Together Price, il network made in Italy per condividere abbonamenti online

27 Settembre 201666 commenti
Together Price è il nome inglese di una nuova piattaforma made in Italy che vi consentirà di condividere con i vostri amici, ma anche con perfetti sconosciuti, il costo degli abbonamenti ai maggiori player e servizi streaming.

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Together Price è la soluzione giusta per tutti quegli utenti che hanno la necessità di risparmiare e desiderano quindi condividere spese e abbonamenti con altre persone. Attualmente si tratta di una piattaforma che consente la spartizione di costi per servizi come Netflix, Spotify, Apple Music, XBOX Live, Psn Network e Office 365, ricalcandone e rispettandone i termini di uso. Tuttavia gli sviluppatori puntano ancora più in alto, in futuro sperano infatti di poter offrire ai propri utenti una piattaforma in cui sia possibile condividere anche beni fisici oltreché digitali.

Il funzionamento di Together Price è semplice e intuitivo, basterà registrarsi gratuitamente al network e scegliere l’oggetto della condivisione. A quel punto, chiunque all’interno del network potrà vedere la condivisione e richiedere di farne parte, da qui in poi sarà possibile inviare la quota di partecipazione.Together Price si occuperà quindi di gestire i rinnovi delle quote mese per mese.

Ai tempi della musica in streaming e dei social network, questa curiosa piattaforma offre un modo sicuro ed intelligente per condividere costi e spese di abbonamenti di servizi di cui ormai sembra impossibile fare a meno. Fateci sapere cosa ne pensate e se avete intenzione di iscrivervi al network.

66 risposte a “Together Price, il network made in Italy per condividere abbonamenti online”

  1. Gaetano Belcastro ha detto:

    Ma tecnicamente è legale? O_o

    • davide ha detto:

      Esatto è quello che mi sono chiesto… Ho idea che le varie compagnie oggetto di questa condivisione daranno battaglia spietata, se non sbaglio nei termini del contratto di quei servizi c’è scritto espressamente che NON si può fare. E se così fosse il progetto è nato morto.

      • Sabrina Taddei ha detto:

        Su Together Price è possibile gestire solo ed esclusivamente i piani multi account dei servizi in oggetto nati e studiati per essere condivisi in un gruppo di persone. Together Price in questo caso aiuta solo a gestire la condivisione nel tenere traccia e nella raccolta delle quote mese per mese.

      • Gustavo Gutierrez ha detto:

        Beh per servizi come netflix ormai si divide la spesa dei 12€ cosi da avere netflix al costo di 3€

    • ALex ha detto:

      Mi sa di no… O_O

      • Sabrina Taddei ha detto:

        Ragazzi Together Price è una piattaforma legale perchè rispetta e ricalca al 100% i termini di uso dei servizi per i quali supporta la condivisione. Logicamente parliamo sempre di piani famiglia e mai account basic.

    • MJ ha detto:

      Tecnicamente dipende da servizio a servizio.
      Ad esempio, Spotify rende disponibile la condivisione dell’account per i membri della stessa famiglia, ma più in dettaglio dice che si deve trattare di persone che condividono il domicilio..
      Non so come funzioni con Netflix o altri servizi.

      • gio962 ha detto:

        no
        spotify ti fa condividere con i membri della stessa famiglia ma devi pagare una quota minore.
        Condividendo l’account l’ascolto musica è sempre singolo,o uno o l’atro,insieme in due o più non è possibile.

        • MJ ha detto:

          hai ragione tu. mi sono espresso malissimo ma intendevo quello che hai scritto tu. grazie per la precisazione!

    • Sabrina Taddei ha detto:

      Ciao Frank ho risposto sopra. Se hai altre domande sono qui

      • Frank Azoid ha detto:

        Sì, ci ho pensato dopo aver effettivamente scritto il commento. Grazie per la conferma “indiretta” :)

  2. Yellowt ha detto:

    Spero affondi… Chi non ha amici o famigliari cn cui dividere questi abbonamenti deve pagare il prezzo pieno. Altrimenti a breve i vari spotify e netflix inseriranno blocchi e altre amenità danneggiando chi adesso usa “onestamente” i pacchetti famiglia.

