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Il Galaxy Note 7 è morto dunque, e anche Samsung non è che si senta tanto bene. Il caos creato dall’improvvisa combustione di svariate unità dell’ultimo top di gamma coreano sta portando e porterà infatti ad una lunga serie di conseguenze, economiche e di immagine, che richiederanno parecchio tempo per essere sanate. Per chi avesse vissuto sotto una roccia negli ultimi due mesi, ma anche soltanto per ripercorrere tutte le tappe della crisi dovuta al fire-gate, facciamo un riassunto di cosa è successo da agosto ad oggi.
L’ASCESA E IL DECLINO
Era il 2 Agosto 2016 e la cornice di New York accompagnava l’evento Unpacked in cui veniva svelato al mondo il Samsung Galaxy Note 7. I rumor si erano rincorsi per buona parte dell’estate e, come spesso succede, si sapeva già molto del nuovo flagship di casa Samsung. Veniva infatti confermata una scheda tecnica di molto simile al Galaxy S7, il display Edge, lo scanner dell’iride e molto altro, e nonostante qualche polemica riguardo la batteria da 3500 mAh non removibile, il dispositivo era già in odore di nomina come miglior smartphone Android del 2016. Il Note 7 infatti aveva mantenuto il livello dei suoi predecessori offrendo il meglio di Samsung con la peculiare presenza della S-Pen e dell’interfaccia ad essa dedicata.
Tutto sembrava dunque far presagire l’ennesimo successo di critica e pubblico, ma come ben sappiamo le cose sono andate molto diversamente. A partire dal 24 Agosto infatti è cominciata la lunga serie di eventi che ha portato alla catastrofe commerciale in cui è rimasto incastrato il device, sotto le sembianze della prima segnalazione di un Galaxy Note 7 incendiato in Corea del Sud. In seguito a ciò c’è stata una rapida corsa verso il baratro che in poco più di un mese ha trascinato Samsung dalla gloria alla polvere:
- 31 Agosto – Samsung ritarda le spedizioni del Note 7 ai carrier coreani
- 1 Settembre – Samsung apre le vendite del dispositivo in Cina
- 2 Settembre – Samsung annuncia il richiamo globale di 2,5 milioni di Galaxy Note 7 a causa di batterie difettose
- 7 Settembre – Negli Stati Uniti la FAA (Federal Aviation Administration) intima ai passeggeri di non accendere o mettere in carica alcun Note 7 sugli aeroplani
- 9 Settembre – LA CPSC (Consumer Product Safety Commission) chiede ai possessori di Galaxy Note 7 di non utilizzare i propri dispositivi
- 15 Settembre – Sempre la CPSC annuncia ufficialmente il richiamo di circa 1 milione di Note 7
- 16 Settembre – Un uomo in Florida denuncia Samsung per le fiamme sprigionate da un Galaxy Note 7 esploso. Nel frattempo, Samsung annuncia la riapertura delle vendite in Corea per il 28 Settembre
- 18 Settembre – Anche Alitalia vieta l’utilizzo di Note 7 sui propri voli
- 19 Settembre – Samsung rende operativo il programma di sostituzione dei Note 7 in Corea del Sud, e si difende da un’accusa di esplosione in Cina dichiarando che il dispositivo si è incendiato per cause esterne
- 21 Settembre – Verizon e Sprint aprono gli ordini per i nuovi e “sicuri” Note 7
- 23 Settembre – Samsung invia notifiche sui Galaxy Note 7 di chi ancora non ha provveduto a sostituirlo invitando a farlo al più presto. Intanto annuncia che le vendite in Europa inizieranno da Novembre
- 25 Settembre – Samsung ritarda la ripresa delle vendite in Corea di 3 giorni
- 29 Settembre – Samsung dichiara che più di un milione di persone nel mondo sta usando dei Galaxy Note 7 “sicuri”
- 1 Ottobre – Riprendono le vendite in Corea del Sud. Samsung è sicura di aver risolto i problemi alle batterie dei Galaxy Note 7
- 6 Ottobre – Un aereo della Southwest Airlines viene evacuato per il fumo sprigionato da un Galaxy Note 7 a bordo
- 9 Ottobre – AT&T e T-Mobile fermano le vendite del Galaxy Note 7 per motivi di sicurezza
- 10 Ottobre – Samsung dichiara uno stop della produzione e delle spedizioni per effettuare controlli di qualità e ispezioni in seguito a nuovi incidenti avvenuti nei giorni precedenti con dispositivi “sicuri”
- 11 Ottobre – Samsung ritira definitivamente Galaxy Note 7 dal mercato e chiede a tutti i possessori di non utilizzarlo più
Fonte: Reuters – Via commenti
Tra le righe di questa cronistoria ci sono le centinaia di segnalazioni riguardanti Galaxy Note 7 esplosi e/o incendiati, compresi i nuovi modelli che teoricamente non avrebbero dovuto soffrire del problema. L’epilogo dunque non poteva che essere quello che è effettivamente stato, nonostante tutti i tentativi di salvare la baracca.
