Unione Europea contro Google: domani inizierà una lunga battaglia legale

15 Aprile 201578 commenti
Dopo un'indagine durata ben cinque anni, l’Unione Europea si appresta a prendere provvedimenti legali contro Google. Il Wall Street Journal riporta che il commissario europeo, Margrethe Vestager, domani annuncerà l’inizio della battaglia legale che vedrà protagonisti la nostra Europa ed il colosso della ricerca.

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Nel caso antitrust contro Google l’UE dovrebbe sostenere le pratiche illegali del colosso di Mountain View circa la promozione dei propri servizi sfruttando la propria posizione dominante nel settore. Dato lo strapotere del motore di ricerca nel nostro continente la multa potrebbe anche ammontare a ben 6 miliardi di dollari.

Quella che partirà domani potrebbe essere la più grande causa legale che la Commissione Europea si appresta ad affrontare dopo l’inchiesta di Microsoft, conclusasi più di 10 anni fa. Quel noto caso ruotava intorno al Windows Media Player e le scorrette pratiche nei confronti di QuickTime e RealPlayer.

Il caso dell’UE contro Microsoft si è concluso dopo ben 6 anni (che con i 10 di indagini portano a 16 anni); perciò da domani non cambierà nulla, ma certamente saranno molti gli avvocati impiegati in questo enorme caso per cercare di tagliare le sanzioni che pendono sulla testa di BigG.

Sicuramente Google domani fornirà una dichiarazione ufficiale, ma intanto ha pubblicato un lungo memo nel quale spiega la posizione dell’azienda:

Googlers —
As the Financial Times has just reported, the European Commission will tomorrow issue a Statement of Objections (SO) regarding the display and ranking of certain search results, in particular shopping. This is obviously very disappointing news, especially for the search team that has worked so hard to create a great experience for our users over the last 16 years.

 

First, a few facts about the SO process. An SO is not a final finding. It’s a document in which the Commission staff sets out its preliminary arguments so that the company in question can respond. Expect some of the criticism to be tough. But remember, it’s also an opportunity for Google to tell our side of the story. The back-and-forth over an SO can take some time (even a year or two), and in a number of cases has resulted in the Commission modifying their claims or settling the case. If the two sides cannot settle their differences, the Commission issues an infringement decision, which can be appealed in court.

 

We have a very strong case, with especially good arguments when it comes to better services for users and increased competition:

Better services for users: Google Search has improved tremendously since the days of ten blue links. We can now answer many queries directly, saving users huge amounts of time and effort–whether it’s the weather, directions to the local pharmacy, flights, or where to get the cheapest camera.

 

Increased competition:

The competition is just one click away — and it’s growing. People can use Bing, Yahoo, Quora, DuckDuckGo, and a new wave of search assistants like Apple’s Siri and Microsoft’s Cortana, as well as more specialized services like Amazon, Idealo, Le Guide, Expedia, or eBay. In addition, users increasingly turn to social networks like Facebook and Twitter to find news and suggestions — where to eat or which movies to watch.

 

Mobile is changing everything — with the explosion of apps taking people directly to the information they want. Today 7 out of every 8 minutes on mobile devices is spent within apps. Yelp, for example, has said that over 40% of its traffic comes direct from its mobile app.

 

Competition online is thriving — despite what many of the complainants in this case allege. Indeed if you look at shopping, it’s clear that there’s a ton of competition (including from Amazon and eBay) that has not been harmed by Google’s own shopping service. Just look at the following graphs compiled using comScore data:

 

Shopping Sites in Germany (unique visitors, ‘000s)
Screen Shot 2015-04-13 at 1.22.41 PM

 

Shopping Sites in France (unique visitors, ‘000s)
Screen Shot 2015-04-10 at 8.53.36 AM

 

Shopping Sites in the UK (unique visitors, ‘000s)
Screen Shot 2015-04-13 at 1.23.11 PM

 

It is the same story with travel–another very competitive vertical:

Travel sites in Germany
travel-google

 

Source: ComScore MMX and Google data (for Google), desktop traffic, unique visitors (‘000s)

