Anche Xiaomi subisce un ban da parte degli Stati Uniti. Cosa succederà?

15 Gennaio 2021Nessun commento

Donald Trump, il cui mandato è in scadenza il prossimo 20 gennaio, ha inserito Xiaomi nella Entity List, insieme ad altre aziende che si ritiene collaborino strettamente con l'esercito cinese, tra le quali rientrano anche Huawei, il produttore di droni DJI e il produttore di aerei Comac.

Ai cittadini statunitensi e alle aziende americane è stato proibito di investire nell’azienda cinese a partire dall’11 novembre 2021, data entro la quale saranno obbligati a cedere ogni tipo di partecipazione precedentemente acquisita.

La risposta di Xiaomi non si è fatta attendere. Con un comunicato diffuso questa mattina, la società di Lei Jun ha specificato di non essere in alcun modo posseduta, controllata o correlata all’esercito cinese e di realizzare prodotti unicamente per scopi civili e commerciali:

Xiaomi ha sempre rispettato la legge e agito in conformità con le disposizioni e i regolamenti delle giurisdizioni dei Paesi in cui svolge la propria attività.

La Società ribadisce che fornisce prodotti e servizi per uso civile e commerciale. Conferma inoltre di non essere posseduta, controllata o affiliata all’esercito cinese e di non essere una “Società militare comunista cinese” come definita dal NDAA.

Xiaomi intraprenderà azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti e sta esaminando anche le potenziali conseguenze di questo atto per avere un quadro più completo del suo impatto sul Gruppo.

Ci saranno ulteriori annunci, se e quando Xiaomi lo riterrà opportuno.

Per ora sembra che il produttore cinese potrà continuare come prima ad implementare i Servizi Google nei propri smartphone e ad acquistare componenti da aziende americane come Qualcomm, in quanto il ban impedisce alle aziende americane di investire nell’azienda ma non di commerciare con essa.

Bisognerà comunque attendere un comunicato stampa da parte della Casa Bianca per conoscere i dettagli completi del provvedimento. Resta molto difficile prevedere cosa accadrà nel prossimo futuro e molto dipenderà dalla posizione che assumerà Joe Biden, successore di Donald Trump, nei confronti delle aziende cinesi. Staremo a vedere.

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