Ma come ha gestito Samsung un’emergenza di questa portata? Bene, ma non benissimo all’inizio. Peggio, molto peggio, quando si è trattato di risolvere il problema. In risposta alle prime segnalazioni infatti l’azienda ha drizzato le antenne per capire dove sarebbe andata a parare la faccenda, ma la cosa non gli ha comunque impedito di aprire le vendite in altri paesi. Ben presto però la situazione ha preso una piega preoccupante e a quel punto la mossa risolutiva non si è fatta attendere: ritiro globale di milioni di unità di Galaxy Note 7 con la promessa di un nuovo dispositivo perfettamente funzionante. In fondo le ricerche avevano messo in evidenza un problema con una fornitura di batterie, niente che un gigante come Samsung non potesse gestire, seppur con un notevole dispendio economico.
Tutto a posto e amici come prima insomma? Tsk, troppo facile. La sfortuna -ma sarebbe meglio dire la negligenza di chi ha investigato- ci ha messo del suo e sappiamo tutti molto bene cosa è successo: i nuovi Galaxy Note 7 sono risultati fire-friendly come i loro predecessori, costringendo Samsung e le autorità a dire “addio” all’ultima fatica dell’azienda coreana. Per sempre. L’azienda spiegherà nelle prossime settimane le cause di questo disastro mediatico, ma nel frattempo è impegnata nel rimborso totale a tutti gli acquirenti, alcuni dei quali hanno addirittura ricevuto un kit termo-isolante per la restituzione. E quindi? Quindi qualcuno FORSE ha sottovalutato il problema e fornito una valutazione errata. Quindi Samsung ha probabilmente avuto troppa fretta di re-immettere in commercio il dispositivo e non è andata a fondo nelle indagini, cercando non non perderci troppi soldi e finendo per perderne tre volte tanto. Quindi ora si dovrà ricominciare da zero, perché la fiducia accumulata grazie ad una serie di smartphone convincenti come gli ultimi due Galaxy S e la serie Note è andata a farsi friggere, tanto da parte degli appassionati quanto dall’acquirente meno informato, quello che magari fa confusione e fa di tutto l’erba un fascio.
L’IMPATTO E IL FUTURO
Roma, 11 Ottobre 2016
F: Pronto?
P: Fà, hanno detto al telegiornale che c’è un telefonino che esplode. Della Samsung…Samsung 7. Il mio non è il 7?
F: Papà tranquillo, il tuo è un altro modello.. è vero c’è un Samsung che esplode e lo stanno ritirando, il tuo è a posto.
P: Come è a posto, sei sicuro si? Mica mi fido.. è il 7 il mio o no?
F: Non ti fiderai ma intanto mi ci stai chiamando! Comunque il tuo è un altro modello, vai tranquillo.
P: Vabbè grazie, ciao.
