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Grazie al capitalismo e a questa mania di dover vendere qualsiasi cosa passi per la mente a qualcuno, e complice anche la nostra voglia di avere sempre qualcosa di nuovo tra le mani, ormai le nostre case sono letteralmente piene di cianfrusaglie più o meno utili.
Spesso e volentieri, quelli come me, appoggiano proprio questi oggetti un po’ dove capita. Ed ecco così che ad ogni uscita saltano fuori sempre i soliti problemi:
“Oh avete visto il mio portafoglio? Non lo trovo”
“Qualcuno ha visto il mio cellulare?”
“Le chiavi dove sono?”
Se queste situazioni vi suonano familiari, allora Filo potrebbe fare al caso vostro ed eliminare completamente questi quesiti dalla vostra routine giornaliera.
L’accessorio, infatti, non è altro che un bluetooth tracker che, mediante un aiuto sonoro, ci permetterà di ritrovare facilmente gli oggetti a cui viene collegato.
Non trovi le chiavi? Legalo al portachiavi. Cerchi una borsa? Metticelo dentro. Cerchi la voglia di studiare? Filo non ti può aiutare.
Andiamo subito a conoscerlo meglio.
VIDEORECENSIONE
httpvh://www.youtube.com/watch?v=750Bu0H3gZQ
UNBOXING
La confezione in cui viene venduto Filo è senza ombra di dubbio molto elegante, semplice e sobria, riuscendo così a trasmettere tutta la professionalità della startup dietro il prodotto.
Una volta aperta, nella zona centrale troveremo riposto Filo Tracker, circondato e protetto da un fitto strato di gomma (che ricorda molto i grip tape degli skateboard), in modo da assicurare la sua protezione durante il trasporto o semplicemente in caso di inutilizzo.

All’infuori di Filo, è presente solamente un libretto di istruzioni che spiega rapidamente e in maniera chiara come collegare il nostro tracker allo smartphone. La procedura è talmente semplice che è pressoché impossibile commettere errori o restare in qualche modo bloccati.
FILO
L’oggetto in sé che andremo ad utilizzare è un sottile quadratino di pochi centimetri di larghezza (38x38x6 mm), nel mio caso di colore nero; è disponibile inoltre nella colorazione bianca (che sinceramente trovo più sensata, visto che solitamente risulta più visibile di quella nera, in particolare la sera).

Nella sezione frontale di Filo, la lettera “o” nasconde al suo interno un tasto che servirà per associarlo allo smartphone oppure, post-configurazione, per farlo squillare così da poterlo trovare facilmente (non sempre tanto facilmente in realtà, poi vedremo perché).
Non visibile, ma senza dubbio presente, è l’unità che permette di far suonare Filo, e con mia enorme sorpresa ho potuto notate che l’audio emesso si riesce a sentire anche se proveniente dall’interno di una borsa o di una valigia.
Attaccato a Filo è presente un filo (ba-dum-tssss) che permette di attaccarlo al portachiavi.
Idea che si può rivelare non proprio saggia, visto che Filo si graffia facilmente, ed è meglio tenerlo lontano da chiavi o simili (ma è anche vero che i graffi non compromettono minimamente né l’uso né le funzioni).
A tenere vivo il tutto ci pensano le batterie rimovibili e sostituibili modello CR2016 (le pile a bottone). Quella che troviamo integrata ha un’autonomia dichiarata di minimo 4 mesi, fino al massimo di 1 anno.
APP & FUNZIONAMENTO
Ad accompagnare Filo nella missione per recuperare gli oggetti smarriti, è presente l’omonima app, che così come la confezione di vendita, risulta semplice e pulita nell’interfaccia grafica.
Al primo avvio, un wizard guiderà l’utente per la configurazione, veramente semplicissima, di Filo.
Quando ciò è avvenuto con successo, sarà possibile inserire un nome a nostro piacimento così da identificare quello specifico Filo, funzione che ha senso solo se siete avete acquistato multipli Filo. (ci sono offerte sostanziose sugli acquisti in bulk)
Il funzionamento dell’app è semplicemente quello di rilevare la posizione spaziale di Filo, e una volta in prossimità di questo, fargli emettere un suono così da localizzarlo visivamente e poter trovare l’oggetto a cui esso è collegato.