 

We believe that the Commission will also open a formal investigation into Android tomorrow. This is just the start of a process and does not mean the EC will necessarily take action (for example they opened and closed an inquiry into iTunes a few years ago). We have a very strong case on Android as well:

Android has lowered prices and increased choice for consumers (there are over 18,000 different devices available today);
It’s an open-source operating system that can be used free-of-charge by anyone;

We paid out over $7 billion in revenue over the past year to developers and content publishers;

Consumers decide which apps they use and download on Android devices. Apps that compete directly with Google such as Facebook, Amazon, Microsoft Office, and Expedia are easily available to Android users; and

Many of these apps come pre-loaded onto Android devices. Google apps, like Search, Maps, Gmail, and Google Play, are also available out of the box on many handsets. The recent Samsung S6 is a great example of this — there are pre-installed Facebook, Microsoft, and Google apps.

 

All told, consumers have a lot of choice — and they are exercising it. And many, many other companies have very successful mobile businesses — including Apple, the most valuable (mobile) company in the world.

 

Finally, we know the upcoming announcements will be distracting. But you can help in two ways. First, by not commenting on pending legal issues, internally or externally. And second, by focusing on what you all do best … building great products that serve our users and customers.

 

78 risposte a “Unione Europea contro Google: domani inizierà una lunga battaglia legale”

  1. pazzokli ha detto:

    Tutta invidia.

  2. […] (…)Continua a leggere Unione Europea contro Google: domani inizierà una lunga battaglia legale su Andr… […]

  3. Carlo ha detto:

    Se big G perde i 6 miliardini mi sa che arriveranno tempi duri ed ahinoi meno agguirnamenti per tutti…

    • rik ha detto:

      Mmmmhhh..non credo..6 miliardi di dollari per Google forse sono 100 euro per noi…

      • Carlo ha detto:

        Oddio il senso di proporzione non è esatto, 6 miliardi di dollari per google sono quasi due anni di fatturato e credo che qualunque impresa al quale venga sottratto un profitto del genere cada in ginocchio

        • alcarin747 ha detto:

          no sono il 10% del fatturato (riferito al 2014): il fatturato di google 2014 era infatti 60 mld circa, il 10% rispetto al fatturato è il massimo della pena prevista per casi come questi dalla legge in UE.

          • Carlo ha detto:

            Profitto=guadagno=sostenibilità d’impresa. Tu parli di fatturato globale grossolanamente detto come “lordo”.
            Era l’esempio riferito ai 3 mld di google come i 100 euro di una persona qualunque, sono in proporzione molti, ma molti di più

          • alcarin747 ha detto:

            ehi ma sei tu che hai scritto ‘sono quasi due anni di fatturato’ all’inizio della tua frase :)
            mi è ben chiara la differenza ;)

        • teob ha detto:

          Fattura “solo 60 miliardi anno

    • Pignolatore® ha detto:

      Che se poi gli aggiornamenti sono sullo stile 5.0 ti bricko il telefono, non è così male!

  4. Marzolo ha detto:

    Non capisco, a che pro citare Google? Allora in Italia citiamo Telecom, in America T-Mobile e così via.
    I servizi di Google citati nell’articolo sono forse quelli meno usati da noi.
    Per il resto se gmail, drive, maps e company forniscono un servizio ben oltre la media, perché accusarli?
    Io sono grato a Google e la sua attività di ricerca e sviluppo di servizi e non solo, da la possibilità ad altri di adoperarsi al meglio per fornire servizi ancora migliori.
    La concorrenza è la base del mercato, ben venga che servizi inituili di ipotetici competitor vengano buttati fuori.

    • zano ha detto:

      Approvo

    • Pignolatore® ha detto:

      C’è un po’ di confusione sull’argomento, in generale dico.
      Ma non sono gmail & co. a essere sotto accusa, è google stessa a monte di tutto.
      Diciamo che, possedendo il motore di ricerca più diffuso al mondo, è facile far apparire tra i primi risultati, quelli di chi paga.
      Non sto giudicando ciò né distribuendo torti e ragioni, dico solo che non è il reparto di ricerca ad essere sotto accusa. E nel caso google si rivelasse colpevole di manipolazioni ecc (continuo a usare l’ipotetico) certo non può essere lasciata impunita, secondo me.
      Per quanto riguarda l’inizio del tuo commento, hai perfettamente ragione: sono servizi che usiamo poco in Italia, ma d’altronde la commissione è europea e ancora sì, anche telecom e compagnia cantante dovrebbero pagare!