Il mio attempato (tanto non mi legge) interlocutore è l’esempio perfetto di cosa stia accadendo in questi giorni. Sono tantissimi gli utenti che adesso, ovviamente, associano il marchio Samsung agli smartphone che prendono fuoco, senza distinzione di gamma, modello, prezzo o altro. Testimonianze di venditori negli Stati Uniti infatti riportano di come i clienti richiedano espressamente dispositivi non-Samsung dopo il pasticcio del Note 7, e non mancano neanche richieste di sostituzione di smartphone perfettamente sicuri come quelli delle serie Galaxy S, Galaxy A e Galaxy J, nonché naturalmente della gamma Note.
We are already hearing from retail employees about customers who are actively requesting non-Samsung devices in light of the Note7 fires.
— David Ruddock (@RDR0b11) 11 ottobre 2016
Oltre al danno economico, quantificabile intorno ai 17 miliardi di dollari, è quindi il danno in termini di immagine ad essere enorme. Se da un lato Samsung è una delle poche aziende a livello mondiale che può fronteggiare un simile passo falso e riuscire a riprendersi in tempi accettabili, dall’altro tutta questa visibilità e il ruolo di anti-iPhone che il mercato e l’immaginario collettivo gli hanno attribuito ha fatto sì che il rumore del tonfo sia stato così forte da essere sentito in ogni parte del mondo.
Così come in amore, sarà probabilmente il tempo a guarire le ferite causate da questa vicenda, tempo durante il quale Samsung subirà un danno economico di riflesso oltre a quello causato direttamente dal ritiro del Galaxy Note 7, dovuto alla percezione che milioni di acquirenti avranno dei suoi prodotti. Appassionati e non guarderanno infatti con maggior diffidenza al marchio Samsung lasciando spazio all’agguerrita concorrenza che non aspettava altro che un’occasione del genere. Nell’ambito degli smartphone premium con prezzi ancora più premium, buona parte della torta potrebbe e dovrebbe andare ad Apple e i suoi iPhone, assumendo comunque che i fedelissimi di Android si dirigeranno verso soluzioni alternative come i nuovi Google Pixel o verso altri marchi più o meno consolidati come LG, Sony e Huawei. La fascia medio-bassa sarà invece protagonista di una bagarre che coinvolgerà brand di tutte le provenienze, note e meno note, dove è difficile dire chi trarrà maggiore giovamento. Si parla ovviamente di una parte dell’utenza e di ipotesi da verificare, ci sarà comunque uno zoccolo duro più o meno grande a cui importerà poco cosa è successo e per il quale la fiducia nel marchio e nella qualità dei suoi dispositivi rimarrà immutata.
Samsung nel frattempo sta offrendo qualche piccola forma di risarcimento, economica e software, tramite offerte speciali per chi aveva acquistato il dispositivo e con l’arrivo di alcune funzioni del Note 7 sulla gamma Galaxy S (come ad esempio il nuovo Always-on), ma non farà passare molto tempo prima di tornare alla carica con nuovi device. Per quanto riguarda i tech-addicted la possibilità di redenzione non dovrebbe farsi attendere poi molto: tra qualche mese l’azienda alzerà il sipario sul Galaxy S8 e le luci della ribalta saranno sicuramente tutte per il ritorno del campione nell’arena. Difficile però che un dispositivo già in cantiere e vicino alla sua versione definitiva possa essere tutto ciò di cui Samsung ha bisogno per far dimenticare il Note (anche perché sono dispositivi diversi), ma più questo si avvicinerà al concetto di “ehi, siamo tornati e siamo ancora più belli e bravi”, prima questa storia potrà essere dimenticata. Certo è che il momento più importante arriverà più in là nel tempo, quando Samsung annuncerà il successore del Galaxy Note 7 e si confronterà direttamente con il suo fallimento e con il pubblico che ha deluso quest’anno.
Non sappiamo se il brand Galaxy Note esisterà ancora o se vedremo la nascita di una nuova gamma, quello di cui siamo assolutamente sicuri è che il vuoto lasciato dal phablet coreano è troppo importante per non essere colmato. La ricetta per rilanciare il 5,7 pollici più famoso al mondo è tanto scontata quanto semplice: creare un dispositivo senza alcun compromesso, con il miglior hardware in circolazione e con un effetto ‘Wow” che lo renda irrinunciabile. Utopico forse, ma più di una volta il Note è andato vicino a questa definizione (pur senza mai incarnarla appieno), e chissà, forse per quel giorno tutta questa storia potrà essere finalmente solo un brutto ricordo.