Ciò avviene secondo la seguente modalità: avviando l’app e selezionando il Filo che ci interessa trovare, verremo catapultati in una schermata dove saremo informati, molto genericamente, della distanza tra noi e Filo, e sarà nostro compito avvicinarsi il più possibile.
Quando ho detto “molto genericamente”, intendevo letteralmente “molto genericamente“, infatti le uniche informazioni che riceveremo saranno: “è lontano”, “è nelle vicinanze”, oppure la tanto agognata “è vicino”.
Vi ricordate quando da piccoli (ammesso abbiate qualcosa come minimo 22-23 anni, eh) facevamo quel giochino di nascondere un qualcosa e poi il malcapitato di turno doveva ritrovarlo usando come guida (ma più spesso depistaggio) “acqua, fuoco, fuochino, fuocherello” in base a quanto era distante l’oggetto?
Ecco, il funzionamento è praticamente identico.
Uno dei problemi che maggiormente colpiscono Filo, anche se è principalmente colpa di una limitazione hardware, è lo scarso range del bluetooth (nonostante gli 80 metri di portata dichiarati). Nonostante sia dichiarata una portata di ottanta metri, a conti fatti gli smartphone non riescono a collegarsi a Filo se questo è distante più di, all’incirca, dieci-quindici metri, che si ridurranno ulteriormente al chiuso.
Anche se tutte le informazioni all’interno dell’app, e sul canale ufficiale, fanno pensare che Filo disponga di un’unità GPS per poterlo trovare nel caso questo sia fuori range, la cosa non si rivela essere del tutto vera. Mi spiego meglio.
La posizione GPS registrata dall’app di Filo è relativa allo smartphone, non al Filo.
Facendo partire la ricerca, di conseguenza, avremo l’ultima posizione registrata di Filo, ossia l’ultimo momento in cui questo è stato in range bluetooth, e quindi collegato al cellulare. Per cui, la sua efficacia cala drasticamente, restando confinata a cose semplicissime come quella di ritrovare la propria macchina dopo che questa è stata parcheggiata.
MA che ci faccio di concreto con filo?
Bella domanda.
Principalmente l’idea di Filo è quella di trovare rapidamente gli oggetti, o in alcuni casi evitare che vengano persi.
Ad esempio, se lasciamo Filo nel portafoglio e ci allontaniamo, questo suonerà per avvertirci che siamo distanti e che rischiamo di dimenticarlo (o farcelo arrubbare); possiamo legarlo al collare del proprio cane per far sì che non si smarrisca; lo colleghiamo al portachiavi per trovarle rapidamente… e cose così, se avete un po’ di fantasia riuscirete a trovare anche altri utilizzi.
Una delle idee che, sulla carta, mi ha entusiasmato molto, è ciò che ho definito “reverse-filo“, ovvero usare Filo per poter trovare lo smartphone (invece dell’opposto), che non so voi, ma in casa appoggio letteralmente ovunque (ovviamente sempre in silenzioso), perciò ogni singola volta parte la ricerca in stile Indiana Jones per sperare di ritrovarlo.
Pensavo che Filo potesse aiutarmi a risolvere questo problema, ma purtroppo non è così. Utilizzare Filo in questo modo è quasi inutile perché, nonostante più e più test, una volta premuto il tasto per far suonare lo smartphone, quest’ultimo risponde solo se l’app è attualmente attiva o è stata attivata recentemente, rendendo inutile la funzione. Premi premi, ma lo smartphone non reagisce, poi quando per grazia divina trovi il cellulare mentre inveisci contro Filo perché il telefono non suona come dovrebbe, una bella notifica ti dice che Filo ti sta cercando. Sì, dieci minuti e venti bestemmie fa ti stavo cercando, non adesso che ho il cellulare in mano!
(test eseguito con più e più smartphone, tutti con minimo 2GB di RAM e con nessuna applicazione attiva, risultati sempre analoghi).
Un gran peccato secondo me, perché avere questa funzione correttamente operativa mi sarebbe piaciuto molto.
Certo, così si aggiungerebbe il problema di avere Filo sempre a portata di mano, ma questo è un altro discorso.