    • Simone ha detto:

      Non credo tu abbia capito su cosa si basa la denuncia della commissione europea.

      • Marzolo ha detto:

        “Nel caso antitrust contro Google l’UE dovrebbe sostenere le pratiche illegali del colosso di Mountain View circa la promozione dei propri servizi sfruttando la propria posizione dominante nel settore.”
        E cosa c’è di male nello sfruttare la propria posizione dominante? L’articolo, ovviamente, non può citare i veri capi d’accusa e quindi mi baso su quello che c’è scritto.
        Se lavoro tanto, offro buoni servizi e cresco, è giusto che io possa trarre vantaggi da ciò (ovviamente sempre nei limiti della legalità).

        • Spregevole ha detto:

          Quindi se non ho capito bene google sfrutta il motore di ricerca per mettere in primo piano i suoi stessi servizi? Ipotizzando ovviamente non accuso…

          • alcarin747 ha detto:

            sì l’indagine (e la conseguente attuale richiesta di chiarimento) da parte dell’ue è su questo.

          • Spregevole ha detto:

            Ah ok…beh mi sembra ovvio che l’azienda che fornisce il motore di ricerca sponsorizzi i suoi stessi servizi…

          • alcarin747 ha detto:

            finchè lo fa scrivendolo bello chiaro che sono risultati sponsorizzati/pagati/aziendalisti/ecc, infatti, nessun problema. Ma se mette in risalto i suoi servizi in mezzo a tutti gli altri risultati della ricerca che il motore di ricerca garantisce come ‘risultati obiettivi’ (super partes, non inficiati da motivazioni economico/commerciali), allora è un abuso perchè sta pompando i suoi servizi a discapito di altri. E lo fa perchè tanto sa che tutti gli utenti usano il suo motore di ricerca, cioè abusa della sua posizione dominante sul mercato (di semi monopolista, almeno in UE).

          • teob ha detto:

            Non è per niente ovvio invece, un motore di ricerca deve fare il motore di ricerca non lo sponsor dei propri servizi, altrimenti decade la sua funzione

        • Simone ha detto:

          Riscrivo quello che ho scritto in un altro commento.
          La commissione europea denuncia che Google usa i dati acquisiti tramite l uso dei suoi servizi per vendere la possibilità di mostrare certi risultati agli utenti.
          La commissione denuncia due cose importanti, che gli utenti non vengono informati dell utilizzo che fa Google dei dati che gli inviano tramite i servizi Google e che non hanno nessuna possibilità di non acconsentire a tale uso.
          E’ una cosa molto simile a quella che abbiamo in Italia, quando ti registri a un sito ti viene chiesto di accettare l informativa per la privacy, e inoltre ti viene chiesto se vuoi permettere l uso dei tuoi dati a fini commerciali, specificando a chi possono essere dati. Viene denunciato a Google di usare i dati raccolti tramite i suoi servizi per il secondo fine, senza possibilità di conoscenza o di negare il consenso.

          • Marzolo ha detto:

            E dov’è la novità? Google, come tutti, ha l’informativa per la privacy e sta a noi se accettarla o meno.
            Certo (ovviamente non è giusto) è che senza accettare non possiamo usare i servizi.
            Ora, che Google vendesse i nostri dati lo sapevamo tutti (così come fanno Facebook, Amazon ecc), è davvero così importante sapere a chi vengono venduti?
            Ovviamente non mi riferisco a servizi personali quali gmail, drive ecc, spero che questi servizi non siano sotto accusa.
            Per me dobbiamo entrare nell’ottica, visti i tempi, che l’unico (forse) modo per assicurare la privacy è non iscriversi a nulla online

