Huawei Mate S: La Recensione

9 Ottobre 201565 commenti

09Presentato a Berlino, Mate S è stato uno dei protagonisti indiscussi di IFA 2015. Huawei ha alzato il tiro e aggiornato Mate 7, portando sul mercato un device davvero interessante e dalle molte potenzialità che, forse, non sono state sviluppate in maniera impeccabile, come ci si aspettava da un dispositivo che punta ad una fascia di prezzo davvero elevata.

Mate S, sembra avvicinare i due prodotti di punta del colosso cinese, la serie Mate e la P. Sicuramente presenta un design accattivante e invitante allo stesso tempo, ma l’idea che si ha utilizzando per qualche tempo è che si tratti sempre del “solito mate” con poche novità, se non quella del prezzo.

Il dispositivo

Il nuovo Mate S eredita sicuramente il design del suo predecessore Mate 7 diventando però più compatto passando da 157 x 81 x 7.9 mm a soli – si fa per dire – 149.8 x 75.3 x 7.2 mm con un peso che cala sostanzialmente da 185 a ben 156 grammi. Il tutto è dovuto sicuramente alla diagonale del display che viene anch’essa ridotta da 6 a 5.5 pollici rendendo l’intero smartphone molto più maneggevole seppur egualmente scivoloso a causa della scocca posteriore in alluminio. Quando il mercato tende a creare dispositivi sempre più grandi, Huawei va dunque nel senso opposto rimpiccolendo i propri top di gamma e, parere puramente soggettivo, apprezziamo molto questa scelta.

Nella parte frontale troviamo quindi, come anticipato, il display di tipo AMOLED con una diagonale da 5.5 pollici e risoluzione Full HD, lo speaker per le chiamate, i sensori di prossimità/luminosità, un piccolo LED RGB di notifica, la fotocamera da 8 Megapixel e un flash frontale, molto in voga negli ultimi smartphone visti ad IFA 2015.

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Il lato destro è occupato dal bilanciere del volume accompagnato dal pulsante accensione; quello sinistro invece è dedicato allo slot per la Nano SIM e la Micro SD per l’espansione di memoria.

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Nella parte inferiore troviamo gli speaker stereo con microfono integrato e la porta Micro USB. Superiormente trova posto il secondo microfono per la riduzione dei rumori di sottofondo e l’uscita audio jack da 3.5 mm.

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Sul retro, realizzato interamente in alluminio (come il resto dello smartphone possedendo una scocca unibody), troviamo la fotocamera da 13 Megapixel con stabilizzatore ottico dell’immagine, doppio flash (bianco e ambrato) e il nuovo sensore di impronte digitali che ci ha stupito per l’incredibile velocità di riconoscimento. Basta infatti appoggiare il dito su di esso per ottenere lo sblocco del dispositivo. E’ inoltre utile su Mate S per scorrere le foto in galleria, abbassare o alzare la tendina delle notifiche e scattare foto con entrambe le fotocamere.

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Display

Huawei Mate S monta un display da 5.5 pollici di tipo AMOLED con risoluzione “solamente” Full HD; dico solamente in quanto ormai siamo abituati almeno dai 5 pollici in su a trovare pannelli Quad HD almeno sui top di gamma, tuttavia la differenza all’occhio umano è quasi impercettibile e l’incisione sull’autonomia della batteria è sicuramente inferiore. Al contrario del precedente Mate 7 che possedeva un display da 6 pollici che rendeva enorme e poco maneggevole l’interno dispositivo, su Mate S le dimensioni sono drasticamente ridotte con un beneficio complessivo di maneggevolezza, peso, dimensioni, consumi e praticità generale. Ottima la resa dei colori anche all’aperto e sotto la luce del sole, buono l’angolo di visione.

Parlando di Force Touch – la vera novità di Mate S (che ha preceduto iPhone 6S nella presentazione) – siamo rimasti delusi, non dalla funzione, non dal telefono ma dal modo in cui è stata “venduta” questa informazione durante la presentazione. Finche non lo abbiamo preso in mano la prima volta sembrava che di base (ricordiamo che la “base” è 699€) ogni dispositivo di qualsiasi capacità e di mercato fosse dotato di un display con tecnologia Force Touch in grado quindi di reperire la forza con la quale viene premuto un determinato punto del display ed avere così accesso a una nuova moltitudine di possibilità e funzioni. L’amara scoperta è stata fatta subito dopo quando ci è stato comunicato – o meglio, ci siamo accorti – che la versione standard che sarebbe stata rilasciata sul mercato da li a breve sarebbe sprovvista di questa nuova tecnologia che rimarrà un’esclusiva per un solo modello in particolare che probabilmente in Italia non vedremo nemmeno mai.