    • Sabrina Taddei ha detto:

      Ciao, Together Price è solo una piattaforma gestionale per organizzare le spese condivise in più persone. Tra poco inseriremo anche le bollette delle utenze. Sicuramente la piattaforma può essere utile a gruppi di persone come per esempio gli studenti fuori sede che condividono un appartamento. Spero di aver chiarito meglio cosa facciamo e vorrei sapere adesso cosa ne pensi.

      • Yellowt ha detto:

        La sostanza non cambia. Il “network” crea contatti con persone sconosciute permettendo comunque di dividere una spesa che altrimenti non avrebbe mai potuto essere così bassa. Non dubito che, dal vostro punto di vista, sia una bella idea ma di fatto serve ad aggirare le regole, non a dividere una bolletta. Dei coinquilini che si vedono tutti i giorni non devono certo utilizzare servizi simili, è ovvio che serve per chi non si conosce…

        • Sabrina Taddei ha detto:

          La condivisione non è automatica e non si può condividere tutto con chiunque ma bisogna attenersi alle condizioni di utilizzo dei servizi. Forse l’esempio dei coinquilini non è vicino a te, ma ci sono tante piccole comunità e gruppi di persone che hanno bisogno di automatizzare l’acquisto di gruppo e di tenere traccia delle quote messe da ognuno. Il senso della nostra piattaforma è questo, nasce per automatizzare un aqcuisto di gruppo dal momento della comunicazione di gruppo fino alla raccolta delle quote.

          • Yellowt ha detto:

            Di sicuro avete il linguaggio per convincere che sia una cosa normale ma detto in parole semplici è “Persone che non si conoscono e che non si sarebbero mai incontrate si divideranno un account spotify a 3 euro dopo 2 minuti di chat”.
            Ribadisco, danneggiate il concetto di account di gruppo. Sarà comunque utile per tutti quei nerd che non hanno un amico reale e che non sanno con chi condividere abbonamenti.

          • Sabrina Taddei ha detto:

            Rispetto la tua opinione anche se secondo me non hai ben compreso la filosofia della condivisione nella quale siamo ormai tutti immersi da Blablacar ad AirBnb. La condivisione non danneggia il concetto di account di gruppo semmai lo esalta e lo fa diventare un nuovo modo di vivere in cui non si acquista più da soli ma si condivide. La percezione che hai tu oggi che sia un sistema che danneggia è perchè non è ancora tutto totalmente condiviso, ma quando lo sarà tutti noi prima di acquistare qualcosa penseremo con chi condividere l’acquisto e automaticamente si creeranno gruppi di persone uniti per diversi aspetti che può essere la famiglia, il lavoro o semplicemente una passione. La condivisione prevede che siano più persone a dividere le spese di qualcosa questo suppone che il bene o il servizio è utilizzato da molti, uno innesca la miccia dell’acquisto e gli altri si aggregano. Credo sia la forma più potente di pubblicità che esista. Le aziende lo stanno capendo, una su tutti Netflix, che ha fatto della condivisione il suo mezzo più grande di advertising. Ho cercato di condividere con te un altro punto di vista, che ne pensi ora? Sei sempre dello stesso parere? Logicamente non ti devo convincere per forza ma vorrei che fossi scettico dopo che hai conosciuto tutti gli aspetti della condivisione e non al primo approccio neanche efficacemente approfondito. Purtroppo le battute sono quelle e un articolo non è sufficiente, ma invece mi fa piacere scambiare con te opinioni e idee.

          • Filipphouse ha detto:

            Se conoscessi il servizio veramente sapresti che Together Price non permette di chattare con nessuno che stia condividendo un account Spotify.
            Il massimo che puoi fare è inviare una richiesta di partecipazione all’admin della condivisione ma a quel punto stai già infrangendo le loro regole perchè ti viene espressamente detto di non inviare richieste se non sei un coinquilino.
            Il problema è la nostra mentalità da italiani che pensiamo sempre di aggirare le regole dei servizi come Together Price e perciò tu pensi che sia colpa del sito ma io dico che loro stanno semplicemente dando un servizio per semplificare tutto il processo di condivisione. All’estero le regole si rispettano solo noi non le rispettiamo.