          • teob ha detto:

            Viene denunciata Google anche perché le sue ricerche non sono trasparenti. Facevano l esempio di ricerca video: le prime pagine sono tutte di YouTube

          • Marzolo ha detto:

            Se le ricerche non sono corrette allora meritano di pagare.
            A me non interessa difendere google ma cercare di dire il mio pensiero sia chiaro.
            Se cerchi un video per me è normale che esca YouTube, è l’unico sito abbastanza rifornito e, cosa che dovrebbe essere cruciale per l’algoritmo, è uno dei siti più visitati e i video hanno milioni di visualizzazioni!

          • teob ha detto:

            Ed è proprio qui che ti sbagli, non è affatto normale che escano solo link YouTube, poi è normale che è il più visitato, se alla concorrenza viene preclusa la vetrina più grande in cui esporre. Io da utente se cerco un video vorrei vedere tutti i siti e poi decidere IO quale consultare. Se il risultato è a senso unico è facile “indirizzare” milioni di utenti da una sola parte.

          • Marzolo ha detto:

            Ho fato una prova adesso, si dice provare per credere no? :)
            Ho scritto a caso “video milan chievo”.
            Su search normale, i primi 4 sono di youtube, poi tutti altri siti.
            Nella sezione video di Google c’è effettivamente prevalenza di Youtube, ma perché? sono andato su youtube e ho scritto la stessa cosa. Sono usciti un’infinità di video, anche inutili, su tale argomento!
            La stessa cosa succede se usi altri motori, a lavoro d default ho Bing e da gli stessi risultati.

          • teob ha detto:

            Io portavo l esempio di YouTube perché ieri in radio24 (radio in cui solitamente si approfondisce bene) parlavano di questo esempio. Poi che prove hanno fatto i commissari UE difficile dirlo è difficile ripeterle se non le si conoscono.

          • Marzolo ha detto:

            Sisi certo, io ho provato al volo per rendermi conto di quanto tu stessi affermando!
            Sicuramente, spero più che altro, la commissaria che ha iniziato questa inchiesta avrà notato qualcosa.
            Il problema potrebbe anche essere solo dovuto alla differente legislazione tra USA ed UE a livello di libero mercato, del resto si sa che le politiche eruopee sono mooooolto diverse

          • teob ha detto:

            Si infatti parlano di difendere il mercato europeo per cui sarà qualcosa di “nostrano”

        • olè ha detto:

          già il fatto che ci sia la parola “abuso” ti dovrebbe far riflettere sul fatto che c’è qualcosa che non va, inoltre indipentemente dalla compagnia e dall’ambito di lavoro delle società, NESSUNO può adottare una condotta di concorrenza sleale (che è questo che significa abuso di posizione dominante)

          • Marzolo ha detto:

            Ma infatti qui nessuno dice che sia corretto praticare una concorrenza sleale.
            Il mio commento riguarda quanto scritto nell’articolo, dal quale non si capisce cosa abbia fatto di preciso.
            Simone ha detto che riguarda l’uso dei nostri dati, per me nulla di nuovo.
            Domani potremo capire di più

          • teob ha detto:

            Se cerchi un video ti ti trovi le prime pagine solo di YouTube (servizio proprietario). Per esempio

          • olè ha detto:

            bè ma sei tu che hai scritto “se uno ha una posizione di vantaggio la sfrutta” ed è proprio lì che nasce l’abuso di potere, della serie siccome sono un giudice posso anche commettere reati tanto poi mi assolvo da solo

          • Marzolo ha detto:

            Ho detto trarre vantaggi nel limite del legale.
            Sei qui per fare della morale o ragionare?

          • olè ha detto:

            per ragonare e ti ricordo che sempre tu non capivi il senso dell’accusa e io te l’ho spiegato, poi pensa quel che ti pare.

