Gli smartphone stanno distruggendo un’intera generazione? – EDITORIALE

21 agosto 201728 commenti

Parlare di smartphone in "tono negativo" su Androidiani potrebbe sembrare controproducente. In questo caso, non si sta "sputando nel piatto in cui si mangia" ma, al contrario, l'intenzione è quella di condividere con voi alcune statistiche in grado di far riflettere.

Gli adolescenti amano i loro smartphone… più di sé stessi

Oggigiorno si entra in casa di amici o parenti e, spesse volte, capita che ci siano più dispositivi mobili che componenti della famiglia. Tutti posseggono uno smartphone / tablet (magari, anche più di uno).

La tecnologia moderna, nel bene e nel male, ha invaso le nostre vite: non abbiamo potuto fare altro che spalancare la porta d’ingresso.

Un simile fenomeno ha condotto a rinnovati stili di vita e di comportamento. Focalizzandoci in modo particolare sui giovanissimi, di età compresa fra i 12 e i 17 anni, siamo in grado di delineare i confini della “iGen”, vale a dire la “generazione ultra-tecnologica”.

Studi a tema, sondaggi ed interviste sottolineano quello che tutti sanno ma che di rado si ha il coraggio di accettare: molti adolescenti (post 2007) sono infelici. Gran parte di loro preferisce passare il tempo in casa… anzi, nella propria camera… o meglio, sul proprio letto che, senza dubbio, è il principale “luogo di fruizione” dei contenuti presenti su smartphone.

Questo, per alcuni genitori, potrebbe essere un motivo di tranquillità: un/a figlio/a sempre “sott’occhio” (credono…) e lontano/a dai pericoli della strada. Ma la serenità a breve termine è deleteria in ottica futura. Basti pensare che, ora, i teenager sono molto più inclini alla depressione di quanto fossero gli “ex giovani pre-rivoluzione tecnologia”: infatti, aumentano i pazienti che, nonostante la delicata fascia d’età, assumono antidepressivi.


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Gli smartphone stanno distruggendo un'intera generazione (03)

La virtualità è più appagante della realtà (?)

Alla base del fenomeno vi è un atteggiamento piuttosto comune: c’è meno voglia di combattere, di mettersi in gioco, di conseguire obiettivi lodevoli nello studio e nel lavoro (anche se, fortunatamente, non mancano le eccezioni a conferma della regola).

In poche parole:

  • nel mondo FULLSCREEN trova spazio una “felicità virtuale” alla portata di tutti;
  • nell’universo NO SCREEN, invece, risiede una “felicità concreta” che molti considerano inarrivabile.

Tale ed inconscia percezione limita le aspettative di ognuno, oltre che le relazioni. Fateci caso: se un ragazzino di oggi dovesse dirvi “Sto parlando con un amico!”, il più delle volte farà riferimento ad una chat oppure alla classica telefonata.

Lo smartphone è onnipresente… ed onnipotente.


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Gli smartphone stanno distruggendo un'intera generazione (4)

Sempre più social… e meno sociali!

L’avvento di nuove realtà come Facebook, InstagramSnapchat o Periscope ha di sicuro contribuito al proliferare della iGen. Si stima che, in media, i social network siano in grado di catturare l’attenzione dei propri utenti per almeno 10 ore settimanali.

Con strumenti del genere aumentano le possibilità di conoscenza che però, di contro, restano virtuali in 2/3 delle circostanze. Si è poi esposti allo sguardo pubblico di chiunque e, notoriamente, il sexting ed il cyberbullismo hanno vita facile nelle piazze virtuali.

Gli individui presi di mira, ed anche i più sensibili alle critiche, sono principalmente le ragazze e gli omosessuali, oggetto di feroci attacchi per via dei loro modi di essere e di pensare. Le statistiche confermano come, negli ultimi anni, i casi di suicidio legati alle situazioni appena descritte siano addirittura triplicati.

Ma il vero problema non è internet, non sono i social network e, soprattutto, non sono gli smartphone: conta il modo in cui se ne fa uso. Un commerciante non può rifiutare la vendita di un coltello per scongiurare il rischio di eventuali accoltellamenti… mi spiego? Sfruttando l’utensile in ambito prettamente culinario, il suo effetto sarebbe innocuo (a meno che non siate cannibali…).


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Gli smartphone stanno distruggendo un'intera generazione (2)

“Chatto, quindi esisto”

Il discorso potrebbe apparire banale ma, in verità, non lo è per niente: la ricerca dei cosiddetti bagni di “folla telematica” trova spinta nel desiderio di compensare una tangibile solitudine.

