Siamo schiavi delle batterie – Editoriale MWC 2015

4 Marzo 201595 commenti
Quando si visita una fiera dedicata al mondo Mobile come il Mobile World Congress 2015 si entra in una realtà dove tutto è moltiplicato ed esaltato. Al primo giorno subito mi è parso chiaro un problema che affligge il mondo della telefonia mobile (e non solo) da molto tempo: La durata della batteria.

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Infatti, quest’anno, all’MWC2015 sono stati installati più di 5 punti di ricarica “free of charge” per i visitatori della fiera. Ogni singolo armadio di ricarica può ospitare circa 30 dispositivi e nonostante i numeri delle presenze al Mobile World Congress siano da capogiro, rispetto all’anno scorso il cambiamento verso questa direzione è decisamente marcato.

Come ben sappiamo i nostri amati smartphones e indossabili hanno una durata a dir poco stressante della batteria e sembra che il mercato sia più impegnato a trovare soluzioni tampone piuttosto che investire in ricerca e sviluppo di tecnologie che permettano di ottenere una continuità d’uso prolungata.

Chi ci segue da molto sa che non è la prima volta che parliamo di questo problema e proprio al mobile world congress di barcellona dell’anno scorso abbiamo trattato di una tecnologia innovativa.

Il Caso UPP. Il battery pack ad idrogeno

Be Upp Logo

Per chi non lo conoscesse, Upp è un battery pack a celle di combustibile ad idrogeno.

Anche quest’anno Upp è presente all’MWC e siamo passati per vedere se qualche progresso/innovazione era stato fatto rispetto al 2014 speranzosi che la tecnologia fosse ormai consolidata e che qualcosa fosse cambiato sulla miniaturizzazione per promuoverne l’adozione. Ci è rimasto dell’amaro in bocca realizzando che in realtà il prodotto è rimasto praticamente identico dall’anno scorso.

La risposta del mercato

Il mercato ha una necessità così grande di risolvere la questione che nascono letteralmente decine di startup ogni mese cercando la fortuna. Su Kickstarter e Indiegogo ci sono moltissimi casi di successo riguardante battery-packs/power-banks e i public charging station come ChargeBox e RiCharge saranno sempre più presenti nei centri commerciali o luoghi pubblici.

Nonostante l’indotto creato dal problema e le nuove realtà economiche che nascono ogni giorno nel tentativo di mitigarlo, sembra che tutto taccia o, comunque passi in sordina, sul fronte “risoluzione”.

Eppure i produttori di telefoni e wearables sono consapevoli della poca autonomia dei propri dispositivi e difatti investono in soluzioni per velocizzare la ricarica come nel caso di Qualcomm con il suo Quick Charge che con la sua tecnologia di ricarica veloce ha prodotto un’altra delle “non-soluzioni” di contorno che danno al consumatore un finto sollievo.

Dopo Qualcomm anche l’azienda StoreDot sembra aver abbracciato l’idea che l’unico modo di risolvere il problema sia quello di abbattere i tempi di ricarica come abbiamo visto nel nostro precedente articolo riguardante la loro rivoluzionaria tecnologia di ricarica veloce che permette di ricaricare una batteria del GS5 in meno di 5 minuti.

Il Wireless Charging

Appoggia il telefono su una basetta Qi e si ricaricherà senza bisogno di alcun cavo.

qi-wireless-charger

Anche lo standard Qi è una nuova tecnologia che abbiamo oggi nelle nostre case grazie al perenne problema dell’autonomia dei dispositivi mobili.

Il mercato di questi wireless charger è da qualche tempo in pieno boom ed esistono diverse soluzioni che permettono di caricare il proprio smartphone android o orologio tramite lo standard Qi (ovviamente se supportato dal dispositivo stesso). Numerosi sono infatti gli esempi di campagne andate a buon fine sui vari siti di crowdfunding come TYLT: una docking station a tripla bobina.

Ultimo pioniere di questa tecnologia di ricarica è IKEA che giusto pochissimi giorni fa ha annunciato che la prossima produzione di lampade e tavolini avrà il wireless charing incluso.

Conclusioni

Non credo che il futuro sarà molto roseo per quanto riguarda l’autonomia dei nostri amati smartphone. Nelle nostre vite sarà sempre più normale portarsi dietro un battery pack d’emergenza che sfortunatamente diverrà un “amico acquisito” sempre più stretto e sempre più usato.