Fotocamera

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Essendo sostanzialmente una versione successiva e derivata di Huawei P8 presentata la scorsa primavera, Mate S integra praticamente le stesse funzioni che abbiamo già apprezzato sul fratello minore su un sensore da 13 Megapixel con stabilizzatore ottico dell’immagine, e doppio flash LED (bicolore).

Huawei ha lavorato duramente sul software della fotocamera dei propri dispositivi nel corso dell’ultimo anno riuscendo così a fornire all’utente la massima esperienza d’uso con il massimo controllo dell’obiettivo. E’ infatti possibile gestire manualmente praticamente qualsiasi impostazioni standard di una macchina fotografica (focale esclusa).

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Parlando invece di effetti veri e propri, è disponibile ancora una volta la modalità Light Painting, con la quale è possibile gestire il diaframma dell’otturatore in modo da creare effetti di luce come:

  • Scie luminose urbane: cattura le scie delle auto in movimento nella notte
  • Graffiti luminosi: cattura le scie di luce nell’oscurità
  • Acqua effetto seta: cattura il movimento del flusso dell’acqua ricreando l’effetto seta
  • Scie stellari: catture la scie di luce delle stelle nel cielo notturno

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L’unico “neo” di queste nuove modalità di scatto è che per quanto sia presente lo stabilizzatore ottico, occorre stare assolutamente immobili in quando ogni movimento viene registrato dall’obiettivo col conseguente rischio di ottenere foto sfocate o mosse.

Per la fascia di prezzo in cui si colloca, ci aspettavamo sicuramente qualcosa di meglio dalla resa delle immagini di Mate S, tuttavia rimane comunque un ottima fotocamera che se la gioca con molti dispositivi concorrenti.

Sul frontale troviamo invece una fotocamera da 8 Megapixel accompagnata da una luce di colore bianco che funge da flash a luce fissa – regolabile in intensità – per scattare selfie anche in condizioni di scarsa luminosità o buio.

software e audio

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Ormai conosciamo bene l’interfaccia di Huawei, la Emotion UI, che ogni anno viene rinnovata e personalizzata dalla casa cinese. Mate S non è da meno, nonostante la EUI sia la stessa che ritroviamo sul più recente P8 (3.1), qui viene maggiormente integrata e resa “smart” da alcuni accorgimenti. Primo fra tutti è la possibilità di scorrere fra le immagini della galleria utilizzando il sensore di impronte digitali, così come la possibilità di abbassare ed alzare il menù a tendina, funzione che mi sono ritrovato ad utilizzare costantemente assieme allo sblocco rapido tramite semplice tap. Quest’ultimo risulta migliorato e velocizzato al punto da essere praticamente istantaneo e molto più comodo della classica funzione di double tap to wake (che comunque è possibile abilitare tramite le impostazioni). Rimangono le varie personalizzazioni inserite nel launcher, come la possibilità di attivare la ricerca rapida tramite swipe verso il basso, o l’aggiustamento delle icone tramite scuotimento. Non mancano la personalizzazione dei Quick settings, o la possibilità di scegliere la transizione per le pagine, la scelta del layout per le applicazioni, l’auto allineamento alla disinstallatone di un’app, o lo switch per il loop delle pagine. Permane la cura dei dettagli in ogni singolo menù o impostazione, che comunque possono essere modificati semplicemente entrando nel gestore dei temi che continua a crescere e a fornire sempre nuove idee e nuove skin da utilizzare. Anche la barra di navigazione potrà essere modificata scegliendo fra quattro configurazioni differenti.

Fra le cose che l’utente esperto può apprezzare della Emotion UI c’è sicuramente la quasi totale libertà di gestione del device (che viene contrastata solamente dalla mancanza di un supporto dalle community, purtroppo). Se, infatti, vi inoltrerete fra i vari menù presenti nelle impostazioni, scoprirete che la EUI vi permette non solo di amministrare in modo completo le notifiche ed i permessi di ogni app, ma che potrete anche andare a limitare l’accesso alla rete ed al wifi, così come a scegliere quali applicazioni potranno continuare ad essere eseguite in background allo spegnimento dello schermo e quali, invece, dovranno essere uccise dal sistema. Parlando di multitasking, la gestione delle apps non è delle migliori, a mio parere, in quanto limita la visualizzazione delle applicazioni aperte, ad un massimo di quattro per pagina; in questo caso, la scelta di BigG risulta molto più funzionale (ed elegante se vogliamo dirla tutta). Ottima la decisione di inserire uno switch per il nome dell’operatore nella status bar, in questo modo sarà possibile “liberare” spazio e visualizzare più icone delle notifiche.