          • Luki1 ha detto:

            Quindi ad esempio nel caso di Spotify ci sarà una verifica se si sta condividendo il pagamento e l’account solo tra familiari?
            Altrimenti se come recita l’articolo: “chiunque all’interno del network potrà vedere la condivisione e richiedere di farne parte” se un perfetto sconosciuto vuole condividere con me Spotify si va contro il regolamento di Spotifiy.
            Dove ho sbagliato a capire?

          • Sabrina Taddei ha detto:

            Ragazzi noi non siamo la polizia, Paypal non controlla se invece di transitare soldi puliti transitate denaro sporco, è solo un mezzo per permettervi di farvi passare dei soldi da un conto ad un altro. La stessa cosa siamo noi, siamo solo un mezzo per permettere a gruppi di persone di organizzarsi le spese condivise. Poi nella vita esiste il libero arbitrio di decidere se usare un mezzo onestamente oppure no, la responsabilità è nelle mani dell’utente che conosce perfettamente i termini di uso dei servizi e sa perfettamente se sta infrangendo la legge oppure no.

        • Filipphouse ha detto:

          ma chi l’afferma questa cosa tu? Io condivido Netflix con i miei coinquilini e non gli devo chiedere ogni mese i soldi per la condivisione perchè uso Together Price..

          • Andrew23 ha detto:

            Fai male, visto che Together price deve pure guadagnarci e prevede delle commissioni… In pratica, pagate tutti di più usando quel “servizio”. Fareste prima a scambiarvi i soldi cash…

  3. Mauro Di Iasio ha detto:

    Per quanto riguarda Netflix è più che legale. Parole dell’Amministratore Delegato:
    https://techcrunch.com/2016/01/11/netflix-ceo-says-account-sharing-is-ok/

    • Simone ha detto:

      ”While Hastings didn’t directly address how he feels about non-family members sharing their credentials”.

      Qua non parliamo però di membri familiari, e da quanto dice l’articolo appunto Hastings ha parlato solo di membri della famiglia, lasciando in dubbio la condivisione tra non familiari.

      • Gustavo Gutierrez ha detto:

        Lo si fa da un po quello della condivisione dell’account di netflix, considera che hanno una limitazione di 4 utenti max ergo si proteggono da soli

      • Saccente ha detto:

        E c’è bisogno che lo dica?

        • Simone ha detto:

          Certo, quando firmi un contratto è valido tra proponente e accetante, se dicono che non gliene frega niente della condivisione account è molto diverso dal se dicono che sono contrari.

  4. Sabrina Taddei ha detto:

    Ciao ragazzi sono uno dei fondatori della piattaforma. Per quanto riguarda la domanda che interessa a tutti, se è legale o meno, certo che lo siamo. Together Price è solo un luogo per organizzare delle spese condivise nel pieno rispetto dei termini di uso dei servizi che vengono più volte ricordati. Alcune piattaforme permettono la condivisione solo in ambito familiare e/o domestico come Spotify, mentre ad esempio Google Play Music, Xbox e Netflix anche al di fuori della cerchia parentale con persone che non si conoscono anche se è sempre bene farlo con persone di cui ai ha fiducia. Together Price non vende abbonamenti, ma vi fornisce un luogo dove raccogliere le quote mese per mese xon più persone. Grazie. a tutti per l’interesse mostrato. Resto a disposizione per qualsiasi domanda.

    • Frank Azoid ha detto:

      Avevo immaginato che il cavillo fosse questo. È un aggregatore più che un rivenditore, loro giustamente fanno “incontrare” le persone, poi se vogliamo condividerci qualcosa fatti nostri XD

    • Saccente ha detto:

      Certo che è legale, come qualunque altra truffa legalizzata. Ma rimane una truffa.

      • Emanuele Fanton ha detto:

        presumo questo sia un troll? o un bot?
        per gli altri per decidere in ambito legale è necessario leggere le condizioni del contratto che si vuole condividere prima di fare affermazioni varie.

    • zebeck ha detto:

      Sabrina Taddei for president

  5. Fabianator ha detto:

    È il principio che ha adottato megalink e funziona da anni ormai

    • Sabrina Taddei ha detto:

      Ciao, puoi spiegarmi meglio, qual è il principio adottato da Magalink che trovi affine al nostro servizio? Magari mi hai dato uno spunto che non ho colto. Vorrei capire fino in fondo i vostri preziosi feedback.