UPDATE: il problema da me riscontrato riguardante il “reverse-filo”, secondo lo staff di Filo, pare essere dovuto a un’incompatibilità (o meglio, a una non totale compatibilità) degli smartphone da me utilizzati per testare il prodotto. Ecco la lista dei device ufficialmente supportati:
-
Samsung: S4, S4mini, S5, S5mini, S6, Galaxy Grand Neoplus
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HTC: One M8
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OnePlus: One
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Google: Nexus 5, sistema operativo >= v.5.0.0
Sono già ovviamente attivo per testare nuovamente Filo con uno di questi e verificare personalmente se la situazione “reverse-filo” cambia utilizzando uno dei terminali indicati, o meno.
VERDETTO FINALE
Dare un’opinione su Filo per me non è molto facile. Indubbiamente, come tracker in sé svolge correttamente il suo lavoro, anche se c’è ancora molto da lavorare sul fattore “trova smartphone” perché, allo stato attuale delle cose, non è utilizzabile.
Il resto delle caratteristiche funzionano as-advertised, e non ci saranno particolari problemi nel far suonare Filo con lo smartphone e poter trovare così facilmente gli oggetti collegati.
Qua purtroppo si apre il problema dello scarso range e delle indicazioni approssimative riguardanti la posizione di Filo, anche se la colpa non è sua.
In ogni caso, non credo di poter sorvolare su questi aspetti, e in particolare sul prezzo decisamente esagerato (che ho tenuto finora nascosto per evitare giudizi affrettati) di ben 30€, il tutto per un oggetto la cui utilità è fortemente soggettiva e sempre questionabile.
Filo è indubbiamente mirato a uno specifico target di persone che possono aver un uso reale di questo aggeggio, e se ritenete di essere tra queste per un qualsiasi motivo, allora Filo potrà farvi felici in più modi, altrimenti lascerei perdere.
Grazie a Daniele e allo staff di Filo per avermi fornito il sample.





Costa troppo, massimo 10€. E ci rimetto!
Sono d’accordo, un prezzo intorno a questa cifra lo avrebbe reso decisamente più interessante
Ciao Italba,
sono Andrea e mi occupo di tutto il marketing in Filo.
Essendo Filo un prodotto Made in Italy, interamente prodotto in Italia, ha un costo ben più elevato dei prodotti concorrenti realizzati in Cina e per tale motivo il prezzo finale ne risente.
Ho personalmente testato tantissimi bluetooth tracker, molti di questi cinesi, e posso assicurarti che prodotti del valore di €10 euro valgono €10 euro.
In Filo cerchiamo di raggiungere la massima qualità in ognuna delle attività che portiamo avanti. Non è facile, ma anche grazie ai vostri feedback riusciamo a migliorare quotidianamente.
Grazie comunque per il feedback :)
Sarei proprio curioso di smontarne uno e vedere quanto di veramente “made in Italy” c’è dentro… Spiacente per voi, ma 10€ sono proprio il massimo che si potrebbe ragionevolmente pagare un oggetto del genere. E comunque l’equivalente cinese, considerando che per 10€ ho appena comprato uno smartwatch che ha tutte le funzioni di questo tracker e molte di più, non costerebbe 10€ ma 3 al massimo.
Ciao Italba, mi dici cosa hai comprato? Interessa anche a me, grazie!
Smartwatch U80, in offerta da Gearbest a 9,99€. Adesso lo hanno “aumentato” a 10,48€.
Non viene affrontato bene l’argomento, ma ha il gps integrato? Cioè, se lo lascio sul cruscotto (quindi proprio sotto il parabrezza) si collega al satellite? E tramite l’app riesco a trovarlo anche se non sono connesso con Filo? E quanto durerebbe la batteria in modalità gps sempre accesa?
Ciao Giuliano, mi spiace se ti sono sembrato poco chiaro. Mi spiego meglio.
Allora, se lasci Filo sul parabrezza, questo si collegherà al satellite (a patto che tu abbia abilitato la connessione GPS quando l’app te lo ha chiesto), dopodiché puoi vedere la sua posizione sulla mappa, Bluetooth o non Bluetooth.
Per quanto riguarda l’autonomia, non ti saprei dare una risposta precisa, il sito riporta solamente un generico “autonomia fino ad un anno”, io filo ce l’ho solo da due settimane, quindi non posso nemmeno dirti la mia
Ok, perchè il discorso di rintracciare l’auto a me interessava, anche perchè in giro non vedo valide alternative ad un prezzo contenuto a meno che tu non abbia qualcosa da consigliarmi per l’utilizzo che serve a me, cioè rintracciare l’auto tramite GPS
Ora ti posso confermare che il ritrovare l’auto non sfrutta la posizione GPS di Filo, ma piuttosto l’app registra sullo smartphone l’ultima posizione in cui Filo e il telefono sono stati collegati.