Se il precedente paragrafo vedrà la luce avremmo solamente un ulteriore disagio nel dover necessariamente ricordarsi di caricare un ulteriore batteria.

Purtroppo le soluzioni, nella mia modestissima opinione sono:

  • Investire in ricerca per miniaturizzare l’attuale tecnologia diminuendo il rapporto dimensioni/milliampereH;
  • investire in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie molto più performanti;
  • trovare delle soluzioni per abbassare i tempi di ricarica totale sensibilmente (massimo 5 minuti)
  • Abbassare i consumi

 

95 risposte a “Siamo schiavi delle batterie – Editoriale MWC 2015”

  1. bartweb mitiko ha detto:

    Beh, armadi con la presa elettrica in posti pubblici non mi sempra una soluzione. Abbattere i tempi di ricarica invece lo é!.. Cmq diciamola tutta: produttori che oggi giorno ti inseriscono una batteria minore di 3000mAh in uno smartphone, lo fanno x risparmio sbattendosene del reale utilozzo dello stesso

    • PorcoAlato ha detto:

      E continuano a pompare gli smartphone con più RAM e CPU più potenti, ma di investire nello sviluppo di batterie più piccole ma più capienti se ne fregano. 4 gb di RAM ci servono veramente? E di uno schermo da 5″ QHD, ne abbiamo bisogno? Sono solo numeri per fare marketing, ma in realtà sono inutili.

      • teob ha detto:

        Domanda: se Samsung mi faceva un telefono con la batteria del s5 o note, tw alleggerita, OS ben ottimizzato e un soc da 14nm con prestazioni abbassate al livello di s4 (che basta al 99% degli utenti per andare su fb) quanto sarebbe durata la batteria? 2 giorni almeno…. L avrei preso al day one per quanto sia stupido comprare al day one

    • Pignolatore ha detto:

      Secondo me, invece, armadi di questo tipo sono poco più che in tampone…come quando nei film c’è un tizio a cui hanno sparato e qualcuno dice a qualcun altro “tieni premuto qui!”
      Cioè… hai voglia a tener premuto, ma se non arriva il dottore a cucire etc, come si dice dalle mie parti, “sei del gatto”! (spacciato, fregato).

      • teob ha detto:

        Un armadio ricarica potrebbe avere senso se arrivi, metti dentro 1 euro attacchi il cell e in 1 minuto la batteria passa da zero al 100%. Il tempo di prendere un caffè e si riparte. Altrimenti sono inutili

        • Pignolatore ha detto:

          Non è per tirare l’acqua al mio mulino, ma… con una batteria che ti dura dai 3 giorni in su non ti servono né l’armadio né l’euro!
          Ribadisco: una soluzione del genere un conto trovare utile allo stato attuale delle cose, un altro usarla come palliativo per tamponare un problema che non viene risolto

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            infatti è da intendersi solo come servizio offerto ai partecipanti della fiera, non è una soluzione, anzi semmai esalta il problema.

          • Pignolatore ha detto:

            Alla fiera sono soluzioni gratuite e con tempi di ricarica comuni.
            Teob parla di metterci un euro e ricaricare completamente lo smartphone in un minuto…onestamente, signor golfirio, non credo proprio si riferisca alle colonne della fiera!

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            le ho viste nei centri commerciali (in verità solo in uno) queste “colonne” di ricarica… sempre perennemente vuote.

          • teob ha detto:

            Se mi dai una batteria da 3 giorni problema risolto e 1 euro risparmiato :-)

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  4. golfirio masturloni-saccènte ha detto:

    il problema é più ampio, siamo in attesa di un punto di svolta riguardo l’immagazzinamento di energia elettrica, é iniziato un processo (un po lento a dirla tutta) , di conversione dagli idrocarburi, vuoi per motivi economici politici, vuoi per motivi pratici, vediamo sempre più vetture elettriche (ma pochissime stazioni di rifornimento) , i sistemi attuali di conservazione dell’energia, sono obsoleti e frenano il balzo che questo tipo tecnologia promette, non voglio fare utopia, una portacontainer un boeing , useranno derivati da idrocarburi ancora per molto (magari biocombustibili), ma in realtà siamo in attesa di qualcosa di risolutivo, ed io me lo aspetto da un momento all’altro, i tempi sono maturi.