      • Fabianator ha detto:

        http://www.supermegalink.net loro hanno gli account premium dei principali siti hosting e fanno rimbalzare il traffico attraverso quello loro… Quindi si ottiene un account premium di tutti pagando per uno soltanto (o anche meno). Lo conosco da 6 anni credo e per due anni ho avuto anch’io l’account loro senza aver avuto mai nessuno problema.

        • Sabrina Taddei ha detto:

          Ok ora approfondisco, ma da quello che ho capito, noi non siamo proprio come loro. Together Price è più una piattaforma gestionale dove organizzare le spese condivise. Tra qualche settimana inseriremo la modalità gruppo di acquisto e sarà possibile mettere insieme le quote per acquistare qualcosa da condividere come ad esempio i software. Quasi nessuno lo sa, ma molti antivirus per esempio hanno le multi licenze condivisibili con chiunque.

  6. Sabrina Taddei ha detto:

    Ragazzi nell’articolo hanno dimenticato di menzionare la nuova condivisione che stiamo supportando che è Google Play Music. Nel caso specifico i termini di uso permettono la condivisione anche con sconosciuti.

    • Francesco ha detto:

      Ciao Sabrina,

      Io ho contattato più e più volte diversi “host” per “aggregarmi” ad un abbonamento, ma mai nessuno mi ha mai dato risposta.

      • Sabrina Taddei ha detto:

        Ciao Francesco, probabilmente non ti rispondono perchè non fai parte delle cerchie tra cui è possibile la condivisione. Apri tu una condivisione e invita i tuoi familiari o coinquilini nel caso di servizi con vincoli oppure chiunque desideri per Google Play Music, Office 365, etc… Fammi sapere, se hai problemi ti aiuto io, cmq i gruppi di condivisione si completano in poche ore.

        • Francesco ha detto:

          Per esempio, adesso un ragazzo mi ha accettato, ma non mi da già piu la disponibilità a pagare la somma.

  7. Saccente ha detto:

    Questa truffa finirà per penalizzare le persone oneste, perché i fornitori di questi servizi non staranno semplicemente a guardare.

    • Sabrina Taddei ha detto:

      truffa:Reato contro il patrimonio, commesso da chi ricava illecito profitto con danno altrui, mediante inganni e raggiri, Imbroglio. Questo è il significato della parola truffa, posso sapere come riesci ad utilizzare questa parola descrivendo la nostra piattaforma? Blablacar è una truffa? Airbnb è una truffa?

      • Saccente ha detto:

        Sa perché BlaBlaCar non è una truffa? Perché chi compra un’automobile ne paga il prezzo pieno, non una minuscola frazione a titolo di licenza d’uso. Quindi se io trasporto altre persone, non tolgo il pane al venditore di automobili. Voi, invece, siete pari alle piattaforme che incitano alla pirateria, siete dei truffatori che incitano alla truffa, alla violazione contrattuale, all’evasione fiscale. Di che parlo? Parlo di persone disoneste, che un giorno dovranno render conto delle loro azioni a Dio in persona, volenti o nolenti.

        • 777_di_televideo ha detto:

          Beh, se trasporti altre persone sono automobili invendute (circa 1 per ogni passeggero) quindi, seguendo il tuo ragionamento, togli il pane al venditore di automobili. Mi pare abbastanza lineare come cosa.

          • Saccente ha detto:

            No, non è lineare, è pretestuoso. L’automobile non ha alcuna limitazione di utilizzo da parte del venditore perché ne viene ceduta la proprietà. Nessuna proprietà viene invece ceduta nella vendita di servizi.

          • 777_di_televideo ha detto:

            Tutti abbiamo un masterizzatore.
            Quanti lo abbiamo usato esclusivamente in maniera lecita?
            Qualcuno ha mai fatto causa all’inventore dei masterizzatori?

          • Saccente ha detto:

            Quanti lo abbiamo usato esclusivamente in maniera lecita?

            Quanti non hanno mai superato il limite di velocità in automobile?

            Qualcuno ha mai fatto causa all’inventore dei masterizzatori?

            È giusto andare oltre il limite?

            Come vedi stai parlando di cose che non c’entrano nulla.

          • Filipphouse ha detto:

            ok quindi vorresti dire che Bla Bla Car non toglie il pane a tassisti, treni e altri mezzi di trasporto? è proprio quello che fanno! Un mezzo di trasporto alternativo.