Ha comunque un’antenna gps giusto? Non è che la posizione viene calcolata con la triangolazione delle antenne? Se ha il gps farebbe comunque al caso mio, tanto non è che poi l’auto si sposta da sola rendendo inutile l’ultima posizione registrata, se invece usa la triangolazione attraverso il cellulare, allora no, perchè in quel caso, oltre al bluetooth, mi toccherebbe tenere acceso pure il gps per avere una posizione precisa, il che non mi sembra sensato
Avendo fatto un test con Filo preso da una persona, e lo smartphone tenuto da me, visto che l’app non è mai riuscita a localizzare Filo, ma solo il mio smartphone, allora ne consegue che di GPS sul Filo neanche l’ombra!
La posizione della macchina parcheggiata l’app la conosce perché quello è l’ultimo posto in cui Filo e lo smartphone sono stati collegati (e quindi l’app deduce che Filo si trova lì e non si è spostato)
Ma invece Wistiki? Questo pare che l’antenna gps ce l’ha, ma mi sembra strano essendo ingombrante quanto Filo. Hai qualche notizia al riguardo?
è la prima volta che ne sento parlare, se devo essere sincero. Se le dimensioni sono analoghe a quelle di Filo, starei attento perché Andrea (dello staff di Filo) mi ha assicurato che mettere un’unità GPS all’interno avrebbe fatto aumentare notevolmente le dimensioni di Filo!
Pare sia della stessa dimensione, se non addirittura leggermente più piccolo, però sul sito è scritto espressamente che c’è il gps, anche se pare strano anche a me ed ha pure lo stesso costo (se non leggermente meno, 25 euro sul loro sito)
Corretto!
C’è qualcosa che mi manca.. se è sul parabrezza ma non sono in range (quindi niente bluetooth..) come fa a sparare la sua posizione sul server? Come fa a mostrare la sua posizione sulla mappa?
Da come si capisce, e leggendo altre recensioni, quello che fa in realtà, è che l’app registra l’ultima posizione quando ancora era in range, che, deduco, coinciderà con l’ultima volta che sei stato in macchina. Aspettiamo che Luciano risponda
Perfetto, la mia stessa idea..
Confermo che è esattamente come dici tu. Articolo aggiornato.
Non trovo la parte aggiornata
non l’ho aggiunta, ho modificato la vecchia. Trovi tutto nella sezione “App e funzionamento” (in basso)
Sai che in realtà mi sai che hai proprio ragione? Ora sto facendo un test inequivocabile per vedere cosa è vero e cosa no
Giuliano,
la posizione GPS – quando ovviamente è attiva la localizzazione del tuo smartphone – viene costantemente salvata dall’app di Filo che in quel caso funge da vero e proprio localizzatore all’interno di un range fino a 80 metri.
Quando invece Filo non è più in range, l’app registra l’ultima posizione in cui Filo era in range tramite GPS dello smartphone.
La posizione salvata è quella dello smartphone, nel momento in cui “perde” il contatto con Filo.
Una volta tornato nell’ultima posizione registrata, la riconnessione con Filo è automatica e vedrai nuovamente il tuo Filo in range.
Andrea.
Sì, ma così sono costretto a tenere l’antenna gps sempre accesa, dato che per ritrovare la mia macchina, una triangolazione delle antenne non sarebbe sufficientemente precisa
Non lo può fare …. Il GPS soliyamebte è un ricevitore di segnale…. Non inviainvia la sua posizione a nessuno
Ciao Giuliano,
sempre Andrea di Filo.
Filo NON è un dispositivo GPS, ma BLUETOOTH (utilizza il BLE 4.0).
L’app di Filo registra l’ultima posizione in cui ha visualizzato il dispositivo in range salvandola tramite il GPS dello smartphone.
Se hai ulteriori domande sentiti ibero di chiedere!
Andrea.
Peccato
Cercavo la voglia di studiare
Per 4 euro su tinydeal si trova la stessa cosa:
Suona se ti allontani, o fa suonare il tel premendo il tasto apposito sul cosino.