    • realtebo ha detto:

      I tempi si, caro amico, ma di certo la congiuntura economica mondiale in cui siamo impantanai secondo me ritarderà di alcuni decenni la solulzione a questo specifico problema.
      Forse e dico forse, entro pochi anni avremo delle auto elettriche con autonomia decente, ma per miniaturizzare le nuove tecnologie non c’è sufficiente spinta.

      • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

        sono meno pessimista, é nei momenti di crisi che c’è l’urgenza di innovare.

        • realtebo ha detto:

          Concordo, tranne sull’ottimismo

        • Ivano Ingravallo ha detto:

          x i cambiamenti che dici tu,serve una crisi quasi a livello (scusa il termine) merda…la storia insegna…l uomo é fatto così!!!

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            in effetti … è così, uno dei boom tecnologici dell’ultimo secolo, è quello della seconda guerra mondiale.
            ma quelllo è l’estremo, ed in più c’è da dire che al momento non c’è crisi dappertutto.

          • teob ha detto:

            Anche perché se c’è una crisi come quella di adesso l uomo alla sua auto non rinuncia.

        • teob ha detto:

          Guarda il caso Brasile da decenni le auto hanno tutte doppia alimentazione benzina ed etanolo mi pare, non ricordo bene. Molte coltivazioni sono state convertite per produrre etanolo. E a seconda del prezzo della benzina più o meno alto usano il combustibile più economico. Soluzione vecchia di anni, le soluzioni volendo dosi trovano, manca la volonta

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            allora te ne dico un altra, si può produrre biocombustibile dalla canapa (se non sbaglio esiste un rally in germania, dove le auto sono tutte alimentate a canapa), che previo sostituzione di una valvola è compatibile con qualsiasi motore diesel, tra l’altro la canapa viene anche detta pianta delle meraviglie, in quanto ha un tasso di crescita tra i più rapidi in natura, cresce in quasi tutte le latitudini ed ha bisogno di poca cura, dico per inciso che di canapa ne esistono tantissimi tipi e non è quella dei coffeshop olandesi, e nei secoli scorsi se ne usava tantissima per vele e gomene.

          • teob ha detto:

            Le soluzioni ci sono ma arriveranno solo quando il petrolio finirà, se mai finirà.
            Anni fa ho visto un video di uno (austriaco on svizzero) che era autosufficiente, da solo in casa si era costruito un impianto che produceva idrogeno per elettrolisi e alimentava il riscaldamento e un furgone con un piccolo adattamento all impianto a metano…. Si parla di molti anni fa…

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            anch’io ho visto un video qualche anno fa, dove un azienda d’allevamento (bovini suini), ha deciso di installare un generatore da biometano, morale della storia, guadagna più dall’elettricità che dall’allevamento.

          • teob ha detto:

            Però ci hanno fatto un servizio… Tradotto è un caso più unico che raro, e tale resterà. Se fosse stato così per tutti gli allevamenti non farebbe nemmeno notizia, perché dare incentivi per comprare auto a benzina e non per queste cose?

          • Viktorius ha detto:

            Occhio a convertire i terreni agricoli, per coltivare bio carburanti, ci sono ancora molti paesi che purtroppo soffrono la fame. Potrebbe diventare pericoloso.

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            ti concedo l’aspetto etico della questione, ma non quello pratico, io vedo opportunità di occupazione.
            non bisogna per forza “convertire” quanto utilizzare quelli abbandonati.

          • Viktorius ha detto:

            Io invece vedo l’opportunità di capitalizzare. Immagina il proprietario di un terreno che guadagna una certa cifra coltivando frutta, bene, gli si prospetta la possibilità di guadagnare 10 volte tanto coltivando bioetanolo o biodiesel, onestamente non ci vuole un genio dell’economia per capire cosa conviene. A questo punto è facile immaginare che lo faranno la stragrande maggioranza degli agricoltori (anche in nero) ed il mio ragionamento diventa realtà.

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            il presupposto è che ci si guadagni dieci volte tanto… utopistico.

          • Viktorius ha detto:

            Il mio era solo un esempio. 10 volte tanto sarà anche utopistico, ma ciò non toglie che ci si guadagnerà di più.

          • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

            tu ti rendi conto che non si può smettere di produrre cibo, altrimenti sarebbe il cibo a valere cento volte di più, senza contare che la popolazione mondiale sta aumentando, ed anche il cibo prodotto comincia a non bastare, ti faccio un esempio per tutti, tra i prodotti finanziari stanno avendo grande successo i future basati su riso grano cereali in genere, ma questo è un problema a parte.