Ormai si è in grado di intraprendere anche 1000 chat nello stesso momento, districandosi tra i vari FB Messenger, WhatsApp e Telegram. Adesso, provate ad osservare la situazione dall’esterno: quando in stanza, oltre a sé stessi, non vi è nessun altro “fisicamente”… si resta comunque soli.

Diciamolo, è un gatto che si morde la coda: lo smartphone dovrebbe essere un supporto alla vita reale, non la principale fonte della vita stessa che, così pensata, non potrebbe nemmeno essere definita come tale. Rifletteteci: sempre più spesso, gli eventi che ci circondano assumono importanza solo quando esiste un hashtag per descriverli, e condividerli, al grido del “Je suis…” di turno.

I grafici che vi mostriamo, aventi come punto di svolta il 2007 (anno di rilascio del primo iPhone di Apple) chiariscono molti dei concetti espressi finora:

Gli smartphone stanno distruggendo un'intera generazione (1)

Ammettetelo: quante volte vi è capitato di ascoltare frasi come “Ci sentiamo su Messenger“, “Becchiamoci su WhatsApp” o “Vediamoci su Skype”? Ribadiamo, per l’ennesima volta: qualunquismo… vade retro! Non tutti i giovani sono così (e per fortuna) ma simili episodi sono in preoccupante crescita.

Molti ragazzi preferiscono sfiorare un rassicurante display piuttosto che la pelle di qualcuno verso cui provano attrazione. Meglio procedere a piccoli passi (ritengono)… magari proprio su Facebook: se la tipa “non ci sta”, inutile perdere tempo. Nei fatti, non si è nemmeno provato ad incrociare lo sguardo di quella persona, il che sarebbe stato meglio di qualunque foto messa online (non c’è like o filtro che tenga).

INTERVALLO MUSICALE

Moby & The Void Pacific Choir – Are You Lost In The World Like Me?

Ora, tiriamo i remi in barca: nessuno è qui per dare lezioni di vita ma, più semplicemente (ed umilmente) per descrivere cambiamenti nelle idee, negli stati d’animo e nei modi in cui si sceglie di affrontare la vita di tutti i giorni, spesso intelligentemente e talvolta “comodamente”.

Forse, la storia è meno problematica di come i freddi numeri lascino intendere: c’è chi possiede le effettive capacità per distinguere il reale dal virtuale, assumendo comportamenti maturi e ponderati nei confronti di essi. Questo è un bene.

Un ulteriore metro di paragone sarà fornito solamente grazie al contributo delle generazioni a venire. Per cui, attendiamo speranzosi che i futuri neonati comincino a gattonare… verso i prossimi iPhone.

(PS: terminiamo con l’ultima curiosità statistica!)

Gli smartphone stanno distruggendo un'intera generazione (5)

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  • Riccardo

    Io son quel 10% che legge su PC quando sta seduto lol

    • Giallu74

      Siamo in due.

      • Skoul07

        tre

        • Giallu74

          Allora sei il numero quattro!! ;)

          • piloto

            cinque, ad Agosto in ufficio c’è un certo lassismo…

          • Skoul07

            mi hai anticipato di una frazione di secondo ;)

      • davide

        tre.

    • ajaxx

      cinque,niente internet su smartphone per me.

    • sanio

      io il n.6 ….Comodo sul divano col macbook air e lo smartphone per i caxxi suoi a riposare

  • Giallu74

    Non è semplice rispondere con due righe ad un articolo come questo, e penso che la generalizzazione sia una delle peggiori “bestie” dell’era moderna.

    Reputo comunque molto probabile che persone con un carattere debole, con difficoltà a rapportarsi ed a ritagliarsi un posto adatto alle loro caratteristiche psico-fisiche nei periodi attuali possano essere attratte da una realtà virtuale che, di fatto, sia in grado di fornire un appagamento illusorio e immediato.

    Soprattutto gli adolescenti possono più facilmente cadere in questo tranello, avendo una personalità meno strutturata ed in evoluzione rispetto ad un adulto.

    La cosa veramente tragica è che molti adulti, e tra loro molti genitori, purtroppo per sfuggire dalla quotidianità si comportano peggio degli adolescenti non riuscendo a fungere da guida e da esempio positivo per le future generazioni.

    E’ proprio questa secondo me la più grande incognita per il futuro.

  • Pignolatore®

    Entrare nel merito e farlo in poco spazio è impossibile…diciamo che gli smartphone sono arrivati in un’epoca in cui probabilmente ci sarebbero stati gli stessi tipi di problemi anche senza telefoni intelligenti.
    Però mi ha colpito un dato, le 10 ore a settimana: non mi sembrano sto numerone…

    • Nico Petilli

      Le 10 ore settimanali rappresentano il valore “minimo” che, in media, corrisponde già a più di un’ora e mezza al giorno. Poi, come sappiamo, c’è chi si spinge molto oltre.