            Lo sai l’unico motivo perchè nessuno ha mai vinto una causa con loro? semplicemente perchè chi da passaggi su Bla Bla Car lo fa perchè dice che i soldi coprono la spesa per i loro viaggi e quindi non è a scopo di lucro.

            Cosa dire di Air bnb? che toglie il pane a tutti gli hotel e ostelli?
            Tu non ce l’hai con Together Price tu ce l’hai con tutta la sharing economy!

            Io non capisco tutto questo accanimento con Together Price che è semplicemente un modo per dividere le spese tra coinquilini, amici e familiari. Io vivo con altre due persone a Roma e condivido Netflix con i miei coinquilini e mi toglie l’incombenza di chiedergli i soldi ogni mese. Che c’è di strano?

            Le allusioni sulla religione fanno capire bene che sei un timorato di Dio, ma solo per quello che ti conviene e come tutti i fissati del tuo genere avete paura del progresso. :D

          • Saccente ha detto:

            ok quindi vorresti dire che Bla Bla Car non toglie il pane a tassisti, treni e altri mezzi di trasporto? è proprio quello che fanno! Un mezzo di trasporto alternativo

            Si chiama “concorrenza”.

            Lo sai l’unico motivo perchè nessuno ha mai vinto una causa con loro?

            Perché non fanno nulla di illegale. E non commettono alcun peccato, visto che poi alludi alla religione.

            semplicemente perchè chi da passaggi su Bla Bla Car lo fa perchè dice che i soldi coprono la spesa per i loro viaggi e quindi non è a scopo di lucro.

            Questi invece mentono sapendo di mentire.

            Cosa dire di Air bnb? che toglie il pane a tutti gli hotel e ostelli?

            Al contrario, gli porta clienti.

            Tu non ce l’hai con Together Price tu ce l’hai con tutta la sharing economy

            No, ce l’ho proprio con Together Price perché istiga al peccato, oltre che a delinquere secondo l’articolo 615 quater del Codice Penale.

            Io non capisco tutto questo accanimento con Together Price che è semplicemente un modo per dividere le spese tra coinquilini, amici e familiari. Io vivo con altre due persone a Roma e condivido Netflix con i miei coinquilini e mi toglie l’incombenza di chiedergli i soldi ogni mese. Che c’è di strano?

            Nulla c’è nulla di strano nell’ipocrisia del mondo. Secondo te familiari e coinquilini necessitano di un soggetto terzo per dividersi una spesa, terzo che trattiene commissioni? E dimmi, familiari e coinquilini necessitano di una bacheca su cui lasciare messaggi per chiedersi l’un l’altro se sono interessati a condividere la spesa?

            Le allusioni sulla religione fanno capire bene che sei un timorato di Dio, ma solo per quello che ti conviene

            E su quale base puoi fare tale affermazione? Mi conosci?

            e come tutti i fissati del tuo genere avete paura del progresso.

            La paura è tutta tua:

            Salmi 56:11

            In Dio ho fiducia e non temerò; che potrà farmi l’uomo?

        • Sabrina Taddei ha detto:

          Hai detto l’esatto opposto di quello che cerchiamo di essere. La condivisione è l’unica alternativa per combattere la pirateria. Costi bassi per avere un prodotto originale senza togliere il pane alla casa produttrice. Chi sottoscrive l’abbonamento paga il prezzo maggiorato perchè è per più persone, costa di più l’account family rispetto a quello base proprio perchè è fruito da più persone. Quindi in caso ci rimettono?

          • Saccente ha detto:

            La pirateria È condivisione. Condivisione non autorizzata da chi detiene i diritti.

            Costi bassi per avere un prodotto originale senza togliere il pane alla casa produttrice.

            Ipocrisia.

            Chi sottoscrive l’abbonamento paga il prezzo maggiorato perchè è per più persone,

            Dipende da servizio a servizio.

            costa di più l’account family rispetto a quello base proprio perchè è fruito da più persone.

            Visto che le piace consultare il dizionario, lo consulti alla voce “Family”.

            Quindi in caso ci rimettono?

            Ovvio che si. Ma il punto è: chi si crede di essere LEI per stabilire come e quanto deve guadagnare un fornitore di servizi?