Non c’è il gps, ma va da se che questo sia inutile, a meno che indichi la distanza al centimetro
Segnalo refuso:
‘…non compromettono minimamente né l’uso né le funzioni…’
da sostituire con
‘…non compromettono minimamente l’uso, né le funzioni…’
Buon lavoro
Il fatto che il gps sia inutile, è una tua necessità; ad altri (tipo a me) il gps è utile se mi serve per ritrovare la macchina. Detto ciò, se su Tinydeal ci sono tracker con gps analoghi a Filo, a un prezzo minore, sarei ben lieto di darci un’occhiata
Gps è inutile per le chiavi, per le quali questa roba è progettata (si attacca col filo) …
In quel caso il gps ti indica che di trova… in casa
Per trovare l’auto basta usare apposita app sul cell che, prima di scendere dall’auto,
mette un segnaposto
Quando devi trovare l’auto, apri la mappa e ti dirigi al segnaposto
ho già provato app di questo tipo, ma dopo un po’ ti stanchi: 1) devi accendere il gps e aspettare che attachi e solo dopo utilizzare l’app scelt; 2) devi ricordarti di utilizzare l’app. Con Filo e un’app che accende il bluetooth in automatico in determinate ore o intervalli di tempo (“Autobluetooth” potrebbe essere una di queste), avresti risolto e non devi ricordati nulla. Nel momento in cui sono costretto a ricordarmi qualcosa (cioè usare l’app per la localizzazione) tanto vale che faccio una foto alla strada e ho risolto
in caso di pigrizia alzo le mani :-)
post scriptum
per par condicio con gli articolisti, ti segnalo un refuso:
“…tanto vale che faccio una foto…” va cambiato in:
“…tanto vale che faccia una foto…”
Magari dopo i puntini metti la lettera grande …
Semmai parentesi quadra prima e dopo i puntini, visto che il contesto è una citazione e i puntini servono a far capire che nell’originale c’è del testo che è stato eliminato. E se nell’originale le lettere non erano maiuscole, trattandosi di una citazione con tanto di virgolette, assolutamente non devono essere maiuscole nella citazione.
Questo per esse puntigliosi fino in fondo.
Però, e prima di rispondere ti prego di leggere il mio nick, ti chiedo: è davvero necessario fare così tanto le pulci? Secondo me no!
In ogni caso, se proprio “scappa di farlo”, sarebbe meglio farlo correttamente…
Appare chiaro ti sia seccato, ma non era mia intenzione criticare negativamente:
provo a riportare il congiuntivo (e qualche altra cosarella) fuori dalla tomba, nella quale è stato ficcato dalle trasmissioni televisive come grande fratello et similia (ma anche da alcuni politici in televisione)
È come la moda: se lo senti usare, lo usi pure tu;
Lo usi di più se la fonte che osservi per te è importante/valida/affidabile
Circa i puntini:
quando si riporta qualcosa scritto da altri, per non doverlo scrivere integralmente, si riporta la sola parte che interessa.
Se prima o dopo tale parte c’è altro scritto, allora si inseriscono tre (solamente tre) puntini prima e/o dopo che rappresentano ciò che è stato tagliato, ma che è visibile nella versione originale citata.
Quindi dopo questi puntini non va la lettera maiuscola
Niente maiuscola dopo, nemmeno quando usi i tre puntini in fine di frase ad indicare una pausa prima di concludere il pensiero con la frase successiva
Ciao Giuliano,
mi hai appena ricordato che prima di creare Filo assieme al mio team, scattavo una foto alla via per ricordarmi dove parcheggiavo.
Tuttavia, per questo tipo di problema, ormai utilizzo felicemente la funzione dell’app di Filo in quanto è più “amichevole” in termini di utilizzo (posso vedere il nome della via, e avere idea di dove sia tramite il classico segnapunti in stile Google Maps).
..mi oriento molto più facilmente e non riempio la macchina fotografica di vie assurde!!!
Andrea :)
Ciao Andrea,
come hai correttamente scritto, Filo è stato pensato per un uso principalmente domestico per cui la funzione GPS – in caso di smarrimento di chiavi in casa – non ti sarà utile (le riuscirai invece a trovare facendo suonare Filo!).
Filo infatti ti aiuta a NON PERDERE gli oggetti per te importanti e a permetterti di averli sempre A PORTATA DI MANO.