Ricordo che 2 anni fa caddero delle teste in casa Samsung per il calo delle vendite degli smartphone… qui non oso immaginare cosa potrebbe succedere…
Io aspetto ancora notizie da Justin Hong! Oramai sono 4 anni che quel pagliaccio non parla più. Il brand “Samsung” ha quel che si merita del resto Samsung in koreano significa “3 stelle” quello che appunto si merita.
Danno economico quantificabile in 17 miliardi? Sarebbe interessante sapere come si arriva a questa cifra. Supponendo 5 milioni di Note 7 venduti vuol dire un danno da 3400$ a smartphone..
E i costi sostenuti per la ricerca/sviluppo, la produzione, la distribuzione, la logistica, il ritiro, le verifiche e i controlli post episodi incriminati?
Senza dimenticare i mancati introiti dovuti a gente che adesso compra altro.
Non ho idea di come si possa quantificare tutti questi aspetti (e ne mancano altri!). Però di sicuro la perdita non è prezzo unitario * numero unità prodotte..
I costi per ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione e logistica dovrebbero essere coperti dal prezzo iniziale del dispositivo. Il ritiro, le verifiche e i controlli post episodi incriminati ci sta che costino qualche centinaio di dollari (ma molto probabilmente non più del costo di uno smartphone nuovo, e sicuramente non 3 volte tanto).
Mi sono espresso male probabilmente! È una cifra che comprende il danno vero e proprio più una stima degli analisti riguardo le perdite a medio-lungo termine. Appena sarò a casa gli darò un senso più compiuto :)
Ah, ecco. Grazie del chiarimento :)
Mi pare che su qualche altro articolo fosse anche stata considerata la perdita in borsa. Che, almeno i primi giorni, si attestava su un qualcosa come un -8%.
beh se calcoliamo anche l’effetto sulle azioni in borsa, 17 e più miliardi è un attimo.
Avevo interpretato male quella parte dell’articolo, immaginando il danno economico come le spese che hanno dovuto sostenere per sviluppo, produzione, consegna, risoluzione dei problemi, ritiro eccetera dei Note 7. Non avevo tenuto conto delle perdite a medio-lungo termine come scritto da @disqus_eqVPUI2b8C:disqus e della perdita in borsa come detto anche da @disqus_ZMhu7j5xad:disqus.
Bell’articolo.
Tra l’altro, se Huawei fosse furba, tirerebbe fuori un phablet con pennino (se fosse furba ci starebbe lavorando da tempo a prescindere da questo evento).
Se facesse una cosa del genere infliggerebbe un serio colpo a Samsung, avvantaggiandosi non poco per la corsa ai big big (come numero di vendite e fiducia nel brand)
Io da possessore di Note 3 potrei passare ad un ipotetico Huawei P9 Plus con pennino…il top sarebbe dual sim…favoloso! Naturalmente per le mie esigenze.
Anche se spero in un Note 8 – no Fire.
purtroppo non penso lo possa fare perchè wacom ha l’esclusiva con samsung.
Per questo nessun altro produttore ha tentato di proporre qualcosa come il note.
Vero, hai ragione…infatti sarebbe interessante capire che tipo di esclusiva e se e come poterla aggirare.
Però è vero, mentre scrivevo mi ero dimenticato dell’esclusiva
Non saprei dire che tipo sia, se esiste ancora, e se esiste quando scadrà, ma a suo tempo c’era.
L’unica cosa che mi sento di dire e che samsung deve assolutamente e prima possibile riproporre il note, perché è l’unico telefono con quelle caratteristiche, nessun brand ha prodotto un phablet con penna e software o app specifiche per un determinato tipo di lavoro come il note. Un errore non può pregiudicare un prodotto fantastico, dagli errori si impara e non ci arrende.