          • Viktorius ha detto:

            Ma infatti stiamo parlando della stessa cosa. Io dico che l’avidità della gente non ha limiti, questo è molto pericoloso, perché decidere di convertire il proprio terreno da frutta a canapa per carburanti è un attimo.

          • teob ha detto:

            Giusto se non ci sono paesi poveri l economia non si regge

          • Alessandro Fagnani ha detto:

            Per esempio si potrebbero utilizzare tutti quei terreni che non possono produrre cibo per via dell’ inquinamento delle terre… E t’ assicuro che ne é pieno il mondo

      • Carlo ha detto:

        L’utilitaria elettrica È IL FUTURO ma dubito possa diventare una concreta realtà fino a quando il deo petrolio regnerà sovrano e non ci saranno produttori seriamente incentivati allo sviluppo di nuove tecnologie per ridurre i tempi morti di ricarica che oggi sono la vera piaga di questi strumenti

    • Pisus ha detto:

      Trovo che non sia positiva questa strada intrapresa. Quando sento parlare dal politico green di tutno di auto elettrica mi si accappona la pelle. Prima di tutto è nata prima dei veicoli a combustibile ed è da prima del 900 che continua ad avere gli stessi problemi, prezzo e autonomia.
      Ma il più grande problema per me rimane l’inquinamento. Come viene prodotta l’energia dei veicoli? Il nucleare rimane ancora potenzialmentenun pericoloso, le rinnovabili non bastano per l’uso in casa e le centrali termiche, beh usano gli idrocarburi. Ma poi le batterie? Bisogna ricavare il litio, che dopo 10anni va smaltito perché esausto. Ci sono troppe questioni da risolvere.

      • PorcoAlato ha detto:

        Sulle batterie non posso darti torto, ma sulle rinnovabili è questione di volontà politica, perché le tecnologie ci sono. Basterebbe sostituire tutti i tetti in eternit che abbiamo con pannelli forovoltaici. Se ogni tetto di ogni casa avesse pannelli fotovoltaici, il nucleare sarebbe sostiruito. Tra smaltire il litio e smaltire l’uranio c’è differenza

        • Francarso da Procida ha detto:

          Si ma piano col fotovoltaico. I pannelli hanno un costo e una durata. E nei palazzi alti più di 2 piani nn è una gran soluzione. Ci vorrebbero in Africa al posto del deserto. Produrrebbero energia per mezzo mondo e aiuterebbero quelle nazioni a uscire dalla fame

          • mitoheart ha detto:

            Le ipotesi fantastiche e dico fantastiche esistono e come.
            Ma come li metti i pannelli nel deserto?!?
            Spero tu mi possa dare una spiegazione tecnica.

          • italba ha detto:

            Già li mettono, in Marocco hanno aperto la più grande centrale elettrica solare al mondo. Perché mettere qualcosa nel deserto sarebbe un problema?

          • mitoheart ha detto:

            Se mi parli di pannelli solari, a temperature elevate non producono più anzi..

          • italba ha detto:

            Ma proprio no. Alcune celle solari “a concentrazione” vengono messe nel fuoco di lenti o specchi solari che concentrano l’energia solare anche di 100 volte. Finché non fondono vanno più che bene.

          • Francarso da Procida ha detto:

            Ovviamente nn intendo per deserto il centro del Sahara. Se ci fosse la volontà si potrebbero costruire centrali fotovoltaiche nei pressi dei paesi. Sarebbe una risorsa elettrica immane

          • mario787878 ha detto:

            Quel…”CONTINENTE” ;)

        • Ginetto ha detto:

          scusa ma questa del fotovoltaico è una grillata.
          Il fotovoltaico produce quantità minime di energia in condizioni favorevoli, i pannelli hanno una durata breve (20-25 anni) e la quantità di energia per produrli è nettamente maggiore (va recuperata in molti anni). Mettici anche i costi di installazione e capirai che non è come conveniente come sembra.

          Detto ciò, nulla ti vieta di provarci, è pieno di incentivi… anche mio nonno li mise 60 anni fa.

      • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

        bhe a quanto iquinamento l’idrocarburo non ha nulla da invidiare…
        il petrolio a basso prezzo è stato a “stroncare” l’auto elettrica, come l’incidente dell’hindemburg ha stroncato gli zeppelin, al momento ci sono miliardi di dispositivi elettrici in tutto il mondo che devono essere ricaricaricati, già ora non in un futuro ipotetico, quante centrali servono per ricaricarli? la tecnologia “elettrica” c’è già, è quì, è ora, a prescindere dalle automobili.

      • italba ha detto:

        E cosa diavolo vuol dire che è nata prima? Chi arriva dopo ha sempre ragione? Il motore elettrico ha grandissimi vantaggi rispetto a quello termico: Coppia, rendimento, densità di potenza, costo, durata… Quando l’ingombro non è un problema (navi, locomotive) viene spesso usato insieme a generatori diesel! Riguardo all’inquinamento: Ma ti rendi conto che razza di sistemi di filtraggio si usano in una centrale elettrica? E del fatto che le centrali elettriche sono situate fuori città, in punti ben controllati e monitorati, mentre le auto ti passano sotto le finestre di casa? E, per finire il litio: Una batteria esausta, tolto il contenitore, è composta per una buona percentuale da litio. Mai sentito parlare di riciclaggio? Secondo te nel giacimento il litio lo si trova puro e pronto all’uso?

        • alex ha detto:

          Per il prima e il dopo credo intendesse semplicemente che l’auto elettrica esiste da molto, ma non è ancora realtà….
          Poi lui crede che sia per svariati “problemi” io credo che sia perchè non è voluto :S

    • Viktorius ha detto:

      Dimentichi che, purtroppo, sono i poteri forti a guidare il mondo. Ed uno dei più forti in assoluto, sono proprio le lobby dell’oro nero (per non parlare di quelle farmaceutiche, ma non dilunghiamoci su altri argomenti). Non permetteranno mai uno sviluppo sufficiente nel campo delle batterie, fin tanto che avranno petrolio da vendere. Mi duole dirlo, ma è così.

    • Roberto B. ha detto:

      continuando con il paragone del mondo dell’auto io sono convinto che non si vogliano trovare (per ragioni politico/economiche) tecnologie che posano farci spendere meno dal benzinaio.

      • teob ha detto:

        Saremo liberi dalla benzina solo quando questa si esaurira…. Quindi ancora svariati decenni

        • Roberto B. ha detto:

          Si ma non pensare che ci si liberi facilmente del petrolio….negli anni 30 in germania avevano messo a punto il metodo Fischer-Tropsch per produrre carburante partendo da carbon fossile e non dover dipendere dal petrolio estero. A mio parere la fine del petrolio è ben più lontana di quello che voglion farci credere…..(e cmq si,sono abbastanza complottista e dietrologo….)

          • teob ha detto:

            Passeranno secoli prima di finire il petrolio. Finora prima l aria respirabile ;-)

        • pazzokli ha detto:

          Ricordiamoci che se dovesse finire il petrolio avremmo molti problemi in tutti i campi, non solo nel settore energia

          • teob ha detto:

            Problemi che ci porterà a studiare soluzioni magari più ecologiche… O magari peggiori :-)
            Cmq il petrolio non finirà presto, guarda il perché l Arabia ha fatto in modo che il petrolio classe sotto i 50 usd.

          • teob ha detto:

            Aggiungo: probabilmente ci saranno guerre purtroppor

    • alex ha detto:

      è solo mancanza di volonta :/

  5. Ivano Ingravallo ha detto:

    OnePlus One e sei APPOSTO!!!

    • Pignolatore ha detto:

      Cioè, su cosa ti mettono?!

      (Per dipanare eventuali dubbi, cercare il significato di “apporre”, infinito di “apposto”)

      ;-)

  6. Giuseppe ha detto:

    Fin quando ci sarà gente (e qui dentro ce n’è tanta) che dice di vedere i singoli pixel in schermi HD, cosa volete? Ve la cercate voi, siete tutti voi a sacrificare autonomia per minc.hiate. Con un utente che crede di essere intelligente abbiamo discusso a lungo in questa sede, ma alla fine è rimasto convinto del fatto che uno schermo 4k consuma poco. Se i clienti non vogliono l’autonomia, i produttori non possono fare molto. Certo, alcuni fanno più di altri. Lenovo ad esempio ha tutta una gamma di smartphone con batterie da 3000 a 4000mah. Ma chi li cerca? Siamo in pochi ad avere questa consapevolezza.