          • Marzolo ha detto:

            Se rispondi dopo un giorno non seguendo il proseguio del discorso io non posso farci nulla.
            Di sicuro non sei stato tu a spiegare il senso dell’accusa, visto che a ciò ha provveduto Simone spiegandone più o meno i capi

          • olè ha detto:

            eh vabbè non è che passo la mia vita su disqus

        • teob ha detto:

          Scusa ma se tu hai azienda e sei nella 3 pagina di ricerca di Google perché nelle prime 2 (le uniche che vengono consultate) ci sono quelle che pagano (non mazzette ma per esempio chi aderisce al circuito pubblicitario di Google) tu dopo 6 mesi chiudi. Abuso di posizione dominante. È Google che decide, in questo modo, quale azienda vive e quale “muore”

          • Marzolo ha detto:

            Giusto ragionamento ma ho 2 precisazioni.
            1) Google mostra i risultati di ricerca basati su uno schema logico tipo catena di Markov. Analizza i contenuti delle pag e tramite un algoritmo calcola la probabilità che il contenuto della pag corrisponda a quanto richiesto, ovviamente analizzando anche le ricerche di altri utenti. Un loop infinito.
            2) i siti sponsorizzati prima prendevano il lato destro della pag di ricerca, ora se non sbaglio i primi 4 risultati, il resto si decide come detto sopra.
            È ovvio che:
            1) se il tuo sito merita, allora riesci a “salire” di posto
            2) io ti offro un servizio, non necessario (vedi bing e altre alternative), se vuoi una mano ti sponsorizzo
            Ripeto, bisogna capire bene in cosa consista questa concorrenza sleale.
            Certo è che se modificano i risultati non assicurando il corretto funzionamento dell’algoritmo meritano di pagare!

          • teob ha detto:

            Tralasciando gli annunci a pagamento la disputa è sui risultati della ricerca. Quello che tu dici sui come Google organizza i risultati sono supposizioni visto che l algoritmo è a tutti sconosciuto.
            Tinfaccio un esempio. Tu gestisci un bel sito di video musicali, un utente fa una ricerca su Google e i risultati sono 3 pagine di link di YouTube, tu sei in 4 pagina, tra 6 mesi hai chiuso e perso il tuo investimento. Tu dici “se il tuo sito merita allora sali di posizione”, ne sei sicuro? Come fai a salire se non sei nella prima pagina della ricerca. È qui che potrebbe esserci l abuso di posizione dominante

          • Marzolo ha detto:

            Si certo potrebbe esserci senza dubbio.
            Per me resta il fatto che, cercando su Google un video o altro, è normale che escano prima prodotti di Google, è la “piattaforma” più diffusa al mondo!
            Cerco di farti capire come la vedo con un banale esempio, il web è una scatola con 100 palline dentro, se 98 palline sono di Google, è normale estrarre con maggiore probabilità quelle.
            Poi ripeto il servizio è gratuito e non obbligatorio, una persona può usare bing!
            Questa mattina ho letto che in realtà Google è stata accusata principalmente per 2 cose.
            1) Google shopping. In pratica se cerchi qualche prodotto Google mette sempre prima Google Shopping (ma sappiamo come, crea uno spazio in alto poi nulla più), ma il marcio starebbe nella pratica di “ritoccare” i prezzi in modo da sembrare la scelta migliore.
            2) Android. Stanno indagando per vedere se tramite android Google stia monopolizzando il settore smartphone/tablet non favorendo lo sviluppo di altri

          • teob ha detto:

            Per me invece sarebbe normale che un motore di ricerca di mi dia come risultato 3 palline diverse di 3 soggetti diversi, che poi 1 pallina sia di Google e sia formata da 98 piccole palline ok ci sta ma non deve essere la predominante della ricerca

      • qoqqo ha detto:

        Ma tanto non porterà a nulla, si attaccano ad un fatto di abuso di posizione dominante facendo finta di essere dalla parte del consumatore, invece non gliene importa nulla a nessuno di questa posizione dominante, vogliono solo una fetta della torta di Google cioè vogliono soldi. Punto e basta. Come finirà? Che pagheranno una multa, il cui importo verrà concordato fra le parti, Google metterà un bel disclaimer da 10 pagine prima di iniziare a usare i suoi servizi, che tutti scrolleranno fino in fondo senza leggerlo e tutti metteranno la loro bella spunta accettando perché altrimenti non potranno messaggiare su FB col loro bel device nuovo, e Google continuerà a fare sempre più il bello e cattivo tempo, anche perché altrimenti cosa dovrebbe fare? Ah scusate ci siamo accorti che fra motore di ricerca e android stiamo dominando il mondo intero e conosciamo tutto di tutti, siamo proprio dei cattivoni, aspetta che adesso torniamo indietro… dai seriamente….