Note forever
Il problema è che non possono vendere due Top di Gamma simultaneamente. Quando hanno presentato S6 Plus lo hanno fatto per comperere con Apple, e infatti il Note 5 da noi non si è visto, perchè avrebbe rubato utenti all’6+… Quindi il Note ritornerà, ma a settemnre dell’anno prossimo. E dal punto di vista software si sono comportsti in modo indegno. Dovrebbero mettere su Note 5 il fimrware del 7, e vicecersa mettere sul quello di Note 5. Adesso hanno un grosso imoegno in meno: lo sviluppo di Android 7 per Note 7…
Povera serie Note R.I.P forever!!!???
Davvero un peccato…il Note è sempre stato il telefono per eccellenza…. fortunatamente non l’avevo prenotato, mi sono preso un LeEco le3 pro…grande terminale con un prezzo aggressivo…(358 euro con firmware italiano e play store)…adesso fossi nei panni dei colossi cinesi farei uscire un dispositivo stile Note…ma fatto bene….credo che sfonderebbe il mercato…
difficile eguagliare anche in parte un dispositivo come note, dietro c’è tanta ricerca, cosa che piccole aziende cinesi appena nate non possono permettersi, samsung se vuole sopravvivere deve fare tre telefoni, serie note, serie s e un telefono medio gamma per chi non ha particolari esigenze, farne 10 modelli all’anno crea solo confusione, e supportarli con aggiornamenti e quant’altro diventa impossibile, tre telefoni e rimarrebbe quella che è.
A quanto pare invece neglibultimu tempi samsungcincassa moltissimo dalla serie medio e bassa.
creare un dispositivo senza alcun compromesso, con il miglior hardware in circolazione e con un effetto ‘Wow” che lo renda irrinunciabile.
Certo cosi da rifare la stessa cavolata.
Si puo fare tutto, l importante e non fare a gara a quale Smartphone è piu sottile, perché è l’ultima delle cose che importa al pubblico.
Apple ha sempre fatto delle gran mattonelle e vende come il pane.
Bisogna lasciare il reparto marcheting dove sta e ascoltare gli ingegneri che forse hanno pii buon senso.
Non fregava a nessuno se il note era spesso 2 mm in piu, e penso che 2 mm possano fare una gran gran gran differenza
Nessuna delle tre cose intendeva parlare di estetica e spessore infatti, anzi il contrario. Samsung deve uscirsene con “ecco, questo è quanto di meglio possiate trovare su uno smartphone. è talmente potente e con tante feature utili e che abbiamo solo noi che ci perdonerete, se è spesso x invece di y.” Mo’ non è che hardware al top deve significare per forza difetti di fabbricazione e fuoco eh. :)
A mio modesto parere principalmente due cose: 1. Devono darsi una mossa con l’ottimizzazione di Touchwiz che rischia di far fare a Samsung la fine di Nokia (e del suo Symbian) ancor di più che a causa di questo incidente del Note 7 (francamente superabile con un minimo di impegno). La customizzazione Samsung è ancora troppo laggosa, pesante ed a lungo andare instabile (dopo un pò di utilizzo si iniziano a percepire magagne che magari all’inizio non spuntavano come latenze, crash vari e battery drain). Orami tanti (troppi?) produttori offrono customizzazioni snelle, funzionali e resistenti all’obsolescenza e alle nuove versioni di Android molto più che i top di gamma Samsung. Forse è proprio questo che spinge Samsung al continuo aumento di performance dell’hardware proprio per supportare il loro sistema pesante e poco ottimizzato. Si concentrino sull’eliminazione di un pò di bloatware (tipo tutta la pappardella Oculus installata di default sui loro devices e di cui non frega un tubo al 99,99% della loro utenza, così come anche tutti i driver o applicativi dedicati ai wereables). 2. Rimettano la batteria rimovibile e la microSD ed eventualmente anche il dual sim. Per quanto riguarda l’introduzione di una nuova caratteristica “WOW” oramai da un decennio tutto il mondo grida in gran coro una sola parola “BATTERIA”.
Guardiamo i lati per noi peones….
