Spotify inizia la guerra alle APK modificate

6 Marzo 20189 commenti
Spotify sta cercando di porre un freno alla diffusione delle APK modificate che consentono di accedere gratuitamente a funzionalità premium.

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Tutti sappiamo che Spotify offre due versioni della sua applicazione: una a pagamento, al prezzo di 9.99€ al mese che consente l’ascolto offline della nostra musica preferita, skip illimitati e nessuna interruzione pubblicitaria, e una gratuita, priva delle suddette funzioni.

Tuttavia sono facilmente reperibili in rete delle versioni modificate che consentono di beneficiare gratuitamente di tutte le funzionalità premium, eccezion fatta per l’ascolto offline, in quanto le canzoni vengono criptate dal lato server.

Se fino ad oggi sembra essere andata bene ai pirati, ora la compagnia si sta adoperando per debellare queste mod. Alcuni utenti segnalano infatti di aver ricevuto la mail che vi riportiamo, nella quale vengono invitati a rimuovere l’applicazione non legittima e a scaricare quella ufficiale dal Play Store. In caso di recidiva Spotify si riserva il diritto di cancellare l’account dei trasgressori.

Spotify pirateria

Alcuni dei destinatari segnalano di essere ancora in grado di accedere con il proprio account all’app modificata, mentre altri no. 

Ricordiamo che recentemente Spotify ha manifestato l’intenzione di quotarsi presso la borsa di New York, ove la sua valutazione complessiva dovrebbe aggirarsi intorno ai 23 miliardi di dollari. Il proliferare di versioni “craccate” dunque sarebbe dannoso per il valore delle azioni.

Non sappiamo ancora se si tratta di un fuoco di paglia o se verrà utilizzato il pugno di ferro contro i pirati; dal canto nostro non possiamo che consigliarvi di utilizzare unicamente l’applicazione ufficiale, nella sua versione free oppure sottoscrivendo un abbonamento, che viene offerto a 4.99€ mensili per gli studenti e a 14.99€ mensili per le famiglie.

9 risposte a “Spotify inizia la guerra alle APK modificate”

  1. Dave "White Death" Gardner ha detto:

    Giusto: i servizi hanno dei costi e quindi si pagano!

  2. Ratchethacked ha detto:

    Tutto apposto qua, funziona alla grande

  3. RedhooK ha detto:

    Perderà la guerra…
    14.99€ al mese più il consumo dati, non invoglia molto la potenziale clientela.
    Perdonate la riflessione, magari inappropriata.
    Personalmente non lo uso,(ho acquistato la versione premium di Tunein Radio) però credo che non sia conveniente per il servizio che offre…

    • Niccolo Proietti Savina ha detto:

      Ciao!
      Ti ringrazio per il tuo commento, perché offre alcuni spunti di riflessione interessanti.
      In primis va detto che la pirateria è un fenomeno che interessa pressoché ogni settore del digitale, e nella musica in particolare è estremamente radicata, quindi si, anche secondo me Spotify, come qualunque altra azienda ad essa analoga, non sarà mai in grado di sconfiggerla.
      Quanto al prezzo, a me sembra essere molto conveniente: parliamo di 10€ mensili per ascoltare tutta la musica che si vuole, con la possibilità di salvarla offline, (magari sotto rete Wi-Fi proprio per non consumare troppi GB), che scendono a un quarto se si sceglie di condividere l’abbonamento. Rispetto ai tempi passati, quando gli unici modi di ottenere legalmente dei brani era comprare un CD con (al massimo) una ventina di canzoni a un prezzo medio di 10€ oppure acquistare da iTunes singoli brani a 1€ l’uno, si tratta di un passo da gigante.
      Provo infine a risponderti sul perché l’abbonamento non viene proposto a meno.
      In estrema sintesi, un taglio dei prezzi non credo possa portare a dei vantaggi sostanziali.
      Questo perché, per prima cosa, non ci sarebbe comunque partita con i canali illegali: tralasciando per un secondo l’aspetto morale, perché un potenziale pirata dovrebbe scegliere di pagare anche un solo euro di abbonamento quando può ottenere ciò che cerca gratis?
      Appurato quindi che il mancato ricavo causato da una diminuzione dei prezzi difficilmente potrebbe essere compensato da un aumento della domanda, bisogna tener presente che Spotify opera in perdita da diversi anni. Una ulteriore diminuzione dei ricavi potrebbe quindi costringerla a tagliare qualche servizio e proprio questo potrebbe allontanare i clienti insoddisfatti, portandola nel baratro.

      • RedhooK ha detto:

        Grazie per come hai illustrato alcuni aspetti…
        È d’obbligo una precisazione da parte mia.
        Il mio “perderanno la guerra” è riferito al fatto che, moltissima gente, preferisce usare canali illeciti pur di non pagare anche pochi euro, leggasi app a pagamento.
        Sono tra quelli che acquistano le applicazioni quando meritevoli.
        Trovo scorretto non premiare lo sforzo di chi lavora allo sviluppo di cose utili.
        Però qui stiamo processando un ambito diverso, cioè: musica in abbonamento, che tu hai giustamente evidenziato come elemento primario in fatto di pirateria.

        Credo che qualsiasi tentativo di servizio analogo messo in rete, sia destinato a perdite ingenti.
        Le stesse case discografiche hanno avuto un certo declino da quando la musica è in rete… ;-)

      • michele ha detto:

        Ma come lavorano in perdita? Hanno decine di milioni di utenti paganti, circa il triplo non paganti, ma con pubblicità. Come si fa ad essere in perdita.
        Io pago e sono contento, tra l’altro la qualità e migliore. Ma il prezzo giusto sarebbe intorno ai 5 euro al mese.

  4. Danilo Gorni ha detto:

    5 euro al mese per gli studenti, che penso rappresentino la maggioranza degli utenti spotify, sono un costo più che giusto per il servizio, è sacrosanto.
    Gli artisti si pagano.

  5. Piero ha detto:

    Spotify è una buona applicazione per ascoltare musica. L’unica pecca è il prezzo. Io uso quella gratuita, è una pubblicità che non da fastidio. Mentre esempio quella di Google non ti permette di ascoltare nulla.. Oltre la mia musica sul telefono.. Mi piace .

  6. Mario Giocondi ha detto:

    Secondo il mio modesto parere l’unico modo che hanno per continuare è quello di mettere della pubblicità seria nella versione free come succede un pò per i giochi. potrebbero inserire dei contenuti extra o delle limitazione con possibilità di eliminarle a pagamento. Voglio dire chi usa le app crackate continuerà con altri servizi non è di sicuro con questi mezzi che riusciranno ad aumentare gli introiti.

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