E’ pure presente un’impostazione per la gestione dei comandi vocali, che vi permetterà di effettuare alcune determinate operazioni mentre avete le mani impegnate in altre attività, o il telefono non è a portata ma, purtroppo, per ora la funzione è solamente in lingua inglese. Segnaliamo, infine, il controllo intelligente per le cuffie, che vi permetterà di assegnare specifiche funzioni ai pulsanti, la modalità guanti, la modalità disattiva tocco per evitare accensioni accidentali dello schermo, il pulsante sospendi, che abilita uno shortcut rapido come su iOS o FlyMe, la modalità a doppia finestra, per ora limitata solamente ad alcune applicazioni ed infine la UI con una mano, che può essere abilitata con alcune gestures.

Tutta questa libertà di personalizzazione potrebbe risultare alquanto confusionaria per un utente alle prime armi, che sicuramente si troverebbe spaesato. Pertanto è presente una modalità semplificata delle impostazioni,che vi consigliamo vivamente di utilizzare se non siete utenti esperti, onde evitare problemi in futuro (es. notifiche che non funzionano).

Manca, infine, la possibilità di abilitare un drawer delle applicazioni, cosa che non disdegneremmo visto che, da utenti Android quali siamo, apprezziamo maggiormente il menù, piuttosto che “sporcare” la home con tutte quelle icone; de gustibus…

Colpisce il reparto audio, dove Huawei soddisfa le mie aspettative sia per quanto riguarda la bontà della conversazione (ottimo anche nei luoghi affollati), sia per la qualità dello speaker, che si rivela essere potente e produce un audio piuttosto pulito.

Nulla da ridire, come al solito nella ricezione, sia per quanto riguarda la rete WIFI (a titolo informativo, il modello del collega Enrico presenta, invece, problemi nella ricezione di quest’ultimo. L’effetto è il medesimo verificatosi su alcuni iPhone; impugnando il device in una certa maniera, il segnale cala drasticamente) che per il GPS.

Parlando delle mere caratteristiche tecniche, Mate S si difende bene nell’usabilità quotidiana, dove non vengono segnalati rallentamenti o lags (come ci si aspetterebbe da un device da 600€). I Benchmark, invece, parlano diversamente: nonostante abbia praticamente disintegrato il telefono a forza di Asphalt 8 e Real Racing 3 (senza contare Fallout Shelter), questo ha sempre risposto egregiamente, anche se per 3D Mark – Ice Storm Unlimited, (che, per chi non lo sapesse, è un test dove viene riprodotta una sequenza grafica 3D e il compito del device è quello di riuscire a riprodurla al meglio) la GPU del Mate S è da paragonare a quella del 3310; almeno per quanto riguarda il test effettuato con ES3.1 (1440p) ed ES3.0 (1080p). Nessun problema, invece, nel test con ES2.0 (720p).

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Di seguito, inoltre, trovate ulteriori screen di test effettuati con le principali app per i Benchmark.

batteria

Provenendo da un Mate 7, avevo veramente moltissime aspettative per quanto riguardava questo comparto, visto il successo degli oltre 4000mAh. Nulla di tutto ciò è stato fatto per Mate S, dove la sottigliezza si paga in carenza della batteria che si ferma a 2700mAh, non abbastanza da portarci a sera tranquillamente, ma sufficienti a costringerci a portare con noi un battery pack in caso di necessità. Non fraintendete, a sera dovreste arrivarci tranquillamente, poiché lo smartphone è ben ottimizzato, ma non pensate di poter uscire alla mattina e rincasare dopo mezzanotte con la stessa tranquillità di chi possiede un Mate 7, poiché, molto probabilmente, o sarete in risparmio energetico, o avrete lesinato sull’utilizzo durante la serata.

Conclusioni

Ci aspettavamo molto da Mate S visto il grande lavoro svolto lo scorso anno con Mate 7 e siamo rimasti soddisfatti, ma con l’amaro in bocca. Mate 7 vantava un’autonomia fantastica, come accennato poco prima, mentre Mate S è costretto a ben 1300 mAh in meno che ovviamente si sentono e non poco. Il display tuttavia è stato ridotto con un conseguente miglioramento dell’impugnatura del dispositivo oltre ad un incremento di ppi che si fa sentire su un display AMOLED. Il software presenta ancora qualche problema (irrisolto da anni..Huawei?) di notifiche che a volte, specie sui gruppi di Whatsapp o Hangouts, vengono mostrate doppie senza un valido motivo; inoltre nella lockscreen pare impossibile eliminarle, è solo possibile aprirle. Sarebbe anche a nostro avviso utile che Huawei inserisse la possibilità di poter scegliere se utilizzare la home tradizionale da lei proposta o una versione con App Drawer, per molti essenziale. Accantonando questi “nei” ci sentiamo comunque di consigliarvi l’acquisto di Huawei Mate S, ma non nei negozi tradizionali dove il prezzo è spropositamente alto (699€) ma altrove, dove è già disponibile a molto meno.

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