I dispositivi GPS hanno una proposizione differente: perdi un oggetto -> ti aiuto a ritrovarlo (se il dispositivo è carico, c’è una sim dati con traffico e l’oggetto non si trova in uno spazio chiuso come in un garage ecc.)
La funziona GPS dell’app di Filo, ti sarà utile per un caso d’uso differente: torni a casa dopo una giornata di lavoro e ti accorgi di non avere con te il portafoglio.
In quel caso qual è la prima domanda che ti poni o il primo sforzo di memoria che fai? Probabilmente è ricordare dove lo hai lasciato l’ultima volta.
A questa domanda risponde l’app di Filo registrando l’ultima posizione nota in cui Filo era in range. Visualizzando la via, ricorderai il luogo in cui sei stato per l’ultima volta prima di aver dimenticato il portafoglio.
Spero di aver chiarito alcuni tuoi dubbi su come funziona Filo!
A presto :)
Andrea.
Ciao Giuliano,
sono Andrea e mi occupo del marketing in Filo.
Posso assicurarti che non esistono dispositivi GPS della stessa dimensione di Filo e con prezzo inferiore.
GPS e Bluetooth sono tecnologie estremamente differenti e che risolvono problemi totalmente diversi.
Il GPS permette di tracciare / localizzare la posizione di qualcosa senza il limite del range bluetooth, tuttavia è ancora una tecnologia con grossi limiti.
Per funzionare necessita di una sim dati che deve essere ricaricata con traffico dati; è una tecnologia di dimensioni molto più invasive (impossibile pensare a portachiavi GPS); consuma molta più batteria e dovresti ricaricare il dispositivo ogni 3-5 giorni.
Inoltre, molto spesso, il segnale GPS non prende all’interno di spazi chiusi (centri commerciali ecc.)
Il prezzo di questi tracker spessi si aggira intorno ai €100, a cui si devono aggiungere i costi di una sim ricaricabile.
Filo invece adotta una tecnologia Bluetooth Low Energy 4.0 (BLE 4.0); ha dimensioni sufficienti per essere un dispositivo tascabile; ha una batteria sostituibile che dura fino ad un anno e non necessita di una sim perché funziona semplicemente con il bluetooth.
In più, la tecnologia bluetooth funziona ovunque anche all’interno di spazi chiusi, con il limite intrinseco della portata (fino a 80 metri).
Come tutti i segnali wireless, la portata è infatti influenzata dalla morfologia dell’ambiente circostante (es: quante volte ti è capitato che il wi-fi non prendesse bene in una stanza?).
Parte del mio lavoro è cercare prodotti concorrenti GPS e Bluetooth che rappresentano novità nel settore.. se dovessi imbatterti in qualcuna di queste sentiti libero di rispondermi qui elencando quelle che trovi!
A presto e grazie per il feedback :)
Dopo varie consulenze, pare che tutti siano d’accordo che, tecnicamente, quello che ho scritto è grammaticalmente corretto, per cui resterà così. Se magari mi sbaglio, fammi sapere perché! Grazie per la segnalazione!
oramai lavoro per voi come redattore di bozze, quindi dovreste consultare anche me :-)
scherzi a parte: con la forma:
‘…i graffi non compromettono né l’uso né le funzioni…’
intendevi dire:
‘…non compromettono l’uso e non compromettono le funzioni…’
in questi casi, per non scrivere una seconda volta “non compromettono”, si usa ripetere la negazione e sottintendere il verbo, e la negazione si esprime con “né”
la forma da te usata, invece, inserisce una negazione anche davanti ad “uso”, mentre era già espressa dal “NON (compromettono)” precedente
in pratica stai negando la negazione :-)
è una cosa tipica del parlato, giustificato come fraseologico, ma che in realtà è un errore logico:
“aspetto fino a che tizio non arrivi”
è lo stesso errore
“aspetto fino a che tizio arrivi” è la sola forma corretta da un punto di vista logico, prima che grammaticale
onestamente, per quanto giusta possa essere, mi sembra una pignoleria fin troppo esagerata. Visto che comunque non ho scritto un saggio e mi piace esprimermi proprio come se stessimo dialogando tra amici, preferisco tenere la forma più colloquiale, tanto ci siamo capiti comunque
No beh un articolista deve usare la forma più corretta possibile,i dialoghi si fanno a voce o in una chat.
io avrei potuto capire qualcosa di grave come mettere apostrofi dove non c’entrano, a con acca dove non ha senso di esistere, ma qui andiamo veramente a parlare di, come dico con i miei amici, “fare la punta al cazzo”. (fare i pignoli dove non è richiesto, né necessario)
Non sarà corretta al 100%, amen, se è una forma usata e accettata nel registro colloquiale, allora la uso.