  5. alcarin747 ha detto:

    l’abuso di posizione dominante è una cosa seria. Google rischia grosso stavolta. Spero (x loro…) che non abbiano combinato casini, perchè l’oggetto della SO è un’accusa piuttosto grave. Per ora il mio commento è solo che tutto questo mettere le mani avanti non è un buon segno, come si dice infatti: ‘excusatio non petita’…
    E con questo intendo: già portano a sostegno della loro tesi grafici su grafici… come a dire ehi ma da questi dati si nota che noi facciamo schifo ovvio che non non abbiamo fatto nulla anzi abbiamo permesso ai nostri competitor di fare quello che volevano con i nostri servizi… hmmm…. in merito a quest’ultima affermazione: e vorrei ancora vedere! E’ una delle basi fondanti del libero mercato. Chi vivrà vedrà :) anzi :(

    • Pignolatore® ha detto:

      È il primo commento che leggo in cui è chiaro che ci scrive ha capito per cosa Google sia sotto accusa e quali siano le implicazioni…
      Spero che prenda like a sufficienza da risultare come primo commento, anche se difficilmente ciò impedirà di fraintendere e scrivere quelle che nel contesto risultano essere belinate!

      • Francesco Porcelli ha detto:

        *chi

        • Pignolatore® ha detto:

          Ahahaha! Però stando alla notifica che ho ricevuto, mi avevi corretto con un “chE”!

          • alcarin747 ha detto:

            tra l’altro cmq per essere una risposta diretta da bigG ad una accusa così grossa e pesante (che pertanto sarà stata elaborata dai più grandi gruppi di comunicazione nonchè studi legali degli USA) ci sono delle parti che sono veramente imbarazzanti. Cioè, dai, io ti dico “tu bigG dimostrami che non hai barato” e tu mi rispondi “guarda che io sono lontano dai top player in UE, guarda qua, sono come tutti gli altri normali, mica sono un top player”… a parte il fatto che i ‘normali’ con cui il grafico di google si compara sono gente come aliexpress, ciao.de, ecc, quindi dei colossi, cioè dei nani rispetto ad amazon magari ma pur sempre dei colossi… a parte ciò cmq… cioè questo secondo te bigG dimostrerebbe che non hai barato?!? allora stai dicendo, delle 2, l’una:
            1) o mi stai dicendo che i top player per essere là nell’empireo dove stanno, barano per forza
            2) o mi stai dicendo che siccome stai lì con tutti i normali, è ovvio che hai barato perchè se invece avessi barato come io dico (cioè ti fossi autofavorito) allora i tuoi risultati sarebbero ben altri…
            altra affermazione abbastanza inquietante.

            boh non so questa volta in questa risposta ibgG ha toppato secondo me, e un processo non glielo nega nessuno.

            Più spinoso il discorso su android invece… all’apparenza le gapps stanno ad android come internet explorer stava a windows (e quindi anche lì una bella mazzata non gliela levava nessuno), ma è anche vero che i carrier poi installano anche altra roba diretta concorrente di bigG quindi la differenza è più sfumata. Che io sappia poi i carrier se vogliono possono vendere android anche senza play store (che alla fin della fiera diciamocelo, è su questa app qui che punta il dito tutto il discorso più che altro), mica è obbligatorio (ad esempio i majestic non ce l’hanno di default nè gli xiaomi). Certo che anche, che so, packard bell installava sia IE che Netscape, la multa microsoft però se l’è beccata lo stesso, e ha anche leso di brutto la sua immagine pubblica. Cmq anche lì ci sarà da lavorare. Credo che al di là di tutto sia quest’altro secondo discorso che toccherà più da vicino gli utenti android, rispetto all’abuso di posizione dominante del motore di ricerca di g.

