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Qual è il cognome da nubile di tua madre?
Di seguito un’infogratica che riassume la situazione (cliccate sull’immagine per ingrandirla).
le risposte facili non sono sicure
Non solo, è stato identificato anche il fatto che molte persone utilizzano la stessa risposta alla medesima domanda, specialmente quando per quest’ultima ci si aspetterebbe una risposta piuttosto sicura, prendiamo ad esempio “Qual è il tuo numero telefonico?” o “Qual è il numero del tuo volo più frequente?”. Come se non bastasse, c’è anche chi è solito attribuire una risposta falsa (anche qui molto spesso uguale tra più utenti) alle domande proposte.
le risposte DIFFICILI SONO SCONSIGLIATE
E’ un dato di fatto: non è facile ricordarsi le scuole elementari frequentate da vostra made, cosi come non lo è il numero della vostra tessera per la libreria. Per questo e per altri motivi, quasi nessuno utilizza una combinazione piuttosto difficile per domande-risposte. Una tecnica robusta ma, purtroppo, non adottata.
Quindi, come comportarsi?
Le domande di sicurezza sono state utilizzate, e lo sono tutt’oggi, come uno dei metodi principali per il recupero e la protezione dei dati personali depositati online. Una tecnica semplice quanto efficace se utilizzata con consapevolezza, oppure rischiosa se seguita in maniera apparentemente corretta ma in realtà errata come descritto in questo articolo.
Il consiglio di Google, e dei suoi studiosi, è rivolto ai gestori dei servizi web, dei portali più o meno grandi, nonchè alla banche online, piattaforme di e-commerce, etc, ed incoraggia l’utilizzo e la migrazione verso tecniche alternative alle comuni security questions, come ad esempio la conferma via SMS, l’email alternativa, token di terze parti, e simili, strade parallele ma rivolte verso lo stesso obiettivo, la sicurezza, cioè l’ultimo dei fattori da sottovalutare.
Ci piacerebbe discutere con voi ed ascoltare la vostra opinione nei commenti sottostanti.

Volete una password sicura senza correre il rischio di dimenticarla? SCRIVETELA! In un’agendina, nella pagina vuota di un libro, o adoperando programmi tipo KeePass.
“Le passwords sono come le mutande: bisogna cambiarle spesso, non si prestano a nessuno e SOPRATTUTTO non si lasciano in bella vista.”
Hai dimenticato una differenza fra le due cose non indifferente…
Ma anche non è una bella cosa dimenticarsele, ed una password sufficientemente complessa o la scrivi o la dimentichi!
Oppure basta usare la stessa e cambiando all’occorrenza le cifre finali
Tutti consigliano di adoperare password diverse per ogni servizio a cui accedi quindi, in media, ne avrai qualche decina. Per KeePass ne basta una quindi è già più facile, no? Inoltre si può anche lasciare il DB di KeePass senza password e metterlo su una chiavetta da portare sempre appresso.
Bisogna farsi furbi, no? Come si chiama il tuo Gatto? Orph€076!
Come me lo ricordo? Uso un programma che mi gestisce le password… Come ricordo la password “del programma a protezione dell’accesso”?… Via non esageriamo…. che sia una anche complessa, è sempre una, quindi può anche avere la complessità da “codice fiscale”, che comunque in molti se lo ricordano :)
Ma forse il problema è questo, come sempre? Non si pagano le app? Io ho comprato un programma che gira su Android e OSX, avrò speso meno di 10€, ma almeno ho le password al sicuro… certo che se per molti è scocciante dover aprire un programma e fare copia e incolla, siamo messi male…