    • moffolo ha detto:

      Concordo con te.
      – FHD basta e avanza.
      – Batteria capiente (dai 3000maH in su)
      – Processore moderno e con un processo produttivo a pochi nm (molti pensano che i processori più potenti consumano di più, ma in realtà è esattamente il contrario).

  7. Pisus ha detto:

    Ragazzi, come al solito, complimenti per l’editoriale. Li fate stupendi.
    Concordo purtroppo con le conclusioni.
    Nello zaino per l’Università non può mai mancare la powerbank. È vero che una Anker di ottima qualità, con la tecnologia Power iQ, da 13000mah l’ho pagata 22euro ma non è questo il punto. Sarebbe bello uscire di casa senza preoccupazioni eppure…

    • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

      Quanto tempo impiega per essere ricaricata completamente?

      • Pisus ha detto:

        In genere la metto in carica la notte. Considerando che ho dormito 6ore e mezza e stamattina era carica, più o meno quelle…:)
        C’è anche da dire che ormai mi sono circondato di prodotti Anker: la batteria l’ho caricata con l’hub a 5 porte com power IQ, usando un cavo, sempre Anker che supporta la carica veloce.

        • golfirio masturloni-saccènte ha detto:

          e magari ricarichi anche i dispositivi di altri… altre.
          grazie!

          • Pisus ha detto:

            Su amazon, per questo tipo di prodotti, sono da tenere d’occhio la Anker, la Aukey e la EasyAcc. Inoltre, se cerchi un hub USB dai un occhiata al Bolse da 7 porte.

          • steinge ha detto:

            EasyAcc da 10200 mah, ricarico completamente 3 volte il note 3, tempo di ricarica con caricatore samsung da 1000mah circa 9-10 ore. Sono molto soddisfatto.

          • moffolo ha detto:

            Io ho RavPower e mi trovo benissimo.

          • Pisus ha detto:

            Ecco, mi sentivo che avevo dimenticato qualcuno. La RavPower anche va molto bene!:)

    • alfonso ha detto:

      Dove??

  8. FE4R ha detto:

    Investire su ricerca e soluzioni !?!?!? Scherziamo.. ?? Le hanno già le soluzioni ma non le usano. Probabilmente (o sicuramente ) ci sarà una legge/regola del mercato da seguire. Quindi non possono tirare fuori le novità che sono in uscita programmata tra 2/3 anni. Il problema è solo questo. Devono prima smaltire tutto ciò che qualche anno fa è stato lo studio e la produzione di ciò che abbiamo ora.

  9. Albyx76 ha detto:

    Una scusa ancora molto gettonata per cambiare telefono fuori moda é ‘non tiene più la batteria’ quando l autonomia passa da ora di andare a dormire ad ora di cena, quindi dubito che i produttori abbiano realmente voglia di proporre terminali con qualche giorno di autonomia.

  10. Carlo ha detto:

    La strada giusta è il form factor che supporta la batteria maggiorata. Voglio il telefono slim? Batteria1. Voglio più autonomia? Batteria2. Ne godrebbe anche il postsales con la vendita di accessori

    • sanio ha detto:

      ovviamente e tutto ciarpame che arriva dalla china e devono far soldi con accessori come cover custodie a libro batteria cavi caricabatterie da auto…tutto un mercato parallelo di chincaglieria che morirebbe se ti dessero già il prodotto completo e finito.meglio se e sottile e fiko anziché spesso che dura troppo…maledetti musi gialli

  11. […] (…)Continua a leggere Siamo schiavi delle batterie – Editoriale MWC 2015 su Androidiani.Com […]

  12. Spiderciccio ha detto:

    Basta comprarsi un oneplus one e la batteria non è più un problema

  13. FP ha detto:

    Con le attuali tecnologie bisogna:
    Aumentare gli schermi quindi più spazio per le batterie e diminuire le risoluzioni, massimo ad HD cosi si raggiungono durate accettabili

  14. Luca Savoja ha detto:

    Io mi porto in giro un battery pack da 10’000 mAh e risolvo il problema.

  15. Stefano ha detto:

    Alcune tecnologie promettenti già ci sono e il settore di ricerca in questo campo è “florido”. Il grosso ostacolo, al momento, è che si parla ancora di costi molto elevati…

  16. Giu88 ha detto:

    Basta vedere l’s6…tutto super ottimizzato per i consumi,ma fatto sottile con una batteria ridicola,quando poteva essere più spesso e con una batteria migliore..ma niente:/

    • L. Hunter ha detto:

      Ma c’è gente che guarda lo spessore (non sono io). Per me è inutile avere un dispositivo che è un velo, ma la gente è la gente, si sa.