          • teob ha detto:

            Io credo che se hanno fatto una bella multa per ie e media player qui siamo ancora oltre con il play store.

          • DevastatorTNT ha detto:

            Ie e media player erano (sono) embedded con windows, se tu scarichi la source di android non ci trovi play store e gapps varie… Anzi, gli OEM pagano per installarli sui dispositivi!

          • teob ha detto:

            Però praticamente tutti hanno preinstallate le gapp e il play store, e non sono disinstallabili. Quello che conta è il prodotto che si vende al pubblico

          • Yellowt ha detto:

            La questione è legale e abbastanza scontata. Se mi accusi di abuso di posizione dominante, cerco di dimostrare che la posizione dominante non c’è. Venuta meno quella viene meno l’abuso. Se questa tesi non passa allora si cercherà di smontare l’abuso. Dai grafici esce questo, tutto sta nella definizione di ampiezza del mercato.

          • alcarin747 ha detto:

            Sì ma la posizione dominante che la ue contesta è quella nel mercato dei motori di ricerca, NON quella nel mercato dei servizi. E che il motore di Google sia in posizione dominante in ue è cosa nota…. è tipo al 90 per cento degli utilizzi! Quindi la risposta rimane secondo me sempre fuori bersaglio.

    • olè ha detto:

      secondo me, però, la causa è deviata dal fatto che “ormai” si usa solo google come motore di ricerca, quindi il confine tra abusoservizio è così labile che è anche difficile dimostrare che non ci sia un abuso e il modo migliore per dimostrare tale fatto son proprio i grafici, certo dei grafici forniti da google stessa (che possono benissimo esser stati manipolati, non sarebbe ne la prima ne l’ultima) lasciano il tempo che trovano, di certo son d’accordo con il fatto che “ha messo le mani avanti”

      • alcarin747 ha detto:

        secondo me è abbastanza chiaro invece: l’abuso è se bigG ha deviato i risultati che propone come oggettivi/obiettivi e invece ci ha pompato dentro i link ai suoi servizi e ha scalato gli altri nelle seconde pagine. Poi dimostrarlo e difendersi è molto complesso. Cmql UE non si muove senza prima aver una fondata motivazione, evidentemente la pre-indagine ha dato più di un indizio che tale atteggiamento di bigG è a quanto pare verosimile

        • olè ha detto:

          ah sicuramente la causa deve avere qualche fondamento, anche perchè sennò non ti muovi contro un colosso del genere, comunque io stavo esprimendo il mio parere su quanto sia effettivamente difficile trovare il confine poichè google è sia gestore che utilizzatore.

  6. Michel Bianchi ha detto:

    Quindi viene multata perché avendo una posizione dominante riesce ad imporre i suoi servizi meglio della concorrenza?
    Non sapevo che le stategie di mercato fossero illegali.
    Il vero problema è l’ignoranza delle persone che usano/comprano i prodotti solo perché non hanno la volontà di provare e cercare alternative ,Google si limita ad offrire i suoi servizi che sono tra altro ottimi, la colpa nasce dalla percezione che si ha , Il monopolio di Google viene visto in maniera negativa ,ma in fondo nessuno ci costringe ad usare Android o i servizi di Google ,per quando possa essere grande una azienda le alternative ci saranno sempre.
    Domani potrei usare Windows phone ,usare yahoo come e-mail (che già faccio) e bing come motore di ricerca e così via

    • Simone ha detto:

      No, assolutamente.
      Il problema è un altro ed è importante.
      La commissione europea denuncia che Google usa i dati acquisiti tramite l uso dei suoi servizi per vendere la possibilità di mostrare certi risultati agli utenti.
      La commissione denuncia due cose importanti, che gli utenti non vengono informati dell utilizzo che fa Google dei dati che inviano a tramite i servizi Google e che non hanno nessuna possibilità di non acconsentire a tale uso.
      E’ una cosa molto simile a quella che abbiamo in Italia, quando ti registri a un sito ti viene chiesto di accettare l informativa per la privacy, e inoltre ti viene chiesto se vuoi permettere l uso dei tuoi dati a fini commerciali, specificando a chi possono essere dati. Viene denunciato a Google di usare i dati raccolti tramite i suoi servizi per il secondo fine, senza possibilità di conoscenza o di negare il consenso.

