Trust API, Google abbandonerà le password entro la fine dell’anno

1 Giugno 201613 commenti
Le password sono difficili da ricordare, specialmente quando cominciano a diventare davvero tante e, in più occasioni, si sono rivelate poco sicure e facilmente raggirabili. Per questo motivo, Google, con Trust API, ha intenzione di rimpiazzarle con un trust score.


Trust API, presentato all’ultimo Google I/O da Dan Kaufman, a capo del dipartimento Google’s Advanced Technology and Projects (ATAP), era già stato sviluppato a partire dallo scorso anno sotto il nome di Project Abacus e sarà disponibile agli sviluppatori entro la fine del 2016, dopo che avrà superato una fase di test con alcune importanti istituzioni finanziarie.

google trust api project abacus atap

We have a phone, and these phones have all these sensors in them. Why couldn’t it just know who I was, so I don’t need a password? I should just be able to work

Il trust score si basa su differenti dati, tra i quali la posizione dell’utente, la velocità di scrittura ed il riconoscimento facciale. Applicazioni diverse richiederanno, ovviamente punteggi diversi: un’applicazione di home banking, ad esempio, richiederà un punteggio maggiore di quello richesto da Instagram.

Trust API sarà sempre attivo in background e raccoglierà i dati provenienti dai vari sensori presenti sul dispositivo in modo da fornire alle applicazioni un trust score sempre aggiornato.

I test inizieranno nelle prossime settimane e, se dovessero dare esito positivo, gli sviluppatori potranno iniziare ad implementare questo sistema di autenticazione nelle proprie applicazioni già prima della fine di quest’anno.
Riuscirà Trust API a rimpiazzare le password, oramai obsolete e poco sicure?

13 risposte a “Trust API, Google abbandonerà le password entro la fine dell’anno”

  1. Mattia ha detto:

    Spettacolo! Sicuramente sarà molto efficiente su Nexus 6P e 5X, grazie a Sensor Hub :D

  2. Simone Gliori ha detto:

    Era ora.

  3. MattD ha detto:

    Beh certo, perché ricordarmi una combinazione di mezza dozzina di lettere quando google può spiare ogni movimento che faccio e quando lo faccio?! :-/
    Vabbé, tanto siamo comunque tutti continuamente spiati, quindi almeno che ci sia un risvolto positivo nella cosa…

  4. alex ha detto:

    Mah, non mi convince, ma staremo a vedere

  5. gas_79 ha detto:

    Pensate a come sarebbe se ogni volta che dovete autenticarvi bastasse solo la scansione dell’iride o del dell’impronta digitale.

  6. sanio ha detto:

    io speravo nel nuovo sensore per il riconoscimento dello sperma..?

  7. kasperbau ha detto:

    Sicuramente é una cosa buona ed utile…
    ….quello che mi fa paura davvero é che si chiude il cerchio della profilatura d’identità; mi spiego; già ora tutti i ns metadati profilano di fatto tutti noi…per ora a scopo prevalentemente di marketing…..
    Una volta che questa applicazione sarà a regime, sommando metadati, dati dei sensori con quelli dei sensori biometrici la privacy personale in pratica non esisterà più…. esisterà o meglio già esiste il profilo “kasperbau” con di tutto di più da se mi piacciono i mirtilli alla mia impronta digitale o la scansione del mio iride…

    ….e già oggi, tra stalking e cyberbullismo e gente senza scrupoli bastano un po’ do conoscenze informatiche per arrivare a sapere moltissimo di una persona….e spesso chi lo fa non lo fa certo a fin di bene….

  8. Phill ha detto:

    Mah…

    La soluzione tecnica in se non mi impressiona…anzi è logico…io uso il sensore di impronte ed è molto più pratico…

    Ma gli scenari paranoici che si possono prosettare sono molti…già sanno molto di noi…così ci avviamo ad una vera schedatura completa di impronte, iride etc…

    La verità è che amo la tecnologia, ho un S7…ma talvolta rimpiango davvero il mio nokia 3310…quando il cellulare ti permetteva di comunicare…non ti monitorava h24…

  9. Trunks ha detto:

    bah. secondo me si mangia un macello di batteria…

  10. Nick ha detto:

    Non riesco a trovare l’affidabilità di questo metodo sinceramente…

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