Samsung Galaxy Note III: rooting e flashing di Custom ROM potrebbero causare molti problemi

10 Ottobre 201392 commenti

Sembra che Samsung voglia rendere difficile la vita agli utenti con il nuovo Galaxy Note III. Oltre le ottime specifiche hardware e software, questo nuovo smartphone Android presenta alcuni piccoli problemi come il blocco regionale della SIM e, secondo le prime testimonianze, anche con il modding tanto amato dagli utenti Android.

Sembra che Samsung voglia seguire le orme di HTC rendendo sempre più difficile rooting e flashing di Custom ROM per gli utenti. Secondo il noto sviluppatore Chainfire, il Galaxy Note III sarebbe dotato della tecnologia eFUSE, che utilizza per la suite di sicurezza Knox.

La tecnologia eFUSE non consentirebbe il ripristino del device allo stato iniziale, ed infatti dopo il root o l’installazione di Custom ROM il sistema eFUSE comprometterebbe definitivamente il ripristino del contatore. Ciò ovviamente impedirebbe l’assistenza tecnica dei centri Samsung.

Chainfire aveva sviluppato un ottimo tool per i dispositivi Samsung in modo tale da poter manomettere il contatore che veniva incrementato automaticamente dopo il flash di una custom ROM. Purtroppo quest’ultimo adesso potrebbe non funzionare più, dato che con Knox, una volta eseguito il flash di un custom kernel o root su Note III, il codice viene riscritto.

A quanto pare, i centri Samsung sarebbero già stati incaricati di verificare lo stato di Knox, il quale se manomesso invaliderà automaticamente la garanzia. Lo stesso celebre sviluppatore è alla ricerca di un altro metodo per aiutare gli utenti, anche se non sarà molto semplice.

Speriamo che presto qualche sviluppatori trovi un metodo per consentire il modding su Galaxy Note III.

 

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