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Secondo i dati IDC, nel terzo trimestre 2015 sono stai venduti circa 21 milioni di device wearable, un numero quasi triplo rispetto ai dati dello stesso periodo del 2014.
Sul mercato wearable comanda Fitbit, che detiene il 22.2% del mercato con 4.7 milioni di device venduti, grazie anche alla cosiddetta strategia “Corporate Wellness” che ha permesso di collezionare ordini per 335mila dispositivi da parte del retailer americano Target, destinati ai suoi dipendenti.

In seconda posizione sbuca Apple, con 3.9 milioni di Apple Watch venduti nel Q3 grazie all’estensione della disponibilità su nuovi mercati; terza posizione per Xiaomi, che con 3.7 milioni di wearable venduti piazza uno stratosferico +815% rispetto al 2014.

Chiudono le prime 5 posizioni Garmin e il produttore cinese XTC, che supera Samsung di 100mila unità nonostante abbia in catalogo un singolo device, un telefono/orologio per bambini. Consistente, in ogni caso, la fetta di mercato degli “altri”, che detengono ancora la maggioranza del mercato wearable a testimonianza di una grande frammentazione ancora in essere.
Certo che xiaomi vola: il suo dispositivo mi band costa 14€ (che è poi quel che valgono in fondo questi sensori) contro le 100+ di tutti gli altri!
Sinceramente un Huawei watch o Samsung gear S2 valgono più di 14 euro, prima di tutto per il design e materiali
Paragonare un dispositivo per il fitness che oltre ai sensori ha solo scocca e LED a questi smartwatch non ha senso, è ovvio che Gear S2 e Huawei Watch costino di più, ma c’è anche molto di più rispetto alla Mi Band: schermo, materiali da sfoggiare… Il punto è che se si cerca un dispositivo per il fitness o per le notifiche il Mi Band è più che sufficiente e gli smartwatch sono superflui (ok, si possono vedere le notifiche in dettaglio e in alcuni casi si può rispondere, ma non sono di certo sufficienti a motivare la spesa superiore, non ne vale la pena), per guardare l’ora il Mi Band non è utilizzabile ma non lo sono molto anche gli smartwatch vista la scarsa durata della batteria ed è meglio un orologio convenzionale. per tutti gli altri usi sono dispositivi superflui e quindi pressoché inutili, soprattutto visto quel che costano. Gli unici smartwatch che servono a qualcosa sono quelli con funzione telefonica indipendetnte, magari abbinati ad un auricolare, ma in questo caso spenderemmo più di uno smartphone per avere molte meno funzionalità non potendo utilizzare decentemente le applicazioni, viste le loro specifiche piuttosto scarse. Conclusione? Gli smartwatch sono una buona idea ma costano troppo, fanno poco di utile, quel poco che fanno può essere rimpiazzato da alternative molto più economiche e in alcune funzioni sono più scomodi di alternative preesistenti. A questo punto credo che a quel prezzo, visto quel che offre, il Mi Band sia l’alternativa migliore…
…togliendo Apple che vende solo agli aficionados del marchio e che vende solo perchè fa molto “cool” tra i possessori di iPhone ….. tutto il resto sono “cinesate” da gadget nelle merendine o da fustino di detersivo ;)
il mercato ancora non “recepisce” altro … la roba “seria” android come Huawei, Samsung, LG, Motorola … fino a quando la clientela non riuscirà a capirne lo scopo e l’utilità tutto cià che costa sopra i 30-40€ (esclusa Apple) non si venderà in grandi numeri
Infatti oltre i 30€ per un qualcosa destinato a diventare obsoleto in un paio d’anni (il display lcd/oled su un orologio è una bestemmia, ed il “color epaper” di Pebble è ancora acerbo) non vale proprio la pena di spenderli.
Cercasi disperatamente Samsung