          • Sabrina Taddei ha detto:

            Mi dispiace che la discussione si sia messa su questo tono e per favore dammi del tu, sono una ragazza giovane e mi piace ricevere rispetto non da una forma di cortesia grammaticale, ma da modi, toni e comportamenti educati che a quanto dimostri non conosci. LA CONDIVISIONE è autorizzata con la concessione dei piani Family e quindi non è pirateria! Per “Family” ogni servizio intende ciò che vuole, per Google Play Family sono un gruppo di persone senza vincoli nè limiti se
            non al territorio nazionale, per Apple “Family” significa il nucleo familiare, per Spotify il nucleo domestico per Office 365 l’intero globo senza limitazioni. Come vedi il termine “Family” è lo stesso ma è usato da tutti, ma ognuno da il suo proprio significato, quello che accomuna tutti, è che si tratta di un gruppo di persone, poi ogni servizio definisce l’ambito di appartenenza. I piani multi account sono tutti maggiorati e se ci pensi bene è un principio che in economia vige dai tempi della pietra, più siamo meno paghiamo, non mi sembra così difficile da capire. La condivisione non è pirateria perchè nella condivisione c’è un regolare pagamento alla casa produttrice per il prodotto servizio acquistato, mentre nella pirateria i prodotti sono rubati. Credo di non dover aggiungere altro.

          • Saccente ha detto:

            Mi dispiace che la discussione si sia messa su questo tono e per favore dammi del tu, sono una ragazza giovane e mi piace ricevere rispetto non da una forma di cortesia grammaticale, ma da modi, toni e comportamenti educati che a quanto dimostri non conosci.

            Lei non sa nemmeno cosa sia l’educazione, infatti scambia la la verità/menzogna per educazione/non educazione a seconda di come le fa comodo.

            LA CONDIVISIONE è autorizzata con la concessione dei piani Family e quindi non è pirateria!

            È andata a vedere nel dizionario il significato della parola “familiy”? Il Devoto-Oli recita: “Nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o di affinità”.
            Ci sono anche altre altre definizioni, ma se va a controllare non ne troverà nemmeno una che si adatta a ciò che vi siete proposti di fare.

            I piani multi account sono tutti maggiorati

            Ma anche no. Se lo desidera possiamo entrare nel merito di ciascuno.

            La condivisione non è pirateria perchè nella condivisione c’è un regolare pagamento alla casa produttrice per il prodotto servizio acquistato, mentre nella pirateria i prodotti sono rubati.

            Lei dimostra di non sapere nulla della pirateria, e tanto meno della condivisione. Iniziamo dalla condivisione, prendendo lezione dalla Sacre Scritture e da ciò che è avvenuto duemila anni fa’ a Gerusalemme:

            Atti 4:32-35 La moltitudine di quelli che avevano creduto era d’un sol cuore e di un’anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era in comune tra di loro. Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. Infatti non c’era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l’importo delle cose vendute e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.

            La parola chiave è “POSSESSO”. Per condividere occorre prima POSSEDERE, essere PROPRIETARI.
            La pirateria si contraddistingue invece per la condivisone di ciò che NON APPARTIENE, ovvero TUTTO ciò che è concesso in LICENZA D’USO. Ed è irrilevante se il bene immateriale/servizio piratato è stato pagato o meno

            per il prodotto servizio acquistato

            Eh no, non si possono mettere insieme prodotti e servizi! Dei prodotti si può essere proprietari, dei servizi no (a meno che non si acquisti tutta la “baracca”).

    • Gustavo Gutierrez ha detto:

      Ehm, quello di dividere la spesa lo si fa da un po con netflix, ha di suo la limitazione dei 4 utenti per l’account da 12€

      • Saccente ha detto:

        Che potrebbero diventare 3 o 2 con limitazioni per tipologia di dispositivo. Tutto dipende dalla percentuale di persone disoneste che dividono la spesa. Questa nuova piattaforma incrementerà tale percentuale.

        • Sabrina Taddei ha detto:

          In America il 70% degli utenti condivide Netflix e praticamente qualsiasi tipo di bene o servizio. Non ci siamo inventati nulla di losco, abbiamo soltanto captato che qualcosa nelle abitudine quotidiane stava cambiando e abbiamo fornito un mezzo per tutti coloro che desiderano condividere le proprie spese che siano di un bolletta del gas, di un abbonamento streaming o il costo di una saletta prove.

