dispositivo simile ai Google Glass, ma sotto forma di lenti a contatto.(…)Continua a leggere Ricercatori realizzano lenti a contatto intelligenti in stile Google Glass su And… […]
Almeno non ci saranno problemi di privacy come per i Glass!
Bella l’idea… ma se le lenti ti cadono e non le trovi.. iniziano le bestemmie
wow bellissima ideaa
E un pò vecchia come cosa… Lessi qualcosa di simile 5anni fa su delle lenti k permettevano di fare lo “zoom” su oggetti, tenere sotto controllo il battito cardiaco ecc…
molto vecchia come cosa…quel test sui conigli era stato fatto ancora mesi fa
bah… siamo alla follia pura… ; )
io nei miei occhi nn metto un cxx di niente se non per farmi se non ci vedo..
bah… siamo alla follia pura… ; )io nei miei occhi nn metto un cxx di niente se non per farmi vedere se non ci vedo..
Cosa vuol dire… se le lenti sono asettiche sono esattamente come le lenti a contatto oculistiche. È lo stesso ragionamento di chi dice che il microonde uccide (cucinando il cibo, non ficcandoci dentro la mano).
Stanno solo testando i componenti, anzi, i “fili”. Ci vorranno ancora parecchi anni per realizzare qualcosa del genere, e ci sono problemi difficilmente risolvibili. Ad esempio, come far comparire a fuoco un’immagine che si trova a contatto della cornea? E quando l’immagine si spegne, come risistemare la messa a fuoco in modo da non intralciare la vista normale? A farlo con lenti normali ci vorrebbero diversi millimetri di spessore e un movimento meccanico delle lenti, difficilmente compatibile con il montaggio su una lente a contatto.
‘Nuff said.