Tanto poi, chi è che è andato a capire qualcosa di diverso da quello che intendevo io? Scommetto nessuno.
Oppure quando dici “non ho capito niente” intendi “ho capito tutto”?
Piedi per terra per cortesia.
Non sono d’accordo.
Sarebbe come dire che un libro va scritto con determinati crismi e basta.
Sembra filare, ma…come la mettiamo con Joyce e il suo Ulisse senza virgole?
(“Eh, ma Joyce è Joyce…” non vale come risposta, in quanto se si parla di princìpi, non ci devono essere eccezioni)
Si può allora distinguere tra la scrittura narrativa e quella informativa. Ma anche la scrittura narrativa è nata con delle regole precise che sono state piegate per fini artistici e/o di gusto e/o di comunicazione… Quindi non vedo perché non poter usare lo stesso principio per un articolo di questo tipo: l’informazione che deve passare, passa. E magari, visti i toni più familiari, c’è anche la possibilità che il messaggio passi più chiaramente.
Questo per argomentare il mio “non sono d’accordo”.
Certo che ci capiamo.
Lo scrivevo solamente perché nell’usare le parole ed i verbi tutti ci regoliamo in base alle fonti, più o meno come funziona con la moda, ed in questo caso sei tu la fonte affidabile che influenza tutti quelli che ti leggono.
Ribuon lavoro
Non ti preoccupare, anche se magari non ti è sembrato, mi ha comunque fatto piacere sapere una cosa nuova!
In ottica costruttiva, perché non istituire un link al quale segnalare refusi et similia?
Da una parte non ruberemo spazio al soggetto dell’articolo e, dall’altra, le segnalazioni non appariranno come critiche pubbliche, ma suggerimenti/approfondimenti tra noi ‘fissati’ e voi che con le parole ci dovete lavorare
Segnalo, comunque, che i frutti della nostra interazione già si vedono nella cura che mettete rispetto ad un anno e passa fa:
Articoli scritti bene e più pragmatici, quando la materia lo consente
Io un anno fa non c’ero :D
Dubito si possa fare quello che dici, la cosa più simile che mi viene in mente è segnalarli via canali privati. Facebook ad esempio
Ciao Andrea,
sono un tuo omonimo e mi occupo di tutto il marketing in Filo!
Come scrivevo precedentemente, essendo Filo un prodotto Made in Italy, interamente prodotto in Italia, ha un costo ben più elevato dei prodotti concorrenti realizzati in Cina e per tale motivo il prezzo finale ne risente.
Ho personalmente testato tantissimi bluetooth tracker, alcuni di questi li ho pagati €5 e dopo averli testati mi sono reso conto che se avessi lanciato dalla finestra una banconota da €5 avrei ottenuto lo stesso risultato.
Noi siamo fortemente convinti che con Filo non sia così e lo dimostrano migliaia di clienti che hanno acquistato Filo e continuano ad acquistarlo quotidianamente.
In Filo cerchiamo di raggiungere la massima qualità in ognuna delle attività che portiamo avanti. Non è facile, ma anche grazie ai vostri feedback riusciamo a migliorare quotidianamente.
Grazie comunque per la risposta! :)
Bel nome :-)
Il mio laconico commento era dedicato agli smanettoni presenti qui.
Trovo invece che per le persone ‘normali’ il valore aggiunto di FILO stia nella facilità di configurazione e di utilizzo, che in quelli cinesi manca del tutto.
Anche il filo stesso rende pratico e veloce l’aggancio alle chiavi senza doversi spezzare le unghie
A madri/zii/nonni può essere utilissimo per questi motivi
Buon lavoro ed in bocca al lupo per questa attività imprenditoriale
Andrea,
grazie per gli “in bocca al lupo”.
Noi ce la mettiamo tutta :)
Alla prossima,
Andrea!
la vera domanda è: ma esiste davvero un Samsung Galaxy Grand NEOPLUS?