    • Doc74

      Dare la colpa agli smartphone è riduttivo e inadeguato. La società moderna è complessa e multisfacettata , sperare di capire qualcosa guardando due grafici e correlandoli e piacere non ha nessun senso. Con la stessa “professionalità” potrei collegare i grafici al rilascio di Windows Vista ( 2007 come iphone ) o altre mille cose successe nel 2007

  • mr verdicchio

    Bello è l’esempio del coltello. Centra il problema nel senso che uno strumento indispensabile e irrinunciabile (su un Isola deserta se devi avere un solo strumento scegli il coltello…) possa essere uno strumento di morte.
    Il cellulare ci ha cambiato e semplificato la vita in mille modi, fa cose che un pc non è mai stato in grado di fare. Ci pare normale cercare un ristorante vicino a noi e leggerne le recensioni prima di andarci o noleggiare la car sharing più vicina, mandare le nostre coordinate a qualcuno dicendogli con esattezza quanto ci mette ad arrivare, oppure seguire nostra figlia nella sua prima vacanza all’estero passo passo, vedendo su Street view i posti dove va. Oppure parlare con siri o Google come fosse una persona; se poi uno ha una tesla è esattamente come il telefilm Supercar, che negli anni 80 ci sembrava inimmaginabile… poi ci sono i social che ci consentono di stare vicini ai nostri amici lontani, ai quali riusciamo a dedicare qualche secondo guardando e commentando una loro foto.
    Tutto meraviglioso, tutto favoloso. Talmente bello che se non facciamo attenzione rischiamo di dimenticare che abbiamo una vita reale.
    Vi ricordate il film disney Wall-E ?
    Ho visto un gruppo di bambini che facevano la spesa portando i carrelli del supermercato dei loro genitori con i Nilox. Sono rimasti su quelle tavolette finché non sono risaliti in auto e tutto il tempo si sono mossi su quei così in maniera perfetta.
    Ho pensato allo scenario del film dove gli uomini avevano perso la capacità di camminare.
    Anche quello scenario diventerà realtà?

    • Giallu74

      Mi auguro proprio di no…..

    • piloto

      Boh..magari cosi è esagerato. E dovrebbero essere cambiamenti molto lent.
      Ma è un fatto il modo di vivere ha già influito sulla conformazione del corpo umano parecchie volte e non c’è motivo di credere che non lo stia facendo ancora.

      • mr verdicchio

        Il problema è proprio che non sono lenti: negli ultimi 150 anni l’uomo, dopo che la popolazione attiva ha vissuto per migliaia di anni di agricoltura e pastorizia, ha progressivamente lasciato il settore primario alle macchine e ha rallentato l’attività fisica, negli ultimi 70 anni con la diffusione della motorizzazione e delle comunicazioni c’è stata una forte accelerazione in questo senso.
        Non mi stupirei più di tanto se nei prossimi decenni ci fosse una fetta di umanità che smetta del tutto di camminare…
        E sicuramente i social stanno dando il loro contributo

    • ajaxx

      “se non facciamo attenzione “?
      purtroppo il tempo del “se non facciamo attenzione” lo abbiamo superato :(
      con i telefonini come per tutto il resto….alla fine per una ragione o per un’altra riusciamo sempre ad abusare della tecnologia.
      Prova a regalare un telefonino senza internet ad un figlio di 12/13 anni…..ti faranno causa e gli assistenti sociali tenteranno di togliertelo perchè rischi l’emarginazione di tuo figlio! Questa era una sorta di battuta fino a qualche anno fa…ora è realtà!
      E se c’è qualche assistente sociale che legge sto commento non dica che non è vero perchè di casi cosi ce ne sono quanti ne vuole nel mondo

  • Marzolo

    bell’articolo che tocca un tema molto importante sul quale c’è poco da commentare. Farei solo due approfondimenti:

    1) L’impatto che i telefoni “furbi” hanno avuto su tutte le generazioni, curiosità personale, visto che vedo molti over 30 guardare instagram/facebook con venerazione/depressione
    2) Il vero impatto dei telefoni. MI spiego: i primi grafici mostrano l’andamento delle “uscite” dei ragazzi. Io vedo un trend già in discesa PRIMA dell’iphone. Limitare il brusco calo post-2007 ai soli telefoni mi sembra (o almeno lo spero) assurdo e troppo incisivo.

    A parte questo, dovrebbero esserci articoli di questo genere più spesso. Bravi!

    • piloto

      Ottima osservazione, però sa nell’ultimo secolo sono successe cosi tante cose in rapida successione che se avessimo comunque dei grafici dagli anni 20 credo sarebbe difficile capire chi ha influito su cosa. Sarebbe molto bello però avere dei dati di questi tipo!