  7. Giovanni Brardinoni ha detto:

    Ma almeno uno di quelli che ha commentato fin’ora ha minimamente compreso perchè Google sta per subire l’SO?
    A volte resto basito di fronte a tanta superficialità…

  8. davide de giovanni ha detto:

    Io non ho capito perché l’hanno denunciati

    • alcarin747 ha detto:

      dicono che il motore di ricerca di google non è oggettivo in pratica… dicono favorisca i risultati che portano a servizi a pagamento di proprietà della google inc. rispetto ad altri forniti da suoi competitor. E questo non certo sulla base della oggettiva ‘meritocrazia’ del Pagerank… solo ed esclusivamente a fini commerciali. E’ questo di cui sono ‘accusati’. Che poi non è ancora un’0accusa formale, è una richiesta di chiarimento (però con termini da ultima spiaggia, prima dell’accusa ‘da tribunale’ vera e propria)

  9. […] (…)Continua a leggere Unione Europea contro Google: domani inizierà una lunga battaglia legale su Andr… […]

  10. Antonio ha detto:

    Eh google :/

  11. davide de giovanni ha detto:

    Che poi…. loro non solo forniscono un servizio gratis “la conoscenza” ma vengono anche accusati….. è normale che vendono sennò come fanno a guadagnarci? Mandamdo il robot android jelly bean a vendere le caramelle!

  12. DanyTek ha detto:

    Non ho capito perché é sotto inchiesta

  13. Marco ha detto:

    Non ho capito bene… Qualcuno mi può spiegare in modo semplice di cosa è accusata Google?

    • Giallu74 ha detto:

      Ti faccio un esempio, il più banale.
      Tu navighi su Google, sia da computer che da cellulare.
      Google utilizza i tuoi dati di iscrizione a gmail o Google+ ecc. per valutare i siti in cui navighi ed i settori (o prodotti) che ricerchi, quindi carpisce quello a cui sei interessato e passa il tutto ad aziende che curano pubblicità on line.
      Così ti arriveranno sulla tua mail, sui siti che apri ecc. pubblicità mirate.
      Il tutto senza chiederti nessun tipo di autorizzazione.
      In cambio riceve…..tanti bei soldoni.

      Non so se mi sono spiegato. E’ questa è solo la cosa più stupidina…..

  14. ilgigios ha detto:

    Scusate dico il mio pensiero. Ma se un motore di ricerca un sistema operativi, un browser o qualunque altro servizio, raggiunge il primato dei consensi, perché mai bisogna multarlo? Mi spiego internet ė gratuito, e nessuno obbliga nessuno a usare google. Ma tutti lo usano perché come motore ė secondo la maggioranza il migliore.Ma di alternative ce ne sono bing yahoo e tanti altri. Google usa le tue ricerche per sponsorizzare i suoi clienti, ma mi risulta che viene messo che ė un annuncio a pagamento. Secondo me me multare un azienda perché sono i migliori e cosa da soliti burocrati nullafacenti che nella loro miserabile vita non hanno mai prodotto nulla di concreto se non vivere sulle spalle degli altri.

  15. Schumacher ha detto:

    che spreco di miliardi in str……

  16. Angelo ha detto:

    E se fosse tutta una manovra di Giulio Andreotti per incastrare Massimo Bossetti per l’uccisione dei due pescatori scagionando i due maró? Così si aggraverebbe la loro posizione nell omicidio di Trifone aragone però. ..chi vivrà vedrà

  17. […] In ogni caso, questa inaspettata e sconvolgente mossa della creazione di Alphabet pone alcune domande. In che modo si limiteranno i fondi ai progetti più “speculativi”? Cosa porta questa nuova entità alle cause legali in corso (come la battaglia con l’antitrust europeo)? […]

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