Probabilmente per spingere sulle vendite la politica di prezzo scellerata dei top coreani sarà un po’ più conciliante con l’acquirente.
Su tutto gente come Huawei si ingrasserà abbandonando (come già sta facendo)la politica dei bassi prezzi per i top di gamma
Altri brand emergenti china, potrebbero realmente sfruttare la debacle coreana per aumentare la loro crescita
Apple ?? Per loro non cambierà poi molto, anche se qualche cliente lo ramazzeranno.
Insomma la cantonata Note 7 a fuoco modificherà nel breve/medio termine il mercato Android…..ha scalfito sua maestà Samsung, ed é un bene ….spiace solo per eventuali ricadute occupazionali….
Su tutto, rimane la considerazione iniziale, dal 2′ giorno si parlo di sti pb.
“Come cavolo fa un’azienda come Samsung a mettere in vendita (e poi a sostituire pure con altri fallati) terminali che van a fuoco ???? Mi pare un mistero tra idiozia ed inettitudine assoluta”
Sono molto scettico sul dire che la cantonata del note cambierà il mercato Android ….. Ma molto molto
Vedremo…
…di certo fino a ieri col cavolo che Samsung avrebbe dato il buono per tenersi i clienti, oltre al refound (dovuto).
Ora naturalmente spinge xché gli acquirenti di Note 7 si prendano un S7-S7edge….
..si chiama me la faccio sotto, dalle parti mie ;)
Ma non mi pare la prima volta che Samsung regala buoni per i galaxy serie s anzi…. Certo cerca di tenersi i clienti e Samsung può farlo visto la sua situazione economia …. Se gli capitava con il galaxy s7 allora sarebbe stata grande emme ma il note alla fine è di nicchia non fa i numeri degli altri.
Poi il mondo android è già pieno di alternative più che ottime se non meglio (pennino a parte) per cui al massimo si sposteranno su altre marche. Non come hai tempi di nokia che aveva ancora symbian e poi ha presso il treno sbagliato wp
boh, il note 7, anche se un top di gamma, è solo uno dei tanti smartphone di samsung, azienda peraltro tuttora protagonista di mille notizie sui siti per altri suoi prodotti digitali e semiconduttori (ultima in ordine di tempo l’avvio della produzione di massa dei primi chip a 10nm). fra un mese o due, quando il clamore scemerà del tutto e qualcosa di nuovo sarà dato in pasto ai media, gli occhi saranno puntati tutti – grazie agli innumerevoli rumor – sul galaxy s8 e sui nuovi a3, a5, a7 2017 e compagnia bella. la gente continuerà a fidarsi di samsung semplicemente perché in casa ha magari un nuovo tv da 55 pollici appena comprato che va benissimo, un frigorifero, una lavatrice, un tablet o, più banalmente, un s7 edge
sarà che io quando leggo Samsung nei centri commerciali ho l’orticaria…. Mi è rimasto un 37 pollici in casa quando si rompe prendo un Lg o Panasonic, tutti gli elettrodomestici che avevo Samsung una volta rotti li ho sostituiti con altre marche….
non mi “fido” di samsung non per il note 7 e da prima di esso perche’ i suoi smartphone sono troppo cari rispetto alla concorrenza e molti suoi modelli sono brodo riscaldato (i vari neo ad esempio) non di rado affetti da taccagneria (ad esempio ridicoli gli 1,5 giga di ram invece di metterne 2).
le due serie top (s e note) primeggiano ma tocca aspettare a comprarli non per vedere se esplodono ma perche’ il prezzo cala in breve tempo ma nel frattempo potrebbero essere stati surclassati da concorrenti piu’ recenti a prezzi piu’ umani.
anche per la serie note molti non volevano vederlo ma mostrava segni di stanchezza gia’ prima. i primi erano unici e senza rivali ma oggi i phablet sono diffusissimi e il pennino e’ qualcosa che realmente serve a pochi. non e’ un caso che il penultimo note non sia mai arrivato da noi, non e’ un caso che quasi nessuno abbia implementato il pennino (mi pare solo lg su un solo modello non certo di successo), neanche la stessa samsung lo ha messo in altri suoi phablet eccetto il note 3 neo (che d’ altronde non ha avuto un seguito una volta uscito di produzione).