  • Ryder_173

    Il mondo sta andando a putt@ne (non letteralmente…)

  • andreank

    La mia proposta, per quanto impopolare, è molto semplice dare l’accesso ai vari contenuti a scaglioni di età con divieti ben precisi fino ai 18 anni e prevedere sanzioni per i genitori che non controllano i figli

  • ajaxx

    risposta semplice ad una domanda semplice.
    SI

  • piloto

    Bello leggere articoli del genere ogni tanto, specie su un blog dedicato.
    In my two cents il punto è che in fin dei conti negli ultimi 20 anni abbiamo sviluppato e reso alla portata di quasi chiunque strumenti di una potenza difficilmente immaginabile e di cui nessuno ha mai potuto disporre nella storia dell’umanità.
    Era (ed è ancora) difficile immaginare la conseguenza di questo evento nel medio e lungo termine. Specialmente se consideriamo che non tutti sul pianeta hanno lo stesso tipo di possibilità (per usare un’eufemismo).
    Sarebbe molto interessante capire, ad esempio, quali parti della comunicazione vengono maggiormente offese (penso alla comunicazione non verbale) e quale sia l’effetto sul nostro cervello.

    Al di la di queste considerazioni relegare il problema alle sole “nuove generazioni” mi sembra un pò riduttivo. E forse siamo solo in una fase in cui stiamo cercando di capire come gestire questi cambiamenti, ci vorrebbe senza dubbio un’educazione specifica per le future generazioni anche se per farla occorrerebbe conoscere bene i termini del problema e non mi sembra siamo già arrivati a questo punto. Anzi.

  • ie11

    Bell articolo, io sono un 15 enne e capisco bene di cosa parla, la maggioranza dei miei coetanei è rincogl**nita davanti a un telefono, sono l’ unico della mia etá a cui non piacciono molto sti cosi? (Ho uno smartphone, è del 2013 ma lo uso poco, preferisco il fisso, finiti i 5 anni di superiori, mi prendo uno startac gsm, perché ha un ottima recezione, finiti i 5 anni perché mi riderebbero dietro a vedermi usare telefono non smartphone, una volta finita la scuola non mi dice nnte nessuno se lo uso dunque)

  • Anuc

    impero inca XIII secolo (circa) fine 1571 (conquista spagnola)

    impero romano Nascita 16 gennaio 27 a.C. con Augusto fine 17 gennaio 395 con Teodosio I

    Età contemporanea: dalla Rivoluzione Francese (1789) e dalla Rivoluzione industriale (fine XVIII secolo) fine La nascita dei social network inizia 1997 con il sito SixDegrees.com, l’obiettivo del primo social network era quello di creare delle relazioni fra persone.
    tutto inizia e tutto finisce ormai siamo solo una società di zombi che cammina guardando il telefono e non guarda più il mondo che lo circonda questo è un vero peccato

  • Il discorso diventa ancora più complesso per i bambini nati dal 2013 in poi, cioè quelli che hanno ricevuto lo smartphone tra le mani come oggetto di intrattenimento e distrazione, prima ancora di aver sviluppato capacità di base quali camminare, parlare, mangiare da soli. Fino a pochissimi anni fa era la televisione a distrarre i bambini, ed era complicatissimo già allora riuscire a dosare i tempi, soprattutto coi più piccoli.
    Adesso, il device pronto coi video animati è sempre dietro alla famiglia, in auto, in treno, in tram, al ristorante, al mare, in campeggio…Diventa praticamente impossibile farne un uso parsimonioso: obiettivamente i bambini vanno distratti, e ciò che per secoli è stato fatto con ninne nanne, passeggiate, aeroplanini, cavallucci sulle gambe, giretto sul terrazzo…e che magari finiva per sfinimento genitoriale davanti alla tv, adesso inizia direttamente con Peppa Pig in streaming, ovunque si trovi il minore, proprio ovunque!

    Sicuramente attualmente la problematica è più urgente per la fascia degli adolescenti, e occorrerebbe diffondere meglio sia tra loro che tra le famiglie delle line eguida, delle buone pratiche, dei sistemi di controllo… ma io inizio a preoccuparmi anche proprio per il risvolto più intrinseco di questa diffusione di smartphone e tablet anche in culla: sarà sicuramente incisivo, oltre che complicato da affrontare da parte del genitore.

    Risulta davvero irrinunciabile, sia dare proprio il tablet ai bambini per giocare (quando hanno dai 3 anni in su) sia distrarre quelli ancora piu piccoli con musichine e filmati che li rendono…mummificati!

  • eric

    …articolo interessantissimo ed educativo!
    spero lo sia almeno per quei genitori con figli che si affacciano all’adolescenza ….