          • Saccente ha detto:

            In America il 70% degli utenti condivide Netflix

            Quindi siccome sono tanti, è giusto ciò che fanno?

            Non ci siamo inventati nulla di losco,

            Certo che no, come parlando di colonialismo non si sono inventati nulla i belgi che massacrarono gli indigeni dell’Africa del sud: copiarono gli americani che fecero la stessa cosa con i nativi indiani.

            abbiamo soltanto captato che qualcosa nelle abitudine quotidiane stava cambiando e abbiamo fornito un mezzo per tutti coloro che…

            La stessa cosa che hanno fatto le varie piattaforme di condivisione di materiale pirata, nascondendosi dietro il dito del “ma noi non siamo responsabili di ciò che la gente condivide”. Gli ipocriti.
            Ci saranno cose che è lecito condividere, ma lei ha dimostrato di non saper discernere quali si e quali no.

          • Sabrina Taddei ha detto:

            Temo che stiamo andando fuori tema con cose che non c’entrano nulla e di cui possiamo discutere in altra sede. Together price è una piattaforma in cui si fa una colletta per qualcosa come ce ne sono tante in giro. L’innovazione sta nell’aver reso dinamica la gestione del gruppo e della condivisione. Non ti è mai capitato di comprare qualcosa insieme a qualcuno?

          • Saccente ha detto:

            Temo che stiamo andando fuori tema con cose che non c’entrano nulla e di cui possiamo discutere in altra sede.

            Sappiamo entrambi che questa discussione non avrà seguito in nessun’altra sede.

            Non ti è mai capitato di comprare qualcosa insieme a qualcuno?

            Certamente, ma mai licenze d’uso. Ad esempio, mai comprato un biglietto del cinema in due o un biglietto del treno in due. E nemmeno film, musica libri o cose simili, pagando 1 per usare in N. Solo in famiglia ci permettiamo questo, se la licenza lo concede. Prima ancora delle leggi dell’uomo, che l’uomo stesso cerca di eludere a proprio vantaggio, io rispetto la legge di Dio, che mi osserva “24/365”, per usare un termine contemporaneo. Naturalmente ognuno è libero di fare come crede. La ringrazio comunque per lo scambio di opinioni.

          • Sabrina Taddei ha detto:

            Io sono aperta a discuterne dove preferisci, ecco la mia e-mail st@togetherprice.com ci possiamo scambiare i contatti e portare avanti la discussione. Cmq vengo da una formazione cattolica avuta fino all’ultimo anno di liceo, conosco bene le leggi di Dio e infatti spezzare il pane e condividerlo con tutti è un insegnamento che fa della condivisione uno dei gesti umani più elevati che l’uomo conosca nel pieno rispetto delle leggi dell’uomo.

  8. Luki1 ha detto:

    Ho un dubbio: ad esempio nel caso di Spotify (che è quello più discusso) ci sarà una verifica se si sta condividendo il pagamento e l’account solo tra familiari?
    Altrimenti
    se come recita l’articolo: “chiunque all’interno del network potrà
    vedere la condivisione e richiedere di farne parte” se un perfetto
    sconosciuto vuole condividere con me Spotify si va contro il regolamento
    di Spotifiy.
    Dove ho sbagliato a capire?

    • Sabrina Taddei ha detto:

      Ragazzi noi non siamo la polizia, Paypal non controlla se invece di transitare soldi puliti transitate denaro sporco, è solo un mezzo per permettervi di farvi passare dei soldi da un conto ad un altro. La stessa cosa siamo noi, siamo solo un mezzo per permettere a gruppi di persone di organizzarsi le spese condivise. Poi nella vita esiste il libero arbitrio di decidere se usare un mezzo onestamente oppure no, la responsabilità è nelle mani dell’utente che conosce perfettamente i termini di uso dei servizi e sa perfettamente se sta infrangendo la legge oppure no.

      • Luki1 ha detto:

        La mia domanda era solo per capire come funziona il servizio. :)

        • Sabrina Taddei ha detto:

          Spero allora di essere riuscita a spiegarti meglio la mission e le funzionalità della nostra piattaforma. A presto

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