questa crisi potrebbe far del bene a samsung come lezione di umilta’ e a noi consumatori se per non perdere troppo terreno calano i prezzi (non solo dei top gamma).
deve soltanto fallire
Che se poi non li chiamassero tutti uguali i cellulari, il danno relativo alla confusione su cosa esplode e cosa no se lo sarebbero evitati…
Commenti davvero penosi, tipico anni 70/80 li scriveva “novella 2000” ritengo in generale davvero poco professionale e molto gossip i vostri articoli se così si possono definire, senza offese cambiate mestiere
Nessuna offesa, ti chiedo anzi dove avrei fatto gossip, visto che pensavo di aver esposto i fatti accaduti con in più delle opinioni personali. Poi, tranquillo, cambierò mestiere.
Il gossip lo vede probabilmente perchecessendo un Samsung fan gli tira parecchio sta storia :-)
Articolo scritto bene e dettagliato cmq
Credo che sia uno dei migliori articoli pubblicati su androidiani.
Sono fan android ma non di samsung, certamente, questo firegate avvantaggerà solo la Apple.
vero che chi non ne capisce associa anche altri device samsung alle esplosioni, ma stiamo cmq parlando di samsung, dire addio alla serie note sarebbe un suicidio, credo che per i prossimi, potremmo assistere ad un calo di prezzo per invogliare l’utenza a comprarli, o magari con dei regali speciali, il danno è incalcolabile, ma samsung è un colosso della telefonia, e ricordiamoci che anche iphone con i cellulari che si piegavano ebbero la loro gatta da pelare, può capitare a tutti, ritirarli è stata una scelta saggia, per me ha agito benissimo non bene,
se samsung in futuro cadrà nel reparto telefonia, sarà per la concorrenza non per queste caxxate, io ad esempio ho un oneplus 3, comincio a vedere in giro anche tra i neofiti, asus, meizu, xiaomi e naturalmente un sacco di huawei.
Un iPhone che si piega sedendosi sopra è molto differente da uno che esplode. E cmq la gente che si è stancata di spendere è come prima ogni anno tra iPhone e Samsung top i numeri sono sempre in crescita
Saranno in crescita nei tuoi sogni, tralasciando iPhone che come ho detto prima, compri un marchio, un servizio ed un sistema operativo, di certo Samsung sta accusando il colpo di tutti i piccoli concorrenti, che a poco a poco gli stanno mangiando fette di mercato, non so dalle tue parti, ma dalle mie vedo sempre meno Samsung in giro, ed anche chi non ne capisce niente di telefoni, parla bene di Huawei, Asus e qualcuno comincia a nominare anche i meizu.
Veramente da quel che si legge iPhone ha calato parecchio e Samsung molto meno. Vero che ci sono tanti nuovi concorrenti e che Samsung ha perso qualcosa ma era anche prevedibile … Non potevano mangiare mercato a Sony o HTC per esempio che sono alla frutta. E il mercato cinese oggi sposta gli equilibri e in casa i cinesi sono forti E comunque s7 ha fatto il botto triplicando s6
io sono veramente senza parole sono giorni che chiamo il servizio clienti Samsung e nessuno mi sa dire il mio rimborso che fine ha fatto i miei premi per l’acquisto del note 7 che fine hanno fatto però il signor Carlo Barlocco presidente di Samsung Italia mi ha scritto una bella email di scuse personali, questi non sanno più come fare per perdere i clienti affezionati assurdo, ho mandato 2 email e ancora nessuno si è degnato di rispondermi penso di andare per via legale a sto punto.
Ma che Samsung pacco hai rifilato al tuo povero padre ;-)
Beh oddio, pacco un S7 no dai :D
Ahaha ok allora direi proprio di no…pensavo un j7 ;-)
BASTA!!!!!!!! siete noiosi!!
Quindi non ci sarà più la gamma note ??