    • BluelitE ha detto:

      Ottimizzato a modo suo, visto la risoluzione dello schermo che si ritrova….

      • Giu88 ha detto:

        Solo il processore é secoli avanti ai precedenti top gamma,certo é che con un fullhd..qualche mm di spessore e una batteria sui 3000…beh sarebbe stato ottimo.

  17. Giuseppe79 ha detto:

    Sinceramente con tutti i passi da gigante che si fanno in tutti o quasi i settori che ruotano intorno a smartphone e similari, non riesco a capire perché quello delle batterie resta sempre al palo.
    Non vorrei fare dietrologia all’italiana, ma qualcosa sotto deve per forza esserci, tipo il settore energetico bloccato dai petrolieri.
    Oltre tutto, deve essere più forte di multinazionali a livello di Samsung ed Apple perché sono convito che il primo device top di gamma con batteria che dura a lungo conquisterà ben oltre il 50% del mercato.

  18. lallo29 ha detto:

    Ottimo articolo, ma ve lo potevate risparmiare. Ultimamente avete fatto ottimi articoli, e devo ammettere che ho preso spunto da voi per qualche articolo, ma ripeto, ve lo potevate risparmiare.

    La tecnologia è quella che è, ogni anno ci sono piccoli miglioramenti, questo è lo scopo di esposizioni come MWC.
    Voi pensate che siano cambiamenti inutili, ma non è così

  19. Leo ha detto:

    il problema per me non si pone: ho tre batterie che ricarico con un caricabatteria esterno (cinesata), finita una metto l’altra, finita anche questa metto l’altra mentre la prima si è gia ricaricata. Unico inconveniente è dover spegnere il cell e aprire la cover posteriore (1 minuto)

  20. Eduardo De Filippo ha detto:

    Che fine ha fatto il progetto Veneto Italo-Giapponese della misteriosa “super batteria” che avrebbe, secondo loro, un’autonomia di circa 3 mesi???

  21. Max1234Ita ha detto:

    Inutile, le batterie sono un business così come il carburante per le auto.

    Inutile sperare in future tecnologie in grado d’immagazzinare più energia: progredirà anche lo hardware dei terminali, e tra 10 anni avremo, forse, batterie con capacità 10 volte quelle attuali ma dispositivi che consumeranno altrettanto di più… oppure, a parità di capacità d’immagazzinamento, elettronica che consumerà molto meno e batterie ridotte di conseguenza nelle loro dimensioni.

    Perchè alla fine, tanto,per chi costruisce i dispositivi l’importante è che questi arrivino a fine giornata senza “lasciare a piedi” i loro possessori… chi vuole più autonomia può sempre comprarsi una seconda pila o meglio un caricatore portatile con batteria indipendente, perchè il trend recentemente pare sia sempre più quello di costruire terminali con la batteria interna non sostituibile.

  22. […] Mentre le specifiche degli smartphone continuano a migliorare giorno dopo giorno, la tecnologia riguardate le batterie è rimasta stagnante per anni. Su questo argomento Andrea ha scritto un ottimo editoriale che vi invito a leggere. […]

  23. […] perché rappresenta concretamente un blocco allo sviluppo della tecnologia. Ne abbiamo parlato nel nostro editoriale, e abbiamo visto come alcune aziende stiano provando a proporre alcune soluzioni. Ebbene, Stanford […]

  24. […] perché rappresenta concretamente un blocco allo sviluppo della tecnologia. Ne abbiamo parlato nel nostro editoriale, e abbiamo visto come alcune aziende stiano provando a proporre alcune soluzioni. Ebbene, Stanford […]

  25. […] Sarà un limite tecnologico, una scelta dei produttori o qualsiasi altra ragione che vi venga in testa, fatto stà che quello della batteria è un problema ripetuto che, anche oggi nel 2015, continua a manifestarsi nel settore mobile, indipendentemente dal produttore specifico dello smartphone. Durante il Mobile World Congress del mese scorso, punto di ritrovo della tecnologia mobile e non solo, abbiamo anche dedicato un editoriale sul